Prossima escursione - CAI NUORO

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Prossima escursione

ATTIVITA' DELLA SEZIONE > Attività Escursionistica Sociale
N°19 – 21/10/2018 – Supramonte di URZULEI:“Da Genna Silana a Punta Cucuttos” e ritorno



Ritrovo dei soci: 7:30 parcheggio di p.zza Veneto a Nuoro; ore 8:30 presso la Cantoniera di Genna Silana- SS 125, Km.183,100(trasferimento con mezzi propri).
– Durata: circa 6,30 ore,
– Lunghezza: 9 Km. circa;
– Quota Minima: mt. 875
- Quota Massima: mt. 1220 circa
- Quota Inizio escursione: mt 1002
- Quota Punta Cucuttos mt. 888
- Dislivello totale in salita ed in discesa : mt. 565 circa;
– Pendenza media: 6%; massima: 16%.
– DifficoltàEE (Itinerario per Escursionisti Esperti).
– Terreno: rocce calcaree e pietraia; sentiero prevalentemente in cresta, privo di segnaletica,breve tratto esposto. Richiede adeguato equipaggiamento antivento.
– Direttori: (AE): G. Attardi, L. Sanna; (Ase): A. Corrias, D. Corrias;S. Cadoni, P. Piras e G. Sias.


BREVE DESCRIZIONE:
L’itinerario proposto prevede di percorrere, sia in andata che in ritorno, la così detta “Costa ‘e Monte”, che, da Genna Silana, arriva a Punta Cucuttos, sommità delladestra orografica della profonda gola di Gorroppu.
L’escursionerichiede impegno e preparazione fisica poiché si svolge prevalentemente in cresta e surocce calcare, senza evidente piano di calpestio, con un fondo sassoso e piuttosto infido. Una volta in quota la fatica viene ripagatadalla possibilità di ammirare panorami mozzafiato a 360 gradi!
Sistemate le auto nel parcheggio antistante la vecchia cantoniera, a quota 1002 mt s.l.m., intraprendiamo il sentiero, posto nel retro della stessa cantoniera, che, in ripida salita, ci conduce,in un’ora circa di marcia, fino alla quota più alta, pari a1218 mt s.l.m.. Si tratta di un punto panoramico, sorprendentementebello, che domina tutto il Supramonte occidentale da un lato e quello orientale dall’altro. La sosta è d’obbligo ma fortemente condizionata dalle condizioni meteorologiche, considerata l’esposizione in faccia ai venti gelidi di maestrale e tramontana. La vegetazione, infatti, è piuttosto rada.Solo a circa 50 mt dalle punte si sviluppano diversi esemplari di lecci, fillirea e ginepri le cui fronde tradiscono il tormento inflittogli dal vento di maestrale.
Lasciata la cimaprocediamo decisamente verso Nord e, prevalentemente in cresta, perdiamo piano piano quota attraverso un modesto saliscendi fra rocce levigate dal vento e il tipico ghiaione degli ambienti calcarei. La concentrazione e attenzione sono indispensabili per evitare possibili scivolate, anche se davanti a noi è sempre presente l’affascinante spettacolo che va dai monti di Dorgali, al Tuttavista e Mont’Albo, al Supramonte di Oliena e, alla nostra sinistra: CampuOddeu, la codulaOlbisi e del Flumineddu, sovrastati dal fitto bosco che lascia intravedere Nuraghe Mereu e Nuraghe Gorroppu e tutto il supramonte di Orgosolo!
Man mano che ci avviciniamo alla nostra meta, davanti a noi possiamo ammirare il complesso del Monte Oddeu, le maestose pareti di Punta ‘e s’Iscopargiu, che precipitano vertiginosamente verso la gola di Gorroppu, e la vallata di Oddoene, entro il cui fondo risiede l’alveo del rio Flumineddu. Dopo circa due ore e trenta di cammino, ci allontaniamo dalla Cresta e, piegando leggermente verso nord-nord/ovest, scendiamo in un fitto bosco di lecci, devastato dal tempo inclemente degli ultimi inverni,e raggiungiamo la Punta Cucuttos (quota 888 mt. s.l.m.). Da qui possiamo proseguire, in piccoli gruppi, senza zaino ed in sicurezza, in un tratto esposto per circa 50 mt, fino a quota 875 mt. s.l.m.. per ammirare dall’alto la profondità della Gola. Si risale verso Punta Cucuttosper una breve sosta pranzo ed intraprendere quindi la risalita sulla via del ritorno. Se le condizioni meteo ce lo consentiranno, avremo la possibilità di fare un percorso alternativo che ci permetterà di by-passare la quota massima riducendo il tempo di rientro alla Cantoniera di Genna Silana e, quindi, alle nostre macchine.
Buona Escursione a tutti
















30 Anni di “ SELVAGGIO BLU”
I protagonisti di allora e di oggi chiamati  per il 12 Ottobre, dal Comune di Baunei e dal CAI Nuoro, a narrare quella stagione.

Si allontanavano, dopo qualche mese, da quei percorsi e sentieri impervi e scoscesi d’Ogliastra. Viaggiavano verso l’aeroporto di Olbia, Peppino Cicalò, Mario Verin, Giulia Castelli; negli occhi il bianco del calcare e il verde della macchia di ginepri sparsi, aggrappati alle falesie della costa di Baunei. Per giorni e giorni avevano tracciato, rilevato, camminamenti di caprai e carbonai, antichi ovili degradanti verso l’oblio della loro storia di fatica e sudore. Avevano concluso in quel 1988. Che nome dare a quell’impresa? Tanti nomi frullavano, forse anche la carezza vanesia di intestarselo loro; subito scacciata e allontanata. Come spesso accade, viene in soccorso la donna, Giulia. Certo, diceva  affascinata, che luoghi selvaggi, ancora, e poi quel mare dal colore blusotto le falesie ! L’intuizione diventa favola, diventa realtà: “ Selvaggio Blu”. Sono passati 30 anni. Il CAI Nuoro e il comune di Baunei con l’entusiasmo del suo sindaco, Salvatore Corrias, fissano nella storia quell’evento. Il pomeriggio del 12 ottobre, nella cornice di santa Maria Navarrese, all’ombra della torre della Contessa di Navarra, ricorderanno quella stagione e quell’anno , dando voce ai protagonisti di ieri e di oggi. Saranno i giovani di Baunei e quelle del Cai, Doru e Ivan, ad accompagnare, con le loro clip-video, i partecipanti lungo sentieri, ascese e calate, luoghi ancora intattinella loro antica suggestione. Dopo i salutidel Sindaco salvatore Corrias e Matteo Marteddu, presidente CaiNuoro- Centro Sardegna, ci saranno le comunicazioni di IvanPuddu  Assessore all’ambiente e Dino Barranu, già sindacoavveduto e lungimirante del paese, con Antonio Cabras e Claudio Calzoni Guide ambientali escursionistiche.Alessandro Gogna, guida alpina, scrittore e storico racconterà le sue esperienze da profondo conoscitore della Sardegna. Ai protagonisti di quella straordinaria avventura, Peppino Cicalò e Mario Verin, il compito di ripercorrere storie e sentimenti, di riportare, nella loro narrazione,  scarponi e zaini su quelle rocce,  tra UsPiggius, Boladina, Su Tasaru, Serra Lattone, Serra Ovara, D’urele sino a Cala Sisine. A questi nomi, da radici di civiltà arcaica, diventati luoghi dell’anima, Cicalò e Verin hanno legato la loro storia di alpinismo e di impegno. Il “Selvaggio Blu”viene descritto e definito come “percorso impegnativo, se non addirittura estremo, nell’iconografia dei siti planetari, sicuramente uno dei trekking più affascinanti d’Italia e del mondo. Come ha scritto ai soci CAI il presidente Marteddu “ Quando Cicalò e Verin hanno posato i propri scarponi e i primi passi verso US Piggius, l’attacco di Pedra Longa, su pietraie di caprai e carbonai, forse non avevano consapevolezza di ridisegnare un pezzo di storia di Sardegna che l’oblio stava inghiottendo”. Oggi  di questo si ha consapevole certezza.
Matteo Marteddu


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30 Anni di selvaggio blu

Cari socie e soci, la sensibilità e la disponibilità del Comune di Baunei, con il sindaco Salvatore Corrias, creano le condizioni per questo evento del 12 Ottobre  a Santa Maria Navarrese, suggestiva e unica cornice di storia e di bellezza. Se n’era accorta anche la principessa di Navarra qualche secolo fa. 30 anni di Selvaggio Blu, da quando Peppino Cicalò, nella storia del Cai Sardegna, e Mario Verin hanno posato i propri scarponi e i primi passi sui tornanti verso UsPiggius, su pietraie di caprai e carbonai. Consapevoli di ridisegnare un pezzo di storia  che l’oblio forse stava inghiottendo. Il nome ? Come è nato ? lo diranno loro negli interventi. Ma dietro non poteva che esserci la dolce sensibilità di una donna. Come CAI abbiamo voluto l’evento insieme al Sindaco che ha tutta la nostra gratitudine e il nostro apprezzamento. Selvaggio Blu è una realtà mondiale dell’escursionismo. Questo oggi ci basta. Parteciperemo con i nostri interventi, con la passione dei ragazzi Cai, con la vostra presenza. Il pomeriggio del 12 ottobre, cari soci e socie, organizziamoci e andiamoci tutti. Santa Maria Navarrese, Baunei, 30 anni di Selvaggio Blu, valgono la fatica di un viaggio.
Grazie, a presto
Matteo Marteddu







07.10.18 - ESCURSIONE n°19

– Ollolai: Verso “Mastru Nostru” per “Sa Valizia” e “Miminadu”

RITROVO dei Soci: alle ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro
- alle ore 8.00 presso la piazza Marconi ad Ollolai
-  Lunghezza:12 Km. circa;
– Dislivello: mt. 500 circa;
-  Altitudine max 1.113 mt
-  Altitudine min      700 mt
-  Difficoltà: EE
- Terreno: vecchi sentieri di caprari  tra i boschi e sulle rocce fino in cima a su nodu de sa valizia
– Direttori: Gruppo Locale di Ollolai - (AE): M. Arbau,  (ASE) P. Columbu.  M. Peddone; I. Casula


– Link: Percorso
AVVICINAMENTO
Per tutti coloro che provengono dal centro o nord Sardegna o, comunque, dalla  SS 131 DCN, bisogna uscire a OTTANA  e percorrere la strada che porta a Sarule e dopo 10 Km a Ollolai, in alternativa da Nuoro si può attraversare  Gonare e ridiscendere verso Ollolai, attraverso la nuova strada  che da “Campos de Gonare” porta direttamente a Ollolai
BREVE DESCRIZIONE:
L’incontro della comitiva è prevista in piazza Marconi al centro di Ollolai da cui ha inizio l’escursione.
Ci incamminiamo a  sud verso Mareddu, attraversando la zona nuova del paese fino a raggiungere la località di Halamau alla base de “Su nodu de sa Valizia” che, in assenza di pioggia o umidità, scaleremo. Si tratta di un massiccio granitico che presenta alcuni punti impegnativi che, comunque, possono essere affrontati senza attrezzatura o supporti tecnici specifici, anche perché sono presenti dei lecci che facilitano la presa e il superamento di alcune rocce. Il granito è ricoperto da tappetti di muschio e felci e nella parte intermedia si estende un lungo schienale granitico compatto e lungo quasi 200 metri. Arrivati in cima si apre uno scenario incantevole che si affaccia sulla vallata di San Basilio e “Sa Valizia” sfida in maestosità  il prospiciente massiccio de “Sa Punta Manna” che supera in altezza di una decina di metri (1113 slm). Dalla cima si spazia a 360° verso il golfo di Oristano di cui si notano chiaramente la penisola del Sinis e la zona industriale della città,  la valle del Tirso, i monti del Marghine, l’Ortobene, il Monte Albo, Il Corrasi e la Catena del Gennargentu. Per la discesa dal monte utilizzeremo lo stesso percorso che si raccomanda di affrontare con prudenza, con passo corto (naturalmente è raccomandato l’impiego di scarponi da trekking). Percorreremo quindi una carrareccia e un breve tratto (circa 300 mt) di strada asfaltata per inoltrarci poi su un sentiero che ci porterà al punto più basso (700 msl) del percorso, dove scorre un ruscello che si scarica sul lago Cocchinadorza. A metà sentiero visiteremo una grande grotta ricoperta da un enorme masso di granito  denominata Miminadu o, più comunemente, “Sa honca de tziu Cantoni” dal nome del pastore comunitario che fino alla fine degli anni ’60 conduceva al pascolo le  capre - sas mannalithas- delle famiglie ollolaesi.
Guadato il ruscello,  si riparte in salita verso “Su nodu de Mastru nostru” che ci affascina, ma abbiamo ritenuto di non poter scalare per la presenza di alcuni punti con difficoltà tecnica superiore. Sempre su sentiero circondato dai corbezzoli in fiore ci porteremo verso un bel punto panoramico dove effettueremo la pausa pranzo. Proseguendo sullo stesso sentiero passeremo in località Ghizu’e Noli e rientreremo a Ollolai dalla parte orientale costeggiando il campo sportivo situato a 1000 msl.
In caso di giornata umida o piovosa le difficoltà dei passaggi su roccia aumentano per cui i direttori potrebbero decidere di variare il percorso per renderlo più agevole e meno pericoloso. Nel caso in cui dovessero essere presenti nebbie mattutine pensiamo di invertire da antiorario a orario il senso del percorso per rendere più agevole l’ascesa de “Sa Valizia” e per apprezzare meglio lo splendido paesaggio.
Buona escursione a tutti!


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ESCURSIONE n°18



Tonara :”percorrendo le vecchie carrarecce che portano verso la ferrovia , visita alla casa Porru”  (difficoltà E)

Cari socie e soci, domenica 30 settembre la 18° escursione ci introduce nell’intrigo misterioso di Tonara. Lorenzo Pala con i suoi collaboratori dipinge luoghi, sentieri, spazi fisici, di anima e di memoria. Ci introduce nelle storie e nelle attualità di un popolo e di genti di montagna, dalla quale traevano vita,  economia, capacità di accogliere e di esportare. I canti del loro poeta principe, Peppino Mereu, hanno trasformato il loro orizzonti, fatti di “majestosasmuntagnas, fizas de su canudu Gennargentu, e di secolarescastanzas, in suggestioni eterne. Su tutto questo, su sentieri di  fantasie, realtà, modernità di una comunità attiva, cammineremo domenica. Inseguendo dentro la gola di scisto, binari verso l infinito, per assaporare poi, abbascristallinas alla fonte di Galusè. Sapendo : “ Firm’inoghe su pè o passizzericust’estlogusantu”. ( P. Mereu).
 
Grazie agli organizzatori, ai direttori e direttrici, a tutti voi.
 
Matteo Marteddu
 
 
 
Cenni Storici e floro-faunistici       di Lorenzo pala
 
 
“O gentile Tonara, terra de musas, santa e beneitta, Patria mia cara…”. Inizia così una delle poesie più celebri di Peppino Mereu, grande cantore in lingua sarda; nato e morto a Tonara.
 
Tonara deve il nome alla sua posizione, ubicata proprio sopra un grande deposito calcareo (il Tòneri). Non a caso, il tacco calcareo sul quale si affaccia il paese è denominato “Su Toni” e la frazione che sta al di sotto è chiamata Tonèri.
 
La storia del toponimo risale al medioevo: nel lontano 1388. In quel periodo il paese era formato da quattro nuclei abitativi: Arasulè, Tonèri, Teliseri e Ilalà, il più piccolo degli insediamenti, sorto a valle dell’attuale abitato. Sarà proprio il rione più in alto rispetto agli altri, con la migliore esposizione rispetto al sole, ad assumere il nome di Arasulè, il cui significato è “rupe di montagna”. Grazie alla sua posizione la frazione di Arasulé riuscì ad attrarre molti abitanti dalle altre frazioni, in particolare da Ilalà, abbandonato definitivamente tra gli anni ’30 e ’40; oggi, di quell’insediamento restano solo i pochi ruderi della chiesa di Santa Anastasia.
 
Nel territorio di Tonara sono presenti numerose specie endemiche sia vegetali sia animali. Le specie vegetali presenti sono quelle classiche della macchia mediterranea, fra le quali primeggiano l’erica, il corbezzolo, il cisto e le felci; fra le specie arboree quella maggiormente presente è senz’altro il castagno, che è anche il simbolo del paese. Al castagno si affiancano: il leccio (sempre più diffuso), la roverella, il noce e la sughera.Fra gli animali si trovano anche rari tipi di uccelli come l'astore sardo, la poiana e lo sparviero di Sardegna.
 
Oggi il paese è noto soprattutto per la produzione del torrone, esportato in tutto il mondo, e per i campanacci, che con il loro suono accompagnano buona parte dei tre milioni di capi ovini presenti nell’isola.
 
 
Avvicinamento al paese:
 
 
Da Nuoro: si consiglia di prendere la strada per Lanusei sino al bivio per Lodine, lago di Gusana; si prosegue per Ovodda, Tiana e infine per Tonara, oppure via Ottana-Olzai-Tiana-(più scorrevole).
 
Da Cagliari, si consiglia la SS 131 fino al bivio per Marrubiu al km 76; all’altezza di “Sepi formaggi” s’imbocca la strada provinciale 68, percorrendola per intero; all’altezza del bivio di Siamanna si prosegue seguendo l’indicazione per Allai e Samugheo.  Dopo aver oltrepassato questi due comuni si prosegue fino al bivio di San Mauro; si procede in direzione di Sorgono e infine per Tonara.
 
Da Nuoro occorre circa 1 ora e 15 minuti; da Cagliari oltre 2 ore.
 
 
Durata:
 
 
Ritrovo dei soci: Nuoro in Piazza veneto alle ore 6:45
 
A Tonara in via Belvedere, c/o ristorante su “Toni”, alle ore 8:00
 
Partenza prevista per l’escursione ore 8.30
 
Tempo di percorrenza: circa 5,30 ore
 
Sviluppo planimetrico: circa 11 Km
 
Tipo di terreno: sentiero sterrato
 
Altitudine max: 932  m
 
Altitudine minima: 575 m
 
Difficoltà: E - Il tracciato non è particolarmente difficile, anche se alcuni tratti presentano delle pendenze accentuate (vedi descrizione percorso).
 
 
Direttori:
 
 
Lorenzo Pala - Renato La Croce - Carmelo Sau - Giovannino Murgia
 
 
 
Breve descrizione del percorso
 
 
Ritrovo e parcheggio auto lungo la via Belvedere c/o il bar-ristorante “Su Toni”.
 
Si parte da via Belvedere, a 932 mslm, e si attraversa una parte del rione di “Su Pranu” fino a imboccare via Su Nuratze; dopo circa 250 mt, frontalmente si staglia la sagoma dell’omonima collinetta, che dà anche il nome al nuraghe che un tempo sorgeva ai suoi piedi.
 
Qui inizia la strada sterrata che sarà abbandonata solo al termine dell’escursione, quando si farà rientro nella parte bassa del paese, nel rione di Tonèri. Dopo un breve tratto si costeggia il terreno di “Tiu Pera Boni”, che ha ospitato il primo forno di Calce del paese, ora dismesso e in stato di abbandono. Lo sguardo spazia sulla grande vallata di “S’Isca”, con i paesi di Belvì e di Aritzo nello sfondo: la vista è meravigliosa.
 
Il tragitto prosegue in discesa lungo diverse fasce altimetriche, caratterizzate dalla presenza di varie specie arboree e arbustive: il castagno, la roverella, il nocciolo, il noce, l’erica, il corbezzolo e, nel fondovalle, la sughera. Il sentiero prosegue ora lungo il territorio di “Bau ‘e su Molente”. Al termine della discesa, quasi d’improvviso, dinanzi agli escursionisti appare l’imponente viadotto di “Su Samuccu”, il ponte ferroviario più alto della Sardegna, che si trova lungo la linea ferroviaria a scartamento ridotto Sorgono-Isili.  
 
Qui inizia il tratto senz’altro più scenografico dell’intera escursione. Si cammina lungo i binari proprio sopra il viadotto, lungo ben 63 mt e alto quasi 40. Oltrepassato il ponte, si continua lungo la ferrovia sino ad arrivare a una sorta di corridoio, detto la “strettoia”, scavato in mezzo alla roccia e largo poco più della carrozza ferroviaria. Il sentiero continua in piano sino a giungere a un altro viadotto, quello di “Istinnigoria”, che da anche il nome all’omonima galleria, che si trova poco più avanti; (si consiglia di munirsi di una pila)
 
Ancora 1 km circa e si giunge al casello ferroviario di “Leritzo”, dove termina il sentiero ferrato e inizia la salita irta e faticosa, lunga oltre 2 km. Qui si trova un moderno noccioleto, di circa un ettaro e mezzo, che sottolinea la volontà di non voler abbandonare la coltivazione delle essenze locali. La salita termina in corrispondenza di “Su Pardu ‘e Tonèri”, la zona a valle del paese ricca di orti e di frutteti.
 
Con l’ingresso a Tonèri , nella frazione di “Morù”, termina la strada sterrata; il luogo da anche il nome all’omonima fontana, meglio nota come “Sa funtana ‘e i maccoso” (la fonte dei pazzi). Lasciata la fonte, si attraversa l’antico rione di Tonèri, che ospita la famosa “Casa Museo Porru”; proseguendo lungo le antiche vie del rione si fa rientro al luogo di partenza.
 
 
N.B: La giornata del 30 settembre coincide con le Cortes Apertas  nel rione di “Teliseri”. Pertanto, al fine di consentire la visita delle stesse, si raccomanda di essere puntuali per iniziare l’escursione all’orario previsto.
 
 
P.S.  URGENTE : Informiamo inoltre gli escursionisti che la galleria sulla 389, nei pressi di Mamoiada, dal 25 sett. sino al 31 ottobre, viene chiusa, se pur a orari differenziati. Per evitare disguidi consigliamo il seguente itinerario: Nuoro- Ottana- Olzai- Tiana- Tonara… ne guadagnerete osservando splendidi paesaggi..
 
 
Grazie e buona escursione a tutti
 
 
I Direttori
 
 
Nuoro settembre 2018
 
 
 
 
 











ESCURSIONE n° 17 - 23 settembre 2018

 
“Da Montes a Rio Flumineddu: misteri di terre nascoste”,
 
Ritrovo dei soci: Nuoro Piazza veneto                                              ore 7.00
 
                            Stazione forestale Montes -Orgosolo                   Ore 8.00  
 
Tempo di percorrenza   circa 7 ore
 
Sviluppo planimetrico    13 Km
 
Dislivello
 
Difficoltà          E  -  Senza particolare difficoltà.
 
Segnaletica     classica sentieri CAI. Puntiriconoscibili con omini di pietra e nastrini Bianco-rossi che verranno rigorosamente asportati.
 
Tipo di terreno:   sentiero sterrato, carrareccia in qualche parte erosa dalle alluvioni.
 
Caratteristiche: parte sud-est del Supramonte orgolese, degradante verso il Flumineddu, scarsamente antropizzato, compendi forestali vecchi e nuovi, silenzi, ambienti di storie e misteri.
 
Direttori : Pasquale Muscau, DoruPotoroaca, Natalio Lunesu, Giuseppe Santus, Andreana Lovicu, Matteo Marteddu, Giovanna Cossu (AE).
 
Link:  Percorso
 
Descrizione: Si raggiunge la stazione forestale di Montes dalla statale 389, girando a Pratobello verso Orgosolo. Si costeggia il lago, si prosegue su strada asfaltata, stretta ma facilmentepercorribile. Il parcheggio è adiacente alle costruzioniche ospitanole strutture di Forestas.  Avviando l’escursione si procede per qualche metro sulla pista sterrata, per imboccare sulla sinistra il sentiero bendefinito, con segnaletica che ci accompagna sino allependici di Monte Fumai. Si sale costeggiando il basamento del sito nuragico di “Nuracheddu”, monotorre svettante e spartiacque in questaparte del Supramonte. Se sulla destra si staglia lasagoma di Monte Fumai, quasi gemello deldirimpettaio Monte Novo San Giovanni, sulla sinistra copertoda folta vegetazione, si stende il canale di Janna S’Orroali, luogo di compluvio di sorgenti,da dove si origina ilFiume Cedrino. Noisiamo adusia vederlo irritante mentre invade la Baronia, qui sembra davvero fragile nell’inizio del suo cammino. Sulla destra, verso BaddeMacheddu, sotto le rocce e la punta omonima. Frane e alluvioni hanno fattoderagliare il sentiero ei grandi e secolari leccipaiono aggrappati, disperati, ma con radici robuste, ai costoni erosi della valle. Giù, sulla vasta piana diIsteone. Compaiono i segni di una civiltà antica. Geometrieancoraleggibili, testimoni di luogo di incrocio di culture, economie, traffici tra Ogliastra e Barbagia. A fare da spartitraffico il Flumineddu, che da qui pian piano va ingrossandosi attraverso affluenti spesso muti, talvolta carichi di irruenza. Il Flumineddu viene da sù, dalla sorgente Sa Muidorjia, appena sotto il valico di Correboi. Spostiamo la barriera in rete, entriamo nel giovane compendio di recente forestazione, percorriamo per circa 800metri il gretto del fiume. Ci farà, il 23, la sorpresa divedere pozze e cascatelle ? Questo tempo di fine estate corre quasi impazzito, non lo sappiamo. Virata a sinistra per raggiungere la quota che ci permette di gettare lo sguardo su larga parte del Supramonte. Davanti a noi le Tombe di giganti diFennau, PranuOddeu e Sedda e ArBaccas, le creste di Urzulei,la V dell’imbocco di Gorroppu. E tanto altro, sino a Tului e Monte Bardia. Giù, le forre del Flumineddu che si distendono sino a Sa Juntura. Attraversiamo luoghi di misteri, dove la mano dell’uomo sembraormai lontana: Sa Preda Niedda, Fruncu ‘e S’Abba Mala, GutturuMannu, Nodu ‘e Sonnoro. Iniziamo a intravvedere il torrione di Monte Novo, cima simbolo del Supramonte, con i suoi 1316mt.s.l.m. Presumibile sosta, su decisione dei direttori. E pare che da EST ci accompagnino, col biancodel calcare, il taglio di Cantinarvu, Sa Pruna e Corrasi. Per riportarci alla stazione non seguiremo la pista carrareccia, ma il sentiero verso GutturuSosCurrentes, incorniciati dai lecci della foresta ordinata. Direttori e soci avremo perfetta consapevolezza del camminare nella montagna piena di fascino, nelrispetto dell’ambiente in tuttele sue componenti, del valore fisico, morale e storicodi questa giornata. Grazie  e buona escursione.
 
I direttori



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ESC. N. 16 – 09/09/2018 – Tacchi di Ulassai: “Dalla Gola di Sa Tappara a Monte Tisiddu”
 
 

Ritrovo dei soci:             ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
 
                                     ore 8.30 nella Piazza Barigau a Ulassai
 
Tempo di percorrenza:     circa 6 ore
 
Sviluppo planimetrico:      circa 9 km
 
Dislivello:                        per la Gola di Sa Tappara circa 140 mt, per Monte Tisiddu circa 250 mt;.
 
Difficoltà:                        E – sostanzialmente semplice senza particolari difficoltà anche se alcuni tratti presentano pendenze accentuate (vedi descrizione percorso);
 
Segnaletica:                    l’escursione si svolgerà in parte su sentieri CAI con percorsi ben definiti e visibili dotati di segnaletica verticale; per l’escursione sono stati predisposti “omini di pietra” e nastrini bianco-rossi;
 
Tipo di terreno:                asfalto, sentiero, roccette;
 
Interesse:                       geologico, paesaggistico, ma anche culturale considerata la presenza in paese di alcuni lavori dell’artista locale Maria Lai;
 
Direttori:                     (ASE): R. Demartis, G. Roccu (cell. 333 71 61 563)
 
                                     (AE): G. Attardi, L. Sanna.
 
                                     G. Sias, S. Cadoni, M.R. Masala
 
Link:                              Percorso
 
 
 
AVVICINAMENTO
 
Da Nuoro si percorre la S.S. n. 389 per Lanusei e duecento metri dopo il cartello del km. 174 (indicazioni per Lago Alto Flumendosa) si svolta sulla destra su un ponte (attenzione: bivio poco visibile!) Attraversato un passaggio a livello in prossimità della stazione ferroviaria di Villagrande Strisaili, si prosegue sulla strada asfaltata che porta al lago e dopo circa un chilometro, superato un secondo passaggio a livello, ad un bivio si prosegue diritti (sx) per Gairo Taquisara. Raggiunta e superata questa frazione si prosegue in direzione Ulassai superando, in successione, il bivio per Gairo Sant’Elena (proseguire diritti a dx), il borgo abbandonato di Osìni vecchio e l’abitato di Osìni. Giunti ad Ulassai si attraversa il paese e seguendo le indicazioni per la Grotta di Su Marmuri si raggiunge il punto di ritrovo costituito dalla Piazza Barigau (posta nella zona alta del paese) dove si lasciano le auto ed ha inizio il percorso a piedi.
 
 
DESCRIZIONE PERCORSO
 
L’escursione, ad anello, si svolge totalmente all’interno del territorio comunale di Ulassai ed in particolare nelle aree immediatamente circostanti il centro abitato.
 
Seppure breve e limitata come estensione di area attraversata, l’escursione consente di ammirare da diversi punti di vista uno degli elementi tipici presenti nel territorio ogliastrino: i tacchi calcarei, particolari formazioni rocciose, caratterizzate da alte pareti verticali e coronate da boscose aree sommitali da cui si possono godere ampi panorami sul territorio circostante.
 
In particolare, i due tacchi adiacenti il paese - Bruncu Pranedda a Nord e Monte Tisiddu a Sud – con tutto il loro campionario di alte pareti precipiti, fenditure, pinnacoli, punti panoramici, unitamente a percorsi impervi ma non difficili, ci consentiranno di conoscere più da vicino questo magico mondo di pietra visto più spesso da “giù” che da “dentro”.
 
La prima parte dell’escursione è costituita per buona parte dal sentiero CAI 503 che percorreremo quasi per intero. Partendo dalla Piazza Barigau e muovendoci in direzione Nord su vie cittadine ci avvicineremo alla base delle pareti di Bruncu Pranedda. Attraversata in leggera salita un bosco di pini punteggiato da enormi poliedri di roccia calcarea staccatisi nel tempo dalle vicine pareti del tacco, raggiungiamo una stretta fenditura nella roccia che con una breve rampa ci conduce al pianoro soprastante. Successivamente su sentiero adiacente il campo sportivo comunale, raggiungiamo con direzione Sud la parte sommitale del tacco con ampie vedute sui dintorni.
 
Il percorso panoramico consente di ammirare, oltre al sottostante paese di Ulassai, anche lo scenografico tacco di Monte Tisiddu e deviando decisamente verso Est scendiamo all’ingresso della gola di Sa Tappara, un piccolo ma spettacolare canyon formatosi con un lento distaccamento delle pareti Est del tacco, e la attraversiamo per tutto il suo sviluppo con direzione Nord.
 
All’interno della gola, oltre a singolari conformazioni rocciose, sono presenti anche numerose vie di arrampicata, attrezzate per diversi gradi di difficoltà nelle verticali pareti e mèta di appassionati provenienti sia dall’Italia che dall’estero.
 
Si rientra nel centro abitato percorrendo in parte il sentiero CAI 504 e dopo una breve sosta per visitare l’ex-lavatoio comunale, in cui è presente un’installazione di Costantino Nivola e Maria Lai, ci dirigiamo decisamente verso Sud dove ci attendono le imponenti pareti di Monte Tisiddu.
 
Attraversato l’ampio spiazzo urbano della Piazza Barigau, guadagniamo quota sulle pendici del tacco e ci portiamo alla base dell’alta parete verticale in corrispondenza di una stretta gola dall’andamento ripido, ma comunque gradonato, che costituisce il tratto più impegnativo dell’intera escursione.
 
La risalita (per un dislivello di una quarantina di metri circa) inizia con una scaletta in legno mentre il resto dell’ascesa avviene su gradoni di roccia naturali o sistemati da chi utilizzava questa antica via e che consentono una progressione che seppure faticosa, è comunque sicura, agevolata sia dalla presenza di alcuni tratti di corda fissati alla roccia sia dai direttori presenti lungo il breve ma impegnativo percorso.
 
Guadagnata la parte sommitale e boscosa del tacco e seguendo in parte la segnaletica presente relativa al sentiero CAI 502, ci portiamo alla base dell’altura di Bruncu Matzeu, la cima più elevata di Monte Tisiddu, che verrà raggiunta percorrendo un sentiero ripido, ma dal piano di calpestio ben sistemato e in alcuni tratti opportunamente gradonato. La panoramica cima (a quota 957 mt) con un’ampia vista a 360° sul territorio circostante, dal Gennargentu al mare, dai calcari di Baunei a quelli di Tertenia, ripaga delle varie salite e fatiche.
 
Dalla cima, su cui verrà effettuata la sosta pranzo, con percorso differente da quello di salita, ci riportiamo sul pianoro e successivamente percorrendo un bellissimo sentiero panoramico ricavato sulla parete Est del tacco si ridiscende alla periferia del paese e quindi su percorso urbano alle auto.
 
 
Buona escursione.
 
 
Al termine, individualmente, ogni socio può integrare l’escursione con la visita alla vicina grotta de “Su Marmuri” (orari nel sito: https://www.grottasumarmuri.it/contatti) o alla Stazione dell’Arte che espone opere dell’artista locale Maria Lai (orari nel sito: http://www.stazionedellarte.com/visite/).












 
Caro Seb e Caro Zighe,
Grazie degli au auguri, intento. Il cai si sente onorato nell’essere coinvolto in una manifestazione che tocca memoria e cuore di ogni cittadino sardo. Quindi ci siamo. Tichiederei :1) andiamo a metà giugno , sabato 16 e domenica 17. Perché ? Ti spiego ; 1) fine maggio assemblea generale nazionale CAI a Trieste. Io sono lì. E per nessuna ragione al mondo voglio mancare al cammino della leva. 2) primi due week end di giugno sono già in programma le due giorni CAI, impegni storici del sodalizio che vedono impegna direttori e soci in varie parti di Sardegna. Per quel primo week end libero siamo pronti e via..A breve ci sentiamo per organizzazione concreta e per qualche idea che mi è venuta. Ne faremo un caso nazionale, legato alla grande guerra e ai sardi. Intanto se puoi inviami ipotesi partenza, pernottamento a Ruinas e arrivo.. orari e percorsi e relativa difficoltà.. razie saluti a te e al grande Zighe.
Matteo
















27.05.18 –ESCURSIONE n°10 – Supramonte di Urzulei: ”Gorroppeddu“
Durata: circa ore 7.00 – Difficoltà: (EE)
Direttori: G. Attardi, L. Sanna (AE); (ASE): R. Demartis, G. Roccu; P. Piras.
Ritrovo dei Soci: alle ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro; alle ore 8.30 presso il bivio
per Teletotes, SS 125 – Km 172,100 Orientale Sarda (trasferimento con mezzi propri).
Lunghezza itinerario circa Km. 16, dislivello massimo circa 405 mt
Tipo di terreno: sterrata, sentiero su ghiaione, passaggi su roccia, facili ma esposti.
Escursione lunga e faticosa, indispensabile dotarsi di almeno 2 litri d’acqua. Non è presente alcuna
segnaletica, è obbligatorio attenersi alle indicazioni dei Direttori di escursione.
Avvicinamento
Da Nuoro, a causa dell’interruzione del passaggio sul ponte di Oloè, si percorre la SS 129 per raggiungere
Dorgali. Per chi proviene dalle altre direzioni, consigliabile la SS 131 dcn sino al bivio per Dorgali. Da qui si
intraprende la SS 125, Orientale Sarda, fino al bivio per Teletotes.
Breve descrizione
Dal Bivio per Teletotes – Codula di Luna, si raggiunge dopo 1,5 Km un ampio pianoro ai piedi del Monte
Oseli, a quota 706 m s.l.m., dove, lasciate le macchine, ha inizio l’escursione.
Si procede in discesa lungo la striscia di asfalto, per circa 3 Km, per intraprendere sulla destra, a quota 480
m, una carrareccia con direzione Nord. Risaliamo verso la Serra Oseli attraverso un fitto bosco, prima fra
rigogliosi corbezzoli, ginepri, fillirea e, successivamente, fra alti lecci, fino a che il percorso diviene più
impervio per la presenza di rocce calcaree. Dopo circa due ore di cammino, raggiungiamo, a quota 650 m, un
punto panoramico ed iniziamo a percorrere un sentiero poco evidente e ridotto a esigua traccia, a causa del
continuo franare di sassi e ghiaia, dove è necessario camminare con attenzione ed in fila indiana. Dopo circa
mezzora, attraverso “Genna Ostuno” dobbiamo superare, in facile arrampicata, un passaggio obbligato
denominato “S’Iscalone Orrubiu”.
Superata la barriera rocciosa, a quota 670 m, proseguiamo in un ambiente diverso dal precedente, molto
boscoso e meno scosceso in cui, al bosco antico, si alternano grandi estensioni di ceduo, lungo un sentiero
evidente. In mezz’ora scendiamo fino a quota 621 m per attraversare la via d’acqua che esce dalla gola.
Davanti a noi la fenditura aperta nella Serra Oseli denominata “ Gorroppeddu ‘e s’Arga ‘e Ghirofai” . La
gola si inserisce in uno splendido scenario naturale in gran parte ancora intatto all’interno della catena
calcarea che da Monte Oseli sovrasta Teletotes e la Codula di Luna.
Dopo il tempo necessario per la visita della gola, risaliamo in circa 20 minuti, sempre con direzione Nord,
verso l’antico e splendido “Cuile Ghirovai” a quota 661 m .
Nel bosco attiguo, dopo la visita all’ovile, è possibile fare la sosta pranzo.
Il cammino riprende risalendo la parete che sovrasta l’ovile, in facile arrampicata, pure se esposta, fino a
raggiungere “s’Iscala ‘e Ghirovai”, antica “scala ‘e fustes”, che ci consente di raggiungere velocemente
quota 721 m. Si procede ancora in ripida salita, attraverso un impervio percorso, segnalato con omini di
pietra, su roccia calcarea ricoperta prevalentemente da bassa vegetazione, fino ad incontrare, dopo circa
un’ora, una carrareccia, a quota 875 m, proveniente da Campu Esone e sotto Punta Turusele (m.1024). Di
fronte a noi un panorama mozzafiato: Genna Silana e le sue creste, i monti di Dorgali e gli strapiombi sopra
la Codula di Luna. Proseguiamo sulla carrareccia con direzione Sud per 300 m e, subito dopo il valico, a
quota 885 m, prendiamo un sentiero sulla destra, il cui fondo, sconnesso e tormentato dalle alluvioni degli
ultimi inverni, ci conduce in 50 minuti a quota 794 m, davanti al lato EST della Gola di Gorroppeddu,
inserita questa volta in un fitto bosco di antichi tassi e lecci. Ripreso il cammino risaliamo attraverso una
lunga carrareccia che costeggia Bacu Ostuno, con direzione Sud. Davanti a noi la suggestiva catena calcarea
alle spalle del monte Oseli sormontata da frastagliate creste ricoperte alla base da una rigogliosa e folta
vegetazione. Dopo circa 5 Km di sterrata, e altre due ore di camminata, arriviamo al parcheggio delle auto,
sotto Monte Oseli dove ha termine l’escursione.
Buona escursione a tutti, i Direttori.




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ANELLO DI MONTE ARANA-MONTE PELAU-MONTE ARANA
domenica 20 maggio, 2018 ORE: 8:00 - 17:00

Escursione: INTERSEZIONALE della SARDEGNA
Località  Monte Arana, colle di Sorres, Monte Pèlao, Monte Arana
Accompagnatori: a cura della Sezione di Sassari
Ritrovo:
partenza da Nuoro ore 7.30 Piazza Veneto

            da Sassari ore 8:00 Via Budapest - fronte Conad
arrivo         ore 9:00 Bonnanaro (SS) chiesa campestre di N.S. di Monte Arana
Percorso stradale
Arrivati a Bonnanaro (SS) girare nella via Monte Arana e percorrerla per 1,5 Km. fino alla settecentesca chiesa campestre (arrivando da Sassari la via Monte Arana è la prima strada a sx).
Descrizione itinerario a piedi
L’escursione parte dalla chiesa campestre dove lasceremo le macchine. Si prosegue per un breve tratto sino a raggiungere la vetta del Monte (h. 512 mt. s.l.m.) da cui si ammira uno splendido panorama che spazia sul Logudoro Limbara, Goceano, Monte Santu. In discesa dal monte passeremo non distante dal sito archeologico di “Corona Moltana” dove, nel 1889, vennero ritrovati i primi reperti di quelle popolazioni (di origine centro-europea, pastori, guerrieri molto bellicosi) che, cancellando usi e cultura delle precedenti popolazioni, diedero poi origine alla civilità nuragica. Terminata la discesa dal monte Arana proseguiremo su “s’utturinu longu” sino al colle di Sorres ove faremo una sosta per ammirare la medioevale chiesa di S. Pietro di Sorres (XIII sec., dichiarato monumento nazionale nel 1894) ed il contiguo nuraghe bianco. Si prosegue quindi in direzione dell’area SIC della grotta “Rocca Ulàri” (che, forse, avremo il permesso di visitare, compatibilmente con la stagione di riproduzione dei pipistrelli, ben 5 specie diverse) ed utilizzata come abitazione e sepolture già dal 3.500 a.c. e, via Borutta, si inizia la salita verso il massiccio di monte Pèlao (h. 730 mt. s.l.m.). Arrivati sopra l’altipiano basaltico, accompagnati sempre dallo splendido panorama, vedremo dall’alto i paesi che diedero vita, idee ed intellighenzia, alle rivolte anti-feudali, quella che è riconosciuta come la vigna più alta d’Italia (questa è stata piantata, su precise indicazioni dei clienti USA, direttamente sul basalto, frantumato con apposito macchinario, che pertanto dà un vino particolare) e, in discesa dall’altipiano, visiteremo il proto nuraghe a corridoio di “Bega” con la fonte nuragica ed i resti di una capanna dello stesso periodo.
Si prosegue poi verso il paese di Bonnanaro da dove, attraversato il viale dei ciliegi, raggiungeremo la strada per monte Arana.
Al termine dell’escursione la sezione CAI di Sassari ha organizzato un pranzo ai partecipanti (a base di pecora bollita, formaggi vari, torte salate, frutta (ciliegie?) e dolci) che verrà servito nei tavoli di granito situati nella pineta della chiesa campestre.
Tempo di percorrenza :  6 ore (pause incluse)
Lunghezza :      10,00 km
Dislivello :                  260 m.      
Difficoltà :                  T/E
Tipo di terreno : sterrato, sentiero, tratti di sentiero scavati nella roccia e tratti con pietre di muretti a secco crollati, qualche pietraia con rocce affioranti.
Interesse : Altamente paesaggistico, Naturalistico, Storico/Archeologico.
Segnaletica : segnaletica tipo CAI.
Avvertenze particolari :
Non sopravvalutare i propri mezzi, non sottovalutare i pericoli.
Nota: l’escursione potrà subire variazioni.



Ai Soci CAI, alle donne e agli uomini interessati alla montagna.
13 Maggio “ Montagna che unisce e Sentiero Pier Giorgio Frassati”.

Dettagli tecnici:
per chi intende salire a Punta Lamarmora:
da Arzana : ore  6.30 parcheggio Piazza Veneto a Nuoro,  ore 7.30  vecchia Stazione ferroviaria di Villagrande , Coordina : Matteo Marteddu, i suoi collaboratori, con il sindaco Marco Melis.
Da Villagrande: ore 7 in piazza veneto Nuoro, , 7.30Piraonni, coordina Antonio Mura con i suoi collaboratori, con il sindaco Peppe Loi.
Da Fonni, ore 7.30 piazza veneto Nuoro, 8.30Separadorgiu, sotto il Bruncu Spina. Coordina Peppino Cicalo’ e suoi collaboratori, con il sindaco Daniela Falconi.
Da Desulo, ore 6.30Piazzza veneto Nuoro, ore 8 passo Tascusì. Coordina Salvatore Cambedda e i suoi collaboratori, con il sindaco Gigi Littarru.
Obiettivo, ore 11 tutti a Arcu Gennargentu e ore 12 insieme a Punta Lamarmora.
Grazie della collaborazione ,
Matteo Marteddu.
Due simboli della Montagna . Rifugio Lamarmora ieri e oggi.
Cari soci, persone interessate alla montagna,  conferenza stampa per presentare il 13 Maggio del CAI, “Montagna che unisce e sentiero PG Frassati”. Sala di rappresentanza Comune di Nuoro, sotto lo sguardo austero di Grazia Deledda e Sebastiano Satta.  Noi Cai, del direttivo, i resi disponibili dagli impegni di lavoro: Anna Maria Piroddi, Alfieri Prina, Antonio Mura. PastPresident, Peppino Cicalò, Giacomo Attardi, Giancarlo Paba. Soci, Tore Cambedda, Pietro Soru, Carlo Melis. I sindaci: Nuoro, Andrea Soddu, il suo vice, Sebastian Cocco, Desulo Gigi Littarru, Arzana Marco Melis. Stampa : Antonietta Demurtas, ufficio stampa comune Nuoro, Nuova Sardegna, Unione Sarda, Tele Sardegna, Cronache Nuoresi ( Giornale online).  Ho presentato la 17° Montagna che unisce e il 7°sentiero Frassati.  Quattro comuni, quattro comunità di montagna per rafforzarne il valore, oggi. Ha avuto inizio,  2002, dalla intuizione di Peppino Cicalò, proseguito da Giacomo Attardi e Giancarlo Paba. Partenze da Arzana. Io aggiungo la quinta comunità che ci sovrasta con le sue storie: quella del villaggio Or Ruinas, cumulo di pietre narranti di vite lì vissute e consumate. Ci accompagnano comunque. Partenze per le comitive: Arzana, Or Ruinas, Villagrande, Piraonni, Fonni Bruncu spina, Desulo Su Filariu e S’arena.
A coordinare il tutto la disponibilità degli uomini e donne CAI Nuoro. Luoghi di cuore e cervello, nomi suggestivi: S’Ortu ’e  isaragnos, punta Paolinu, Separadorgiu, Punta Erba Irdes, GennaArcedili, Gola Pirincanes, Punta Florisa, GennaOrisa, Arculaconitzi, Rio’e Su accu, PerdasCrapias Punta Lamarmora.
Ho raccontato le vicende del rifugio : impegno di un pugno di uomini ad inizio novecento. Oggi cumulo di pietra di scisto. Potrebbe tornare allo splendore… potrebbe.  Intervengono Sebastian Cocco, confermando l’impegno del Comune per lo “Spazio Montagna”, nuova sede CAI, Gigi Littarru, ci ringrazia e sottolinea l ‘impegno del Cai per la montagna. Anzi il Cai fa opera di supplenza rispetto alla Regione, ancora assente e disattenta rispetto alla sua montagna. Disponibilità massima, sua e della comunità di Desulo. Dà la notizia che non ci fa piacere: il progetto nuovo rifugio Lamarmora, già finanziato, è bloccato dalla Sovrintendenza ai beni culturali. Marco Melis Arzana, disponibile oggi e costantemente per la valorizzazione della montagna. Giancarlo Paba, Gennargentu vetrina per il Cai nazionale. Peppino Cicalò, ideatore della manifestazione,  dà conto della storia della montagna che unisce e del sentiero Frassati riconfermando l’impegno del Club Alpino Italiano. Grazie ai giornalisti per l’attenzione.
Matteo Marteddu



Cari Soci ,
rispondiamo, il 1° MAGGIO,  con entusiasmo, all’invito del sindaco di Lodè. Per noi è camminare, è conoscere , è entrare nel cuore del parco Tepilora.  Così il Parco racconta sé stesso :
“Quasi 8000 ettari di foreste incontaminate, sentieri, sorgenti e corsi d'acqua: il Parco Naturale Regionale dell'Oasi di Tepilora è meta ideale per una vacanza in armonia con la natura
Sito nel nord ovest della Sardegna, il Parco Naturale Oasi Regionale di Tepilora comprende un vasto territorio che insiste su quattro Comuni: Torpè, Posada, Lodè e Bitti. Il parco si estende dal bosco di Tepilora sino alla foce del Rio Posada; suo fulcro è il monte Tepilora (m.528 s.l.m.), una punta rocciosa dal profilo trangolare che si staglia nell'area fittamente boscosa di Littos e Crastazza e guarda verso il lago di Posada. Un tempo destinata al pascolo e al taglio della legna, negli anni '80 l'area è stata oggetto di rimboschimento per il 16% del totale ed è stata attrezzata per l'escursionismo e la protezione dagli incendi, diventando riserva naturale.
La pratica di istituzione del Parco è stata avviata nel 2005 su impulso del Comune di Bitti, in accordo con la Regione Sardegna, l'Ente Foreste della Sardegna e la Provincia di Nuoro con lo scopo di tutelare le risorse naturali dell'area e incentivare lo sviluppo sostenibile del territorio. Oggi il Parco, interamente percorribile, anche grazie ai suoi inverni miti è meta ideale di un turismo a contatto con la natura anche in bassa stagione, tra panorami mozzafiato, fresche acque sorgive e tipicità florofaunistiche: vigorosi lecci, corbezzoli, ginepri, sughere sono l'habitat di specie animali tipiche della macchia mediterranea, come la lepre sarda, il cinghiale, la volpe; sono inoltre presenti daini e mufloni e, in prossimità della punta Tepilora, con un po' di fortuna è possibile avvistare esemplari di aquila reale. Non mancano le attrattive culturali, legate ad un ricco patrimonio storico-archeologico, ad antiche tradizioni, artigianato ed enogastronomia. Buon viaggio!”
Il primo Maggio saremo lì, faremo la nostra parte, ascolteremo altre narrazioni e se ci chiamano, come sempre, saremo pronti.
ATTENZIONE: punto di incontro ore 7.30 , Piazza Veneto Nuoro, ore 8.15 piazza centrale di Torpè. Da qui verso Maccheronis, bivio per Lodè, qualche chilometro e troveremo Gino Ruiu, vice sindaco di Lodè e storico socio CAI.
Buona giornata.
Matteo Marteddu




Escursione n. 09: Domenica, 22 aprile 2018
Supramonte di Oliena, Orgosolo e Dorgali (percorso ad anello):
Lanaittu, Troccos de Coroios, Dolina di Su Sercone, Donanigoro, Badde Doronè, Lanaittu.
Ora e luogo di ritrovo: - ore 7:00 - Piazza Veneto - NUORO;
- ore 7:30 - Località “Su Gologone” (Oliena).
Dislivello: 750 m circa in salita e altrettanti in discesa.
Durata: ore 7:00 circa. Lunghezza: circa 11 km. Difficoltà: (EE).
Coordinatori: (AE) Salvatore CAMBEDDA, Peppino CICALO’, Marino
BUSSU, Pietro SORU, Alfieri PRINA; Carlo MELIS, Peppe SULIS.
Come ci si arriva. Dall’abitato di Oliena, seguire le indicazioni per Su Gologone (parcheggio auto). Si prende la strada
carrozzabile che raggiunge e attraversa la “Valle di Lanaittu” e si prosegue sino a raggiungere la base di Monte Tiscali
(parcheggio auto), circa 8,5 km.
Inizio escursione. Da qui - in direzione sud-ovest - si prende la evidente carrareccia sino all’imbocco del sentiero
(sulla sinistra) che si addentra nella sottostante gola (Troccos de Coroios) in direzione sud. Si prosegue lungo la gola in
leggera salita per Codula Ozzastru sino a quando la valle si apre svoltando decisamente a destra (verso sud-ovest),
da qui si prosegue verso sud per il canalone antistante, guadagnando rapidamente quota al di fuori di ogni traccia di
sentiero, su pendii sassosi e coperti di una rada macchia di lentisco, fillieree e ginepri (S’Alliderrargiu), circa ore 3:00 dalla
partenza. In breve ci si trova sull’orlo della profonda e ampia dolina di “Su Sercone”, un imbuto circolare profondo fino a
duecento metri e largo quattrocento. Pareti verticali ne impediscono l’accesso da tutti i lati meno quello meridionale: qui
una traccia di sentiero scomoda conduce sul fondo della dolina, dove campeggiano solitari e contorti ginepri e tassi
(taxus baccata), e rifugio ideale di cinghiali e mufloni. Da qui, si prosegue sul bordo della dolina sino a raggiungere un
comodo luogo panoramico: breve sosta pranzo.
Si riprende a camminare in direzione sud-est sino a raggiungere Campu Donanigoro, un vasto pianoro di circa due
chilometri quadrati a 850 m di quota. Una distesa prativa sede del pacifico pascolo di mucche e mufloni. Lo si percorre per
un tratto deviando progressivamente a sinistra in direzione est e nord-est, sino a raggiungere dei ruderi abitativi. Da qui si
prende un sentiero che in direzione nord scende rapidamente su un costone sino al fondovalle (Badde Doronè), ore 2:30
circa dalla sosta pranzo.
Si prosegue a sinistra, sempre in direzione nord, sino a ridiscendere all’interno di un impluvio fino al suo termine dove una
“scala a fustes” ci permette di scollinare per raggiungere una comoda cengia (“Su hoda”). Da qui, si prosegue per comodo
sentiero sino al parcheggio auto, ore 1:30 circa da Badde Doronè.
Raccomandazioni.
Si tratta di un percorso impegnativo, rivolto ad escursionisti esperti e ben allenati, abituati a camminare in sicurezza su
tipici sentieri carsici.
Durante l’escursione ogni componente del gruppo starà sempre dietro l’accompagnatore dell’escursione e dovrà seguirne
scrupolosamente le indicazione. Il comportamento dei partecipanti dovrà essere improntato al rispetto assoluto della
natura, evitando di lasciare alcunché lungo il percorso, compreso i cosiddetti “rifiuti biodegradabili”. Dovrà ispirarsi alle
norme del corretto vivere civile e uniformarsi alle finalità statutarie del Club Alpino Italiano.
La Direzione dell’escursione





15.04.2018 ESCURSIONE  08/2018

TERRITORIO COSSOINE-MARA  da Santa Maria Iscalas a Nostra Signora di Bonu Ighinu e ritorno
Direttori Manconi Gianni, Sannia Raffaele, Angelo e Danilo Corrias
Durata ore 7. Difficoltà E   km 16 (circa).
Ritrovo ore 07 P.zza Veneto - Nuoro-
Ritrovo ore 08 presso distributore carburanti al bivio di Cossoine al km 165,8
della SS 131


Sintesi del percorso:
dalla chiesa di Santa Maria Iscalas dentro il cantiere forestale di Monte Traessu fino a Sos Istrampos.
Si prosegue in discesa verso la miniera di Lochera, con deviazione in un ovile a sinistra per il fondovalle
da dove inizia la risalita con passaggio davanti all ingresso della grotta di Filiestru(presenze del neolitico
VI millennio A.C.) in leggera salita sino all incrocio con la sterrata per la chiesa di Nostra Signora di Bonu
Ighinu, territorio di Mara, santuario risalente al 1700 (ne troviamo traccia nei romanzi di Grazia Deledda).
Sosta pranzo. Al rientro si costeggia la grotta Sa Ucca De Su Tintirriolu e si prosegue su pista in ripida
risalita dentro il cantiere forestale sino alla strada percorsa nella prima parte dell escursione.
Luoghi di nidificazione dell aquila reale e punti panoramici verso il nord ovest della provincia di Sassari.


















08.04.18 – ESCURSIONE n° 07
- Territorio di VILLANOVA MONTELEONE: ESCURSIONE n° 07 “Rocca Pinta, Torre
Badde Jana, S’Istrampu de Su Segnore”

Direttori: G. L. di Bosa: AE: S. Ruggiu, S.Sotgiu; ASE: Costantino Sanna; Pietro Murgia,
Luigi Fresi.
Difficoltà: EE; Durata: circa 6,00 ore;Dislivello 300 mt.
Ritrovo dei Soci: ore 7:30 c/oPiazza Veneto a Nuoro; ore 9:00 c/o parcheggio sulla SP 105
Bosa-Alghero al Km 17.
(Trasferimento con mezzi propri).
Escursione adatta ad escursionisti esperti,con sentiero poco evidente e forti pendenze, a
tratti esposto.
l’escursione è lunga circa 9 Km. il dislivello totale è di 300 mt.,
Durata del percorso : circa 6,00 ore ; Difficoltà(EE);
L'escursione inizia all'incirca al km-17 della strada panoramica Bosa-
Alghero.
Dalle auto ci si dirige sotto l'imponente monumento naturale di roccia
plasmata dal maestrale e dal tempo.
Per raggiungerlo bisogna percorrere il ripido sentiero sottostante, caratterizzato
dalla forte pendenza ,che in breve ci porta su di quota sino ad ammirare con
ampia visuale il panorama marino della costa nord-occidentale,da Capo Caccia
all'isola di “Malu Entu” .
Si continua con un tracciato che ci inoltra in altri massi dalle fantastiche forme,
fino a raggiungere la torre spagnola di Badde Jana che a quota 355 m.s.l.m.
amplia ulteriormente il nostro orizzonte visivo.
Scendendo di quota ci dirigiamo ad est ,dove tra palme nana, euforbia arborea
e vari altri arbusti ed essenze della macchia mediterranea ,discendiamo
progressivamente verso il torrente S'Istrampu de su Segnore.
Lo attraversiamo immettendoci in una fitta lecceta e, aggirando dall'alto il salto
dell'omonima cascata; discendiamo fino ad ammirarla in tutta la sua altezza.
Proseguendo lungo il corso d'acqua arriviamo a chiudere l'escursione sulla
litoranea SP49.
Buona escursione a tutti. I Direttori

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ESCURSIONE N° 06 del 25.03.2018;
Territori di Macomer, Bortigali e Mulargia: “da Macomer verso Nuraghe Santa Barbara, Monte Manai e Nuraghe Orolo, rientro attraverso Mulargia e il suo territorio”.

Durata del percorso : circa 6 ore ; Difficoltà (E);  l’escursione è lunga 11,5 Km. il dislivello totale è di 400 mt., la quota minima è di 530 mt., la massima di 821 mt.. Il percorso, a parte la breve salita (3 Km) verso Manai, è pianeggiante e  poco impegnativo.
Direttori : Tore Mereu; (ASE): A. Carta, Carla Sanna.
Ritrovo dei Soci: ore 8,00 presso il parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro, alle ore 9,00 presso lo spiazzo dell’ex Motel Agip, Corso Umberto I a Macomer. (Trasferimento con mezzi propri).


BREVE DESCRIZIONE:
Il percorso che faremo oggi parte dall’abitato di Macomer, dietro lo stabilimento ALAS (Gruppo lanario sardo); ci dirigiamo verso l’impianto idrico utilizzato nei tempi passati per il rifornimento dell’acqua per il lavaggio della lana e poi verso  il Rio S’Adde, che attraversiamo. Passiamo sotto il ponte delle Ferrovie della Sardegna e quello della SS 131, per iniziare la salita verso il Nuraghe Santa Barbara. Il sentiero è una pista percorsa dal bestiame sul terreno pascolativo.
Sulla sinistra costeggiamo il boschetto di Basones molto ricco di roverelle, ginestre, pungitopo, rosa canina, prugnolo e, in questo periodo, molte ferule. Raggiungiamo il nuraghe Santa Barbara del quale  si  evidenzia la sua imponenza e l’ottimo stato di conservazione della struttura; dopo circa 30 minuti di marcia, in leggera salita su una pista in terra battuta, raggiungiamo  Monte Manai a quota 795 mt. da dove si domina la città di Macomer.  
Si riprende il cammino  percorrendo la parte alta di sa Costa Iroro sino a raggiungere in territorio di Bortigali il nuraghe Orolo che svetta altissimo ed elegante, dominando l’immensa  vallata sottostante.  Durante il percorso, che interessa  la parte  alta della catena del Marghine, costeggiamo sulla sinistra il  Monte Cuguruttu a quota 867 mt. e Punta Coa ’e Ferula a quota 806 mt, mentre sulla destra possiamo godere del suggestivo panorama che ci offre l’immensa vallata sottostante, con i territori di Bortigali, Birori, Borore, in fondo i paesi del Barigadu e del Mandrolisai e, ancora più lontano, i monti del Gennargentu.
Il territorio che attraversiamo è costituito da pascoli naturali arborati, ricchi di essenze foraggere polifite che costituiscono la base alimentare per la produzione del miglior latte ovino e bovino della zona. Il paesaggio arboreo è rappresentato soprattutto dalla roverella e da arbusti di ginestra e cisto. Nei pressi di nuraghe Orolo è prevista la sosta pranzo.
Iniziamo il percorso di rientro in direzione di Mulargia attraverso un antico e ben conservato sentiero,  utilizzato ancora oggi dai pastori, che si recano nelle campagne circostanti per accudire il loro bestiame,    ma molto frequentato soprattutto nei tempi passati, perché era l’unica via di comunicazione, a piedi e a cavallo, tra  il paese di Mulargia e quello di Bortigali.
Mulargia, frazione di Bortigali da cui dista 7 km., con circa 100 abitanti è posto a 700 mt. s.l.m..
L’attuale centro deriva da un insediamento punico – romano : l’antica Molaria situata lungo la strada che da Cagliari conduceva a Turris, e così chiamata perché con la pietra locale si producevano mole per i mulini utilizzati per la macinazione del grano. Affrontiamo il percorso in leggera salita, raggiungendo quota  803 mt. dopo di che scendiamo  in direzione S/W.
Raggiunta la frazione di Mulargia, si percorre un sentiero che costeggia la chiesa di Sant’Elena  per dirigerci nelle campagne circostanti in direzione di Macomer.
Questo sentiero, interrotto ogni tanto da strade più ampie, è ancora molto frequentato e viene percorso ancora  a piedi dai fedeli devoti a Sant’Elena, la Santa Patrona della frazione di Mulargia, nel mese di Agosto.
Il rientro alle macchine avviene percorrendo per molti  tratti questo sentiero che si svolge il leggera discesa attraverso il territorio di Chercucchi,  Bittalo’ e  Su Laccheddu.

Buona escursione a tutti. I Direttori.

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ESCURSIONE n° 05 DEL 18.03.18
Territorio di GALTELLI’: “Monte Tuttavista - Intorno al Crocifisso”

Direttori: I Soci di Galtellì: S. Corraine, G. Chessa, P. Masala, G. Puddu, G. Rodriguez; (ASE): G. Paba, G. Murgia; (AE): A.P. Mura.
Difficoltà: EE (molto faticosa); sono consigliati i bastoncini; durata circa 6.00 ore; sviluppo percorso circa 6 Km: Dislivello: mt. 300 circa; Dislivello complessivo: 600 mt circa.
Ritrovo dei soci: ore 07:30 presso il parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro; ore 08:00 presso la Caserma CC di Galtellì.  (Trasferimento con mezzi propri).

– Link:  Percorso

AVVICINAMENTO:
Per tutti coloro che provengono dalla SS 131 DCN, bisogna uscire al Bivio di Lula-Dorgali (Sologo)  e dopo circa 200 mt svoltare a sinistra e percorrere la strada provinciale per Orosei; dopo circa 10 Km si devia a destra verso Galtellì.  Si entra in Paese, e, all’incrocio con la SS 129, si gira a destra percorrendola fino alla periferia nord (bivio per Dorgali). Il ritrovo è in corrispondenza del piazzale della Caserma dei Carabinieri.
Una volta formato il gruppo si riprendono le auto e si percorre la SP 64 per Dorgali; dopo circa 2 km si svolta a sinistra verso il Ristorante “S’ena ‘e muru”; si supera e si arriva alla strada che porta a Tuttavista. Si sale su una strada stretta e tortuosa, fino al piazzale sotto il Crocifisso, dove si parcheggiano le auto  e si inizia l’escursione intorno alle 9:00.

BREVE DESCRIZIONE:
Il percorso si svolge ad anello, in senso orario, con partenza dal piazzale sotto il Crocifisso (q. 725 mt), posto sul versante sud della montagna.
Si inizia in leggera discesa, per circa 600 mt., per poi procedere con pendenza più accentuata (circa 21%) fino alla località “Sa Preta Istampata” (q. 544 mt), dove si effettuerà una breve sosta. Subito dopo si percorre il tratto più difficile e impegnativo, attraverso pietraie  instabili e scale su roccia calcarea a forte pendenza, in cui è richiesta la massima attenzione. Sono previste brevi soste lungo il tragitto.
Si prende il sentiero nel sottobosco, con continui sali-scendi, fino ad arrivare sul versante nord, dove si percorre un sentiero di nuova apertura, all’uopo predisposto dai Direttori, che conduce su un ampio belvedere (q. 600 mt) in cui è prevista la sosta pranzo. Dal belvedere si può ammirare tutta la vallata solcata dal Cedrino, con i centri di Galtellì, Loculi, Irgoli e Onifai e fino alle cave di Orosei e alla foce del fiume.
Dopo la sosta pranzo si riprende il sentiero in salita (p = 23%) fino al Crocifisso (q. 780 mt), in cui si effettua un’ultima sosta per le foto di rito ed in breve scendiamo alle piazzale dove abbiamo lasciato le macchine.  

Buona escursione a tutti.  I Direttori

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ESCURSIONE n° 04 del 04.03.2018
Territorio di AUSTIS, Neoneli e Nughedu S. Vittoria: “Da Sa Sennoredda all’Oasi naturalistica di Assai”

Direttori: M. Sanna, G. Floris, U. Floris, M. Peddone; AE: S. Sotgiu
Difficoltà (E); durata circa 6.00 ore, esclusa la pausa pranzo; sviluppo percorso circa 11 Km in cui si alternano tratti di sentiero in sottobosco e tratti di sterrato all’interno del Oasi naturalistica di Assai. Dislivello: mt. 300 circa.
Ritrovo dei Soci: ore 7:00 presso il parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro; ore 8:30 presso Piazza Corroga ad Austis.
(Trasferimento con mezzi propri).


Avvicinamento:
Per tutti coloro che provengono dal centro o nord Sardegna o, comunque, dalla  SS 131 DCN, bisogna uscire a OTTANA  e percorrere la strada che porta a Sarule e dopo 6/7 Km si devia verso Olzai. Dopo l’attraversamento del paese si procede verso Sorgono, si attraversa la diga sul rio Taloro e dopo Teti si arriva ad Austis. L’incontro è previsto presso piazza Corroga

BREVE DESCRIZIONE:
Dopo l’incontro in piazza Corroga ad Austis, ci si reca presso il punto di partenza, situato a circa 5 km dal paese, nel piazzale de Sa Sennoredda. In avvio, dopo un breve tratto di strada sterrata si imbocca un sentiero roccioso prima in discesa e poi in risalita che in caso di umidità bisogna affrontare con prudenza e che dopo circa 1 Km porta all’interno dell’Oasi Naturalistica di ASSAI*, in comune di Neoneli. A questo punto si percorre una strada sterrata abbastanza agevole, di circa 3 chilometri, attraversando anche parte del territorio di Nughedu Santa Vittoria, sempre all’interno dell’Oasi. In questa parte si incrociano tre sentieri CAI il n. 111, il n. 110 e il n. 110A. Si attraversano due aree attrezzate del Parco: “Fustiarvu” e “Sa pinnetta” e, nel punto più estremo del percorso, vicino al museo dell’Oasi, si trova un punto panoramico da cui lo sguardo spazia verso la Media Valle del Tirso, il Marghine, fino ai monti del Limbara che, in questo periodo, si vedono imbiancati dalla neve. Proseguendo in discesa si arriva in località “Sas Olias”, dove è prevista la pausa pranzo. Si riprende il percorso con attraversamenti di diversi torrenti, in un sentiero ricoperto da una vegetazione ricca oltre che di grandi alberi di leccio e sughero, anche di una fitta presenza di corbezzoli, filliree, lentischi e mirti, in un ambiente particolarmente affascinante.
Durante la salita ci si affaccia su due punti panoramici da cui si possono ammirare i laghi del Tirso (Omodeo) e di Benzone. Al termine del percorso circolare si ripercorre un breve tratto fino a “Sa Mola Manna” e ci si avvia, in un sentiero inedito, verso  la base posteriore de “Sa Crabarissa”, monumentale guglia di un rosso granito che riprende le forme di una donna in costume tradizionale, da cui il termine Crabarissa (donna di Cabras).
*L’Oasi Permanente di Protezione faunistica di Assai è stata istituita nel 1983 mediante un decreto dell’Assessore alla Difesa dell’Ambiente. Ha assunto la sua conformazione attuale attraverso l’acquisizione di territori demaniali ricadenti negli areali dei comuni di Neoneli, Nughedu Santa Vittoria e Austis. Caratteristiche dell’oasi sono le cosiddette sas concas, formazioni di grandi massi di granito dalle forme ondulate che all’interno racchiudono ampie cavità (es. Sa Crabarissa al confine con Austis). Notevoli anche le guglie granitiche di “Punta Su Mercante” e “Conca Ziu Paulu”. I colli più elevati sono rappresentati da “Pranu Santa Vittoria” (817 m s.l.m.) e da Punta Su Mercante (793 m s.l.m.). I ruscelli sono a carattere torrentizio e stagionale. Come specie vegetali ad alto fusto vi prevalgono le sughere e il leccio. Da diversi anni nell’Oasi sono stati reintrodotti il daino e il cervo sardo, che  fanno oramai parte della fauna locale insieme ai cinghiali, alle lepri, alle volpi, al gatto selvatico, alla martora, all’astore sardo e all’aquila reale. Elisabetta Sanna

Buona escursione a tutti.  I Direttori


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ESCURSIONE n° 03 del 18.02.2018
SILANUS - Catena del MARGHINE: “Coron'arta – Mandra 'e Rosa – Badde Salighses -
Santa Maria 'e Sauccu - Batto Casos - Punta Tiria e Parco di Prunas”

Direttori: I Soci di Silanus (Rosaria Campus, Rosanna Carboni, Serena Oggianu, Raffaele Talu, Angela Virde) - (ASE): A. Corrias, D. Corrias, G. Roccu, R. Sannia
Difficoltà: (E); durata circa 6 ore; Sviluppo planimetrico: circa 12 km
Dislivello max: circa 200 mt; somma dei vari dislivelli presenti lungo il percorso circa 600 mt.
Segnaletica: sebbene assente, ad eccezione di qualche sporadico cippo in pietra indicante le località del territorio,
l’escursione si svolgerà su percorsi ben definiti e visibili e comunque integrati con appositi segnavia (nastrini bianco-rossi);
Tipo di terreno: sterrata, sentiero, roccette;
Interesse: ambientale, paesaggistico, storico;
Ritrovo dei soci: ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
ore 8.00 presso il distributore Powerghost di Silanus

Avvicinamento:
Si percorre la SS 129 Macomer – Nuoro fino all’altezza dell’abitato di Silanus cui si accede mediante lo svincolo a livelli sfalsati posto al km 84,000. Lasciata la SS 129 si percorre qualche centinaio di metri sino al piazzale del distributore di carburanti Powerghost dove ha luogo il punto di ritrovo dei soci (ore 8.00);
Successivamente, risaliti in auto si sale, mediante una strada vicinale asfaltata, verso la parte sommitale della catena del Marghine. Percorsi circa 7,5 km si raggiunge la località di Sa Menta dove verrà effettuata la discesa dei passeggeri. Le auto proseguiranno verso gli spazi per il parcheggio circa 700 mt. più avanti. Gli autisti, tramite trasbordo a cura dei direttori, raggiungeranno il resto dei partecipanti al punto di inizio dell’itinerario escursionistico (ore 8.30 circa).
Coordinate per navigatore/GPS satellitare: Distributore Lat. 40° 16' 59" N, Long. 8° 53' 53" E
Loc. Sa Menta Lat. 40° 19' 14" N,   Long. 8° 52' 28" E

Avvertenze:
L’escursione non presenta particolari difficoltà “tecniche” in quanto si svolge, oltre ad alcuni tratti su strada sterrata, prevalentemente su sentieri ben definiti con il piano di calpestìo ben sistemato e stabilizzato, mentre alcuni passaggi avverranno in zone rese acquitrinose dalle precipitazioni del periodo. Si raccomanda l’uso di  adeguate calzature (scarponi da trekking, non da running, o per altre attività sportive) dotate di una buona suola “aggrappante”, ed infine, è consigliato l’ausilio dei bastoncini.


DESCRIZIONE PERCORSO:
L’escursione, ad anello ed in senso antiorario, si svolge nella parte sommitale del tratto centrale della Catena del Marghine a quote mediamente superiori ai 1000 mt. I territori comunali attraversati, oltre a quello di Silanus da cui si diparte, appartengono a Lei e a Bolotana.
L’ambito territoriale che andiamo a visitare presenta significative caratteristiche sia da un punto di vista naturalistico che paesaggistico, con ricchi boschi di roverelle, querce, tassi plurisecolari e splendidi esemplari di agrifoglio. Durante l’escursione si potranno ammirare suggestive vedute di paesaggi invernali attraversati da numerosi ruscelli, in questa stagione particolarmente ricchi d’acqua.
Il percorso ha inizio in località Sa Menta (quota 1007 mt), poco distante da Prunas, con una breve salita al termine della quale si raggiunge Punta Coron’arta a quota 1087 mt., Si prosegue lungo la cresta in un percorso con punti panoramici dai quali si può ammirare la vasta piana sottostante della media valle del Tirso fino alle cime del Gennargertu.
Si prosegue in direzione Nord-Est verso Punta Iammeddari (1118 mt - quota max raggiunta dall’itinerario) piatta cima, anch’essa particolarmente panoramica ed elemento di confine tra il territorio comunale di Silanus e quello di Lei. Superato il rilievo roccioso di Rocca Longa si sale con direzione Nord-Ovest per attraversare un tratto boschivo e giungere alla suggestiva località di Badde Salighes (quota 970 mt) in territorio di Bolotana. In questa nota località, immersa in un parco dove sono presenti alcune varietà vegetali di grande interesse botanico, è presente Villa Piercy, una costruzione ottocentesca in stile liberty, recentemente ristrutturata, fatta costruire dall’ingegnere inglese che realizzò in Sardegna le Ferrovie dello Stato.
Dopo una breve sosta in questo sito per effettuare la pausa pranzo, si riprende il cammino con direzione prevalentemente verso Sud per il percorso di rientro. Perdendo quota si attraversa il guado sul Riu Temo (897 mt - quota min. del percorso) per risalire successivamente sul versante opposto verso S’Ingresu de Lei raggiungendo nuovamente il pianoro sommitale ed il territorio comunale di Silanus in località Sos Lottos. Da qui una comoda sterrata in leggera discesa ci consente in poco più di un chilometro di raggiungere la località Prunas con il parcheggio delle auto e dove i soci di Silanus saranno lieti di offrire ai partecipanti un frugale spuntino a base di prodotti tipici del Marghine.

Buona escursione
I Direttori


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ESCURSIONE n° 02 del 04.02.2018
Territorio di MONTRESTA: “Su Casteddu – Sos Aspros – Su Entale”
Direttori: G. L. di Bosa. AE: S. Sotgiu, S. Ruggiu; ASE: Cio Sanna; L. Fresi, Noel Huet
Difficoltà E; Durata circa 6 ore - Dislivello 150 mt. circa
Ritrovo dei soci: ore 7:30 c/o il parcheggio di P. Veneto a Nuoro;
                       ore 8:30 c/o la località Su Casteddu    (Trasferimento con mezzi propri).

Avvicinamento:
Per chi viene da Nuoro, raggiunto Macomer si prosegue sulla 129 bis (Macomer – Bosa)
seguendo il percorso più breve si svolta a destra per Pozzomaggiore.
All'ingresso di Pozzomaggiore si procede a sinistra sulla circonvallazione direzione Padria; giunti a Padria si svolta al primo incrocio a sinistra procedendo sulla Strada Provinciale n°11 sino all'ingresso di Montresta dove si svolta a sinistra in direzione Su Casteddu, seguendo le indicazioni della segnaletica del cantiere forestale.

Descrizione:
l'escursione si svolge nel comune di Montresta. Il paese è ubicato a circa mt 405 slm su un pendio delimitato da picchi trachitici, da boschi di sughera e da macchia mediterranea. Di particolare pregio ambientale è il bosco che viene denominato "Silva Manna".
La presenza umana è attestata da monumenti archeologici risalenti al periodo neolitico (3500 a. C.).
Nel Medioevo la popolazione della zona risiedeva, probabilmente, in altri centri abitati non distanti.  
L'itinerario ha inizio dalla località Su'Casteddu da cui, con un percorso ad anello, andremo a visitare
zone di importante pregio ambientale e paesaggistico, tra cui il secolare bosco di sughere di Silva Manna, incorniciato dalle alte pareti di Costa Barasumene, dove nidifica l'avvoltoio grifone e una copia di aquile reali, accogliendo nel suo fondo valle il corso dell'altofiume Temo.
Si prosegue attraversando l'aspro territorio di Sos Aspros, dove, fiancheggiando la cascata de S'Istrampu Nieddu e proseguendo fino alla gola di Sa Entale, avremo modo di ammirare le omonime e spettacolari cascate, da cui attraverso il secolare bosco di lecci e roverelle faremo rientro alla località di Su Casteddu passando per le Domus de janas e l'antico ovile di Sos Aspros.

L'escursione non presenta particolari difficoltà, se non l'attraversamento di zone acquitrinose,
per cui si raccomanda l'uso di scarponcini impermeabilizzati.

Buona escursioni  a tutti.

I Direttori

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ESCURSIONE n° 01 del 14.01.2018
– Territorio del MARGHINE: "Attorno al Monte Sant'Antonio di Macomer"

Durata del percorso : circa 5 ore ;  Difficoltà (E) ;  percorso facile con qualche dislivello poco impegnativo.
Direttori  (ASE): Antonio Carta, Carla Sanna; Tore Mereu
Ritrovo dei soci ore 8,00 presso il parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
alle ore 9,00 fuori dell’abitato di Macomer presso la Caserma militare “Bechi Luserna”.
(Trasferimento con mezzi propri).


DESCRIZIONE:
Il percorso inizia dalla località denominata “Su Cantareddu” che prende il nome da una bella fontana di acqua. Il sentiero che percorriamo, è immerso in un bosco verdissimo e molto fitto di alberi di roverella ,  agrifogli,  sughere e lecci , si svolge in  leggera  salita sino alla sommità rocciosa  di “Sa Pattada”, che si raggiunge nel tempo di circa 30 minuti,  con  l’omonimo nuraghe che domina, in posizione Sud-Est, il paesaggio circostante Macomer sino alla cime innevate del Gennargentu e in posizione Nord-Est la Campeda e la Planargia sino al mare di Bosa e Alghero. Da “Sa Pattada” il percorso devia sulla sinistra in direzione Nord-Ovest e  prosegue attraverso una pista su un  terreno pascolativo, raggiungendo il territorio di “S’Archinale” dove sono presenti diversi raggruppamenti di alberi di leccio e agglomerati rocciosi di trachite, che affiorano in modo disordinato ma curioso  dal terreno. Ci dirigiamo ancora verso Sud-Ovest su un falso piano sino a raggiungere il territorio di “Fiorosu” che percorriamo solo per un tratto per poi intersecare un sentiero agevolissimo completamente immerso nel bosco in  territorio di “Su Pirastru”.       In successione i territori boscati che man mano  percorriamo sono : “ Su Pisanu”, “Su Sueredu” e  “Frida”. Dopo circa due ore dalla partenza abbandoniamo un bel viale alberato  e percorriamo  verso Est una striscia parafuoco puntando verso la sommità del Monte S. Antonio, che raggiungiamo dopo circa  30 minuti di marcia. Sulla sommità del monte (m. 808 sul livello del mare), anticamente chiamato “Sas Coas”, si erge un nuraghe che non è indicato nella toponomastica e che è quasi nascosto dalla vegetazione. A circa 150 m. dal nuraghe ma quasi allo stesso livello sorge la chiesetta campestre di S. Antonio , realizzata per devozione verso il Santo Antonio da Padova dalla famiglia Senes – Sanna di Macomer nel 1644. La devozione al santo di Padova è particolarmente sentita dai Macomeresi e si esprime ogni anno con una tredicina di preparazione alla festa dal 31 maggio al 12 giugno, la messa solenne, la processione in costume ed una grande festa campestre con una immensa partecipazione di folla.  Sui due lati del viale che conduce alla chiesa e che noi percorriamo,  sono sistemate delle bellissime sculture  ottenute dalla lavorazione di lastre  in pietra locale che rappresentano   i momenti più significativi  della Via Crucis e che sono state realizzate dall’artista macomerese Carmelo  Piras. Poco sotto il nuraghe e la chiesa, rivolto verso Est si stende il Parco del Monte. Qui ci fermiamo per la sosta pranzo.
Iniziamo la strada del rientro in direzione Est, percorrendo un largo sentiero nel bosco di   “Su Turchi” sino a raggiungere dopo circa 30 minuti il nuraghe “Ascusa” situato in posizione dominante : una visita alla sommità del nuraghe ci permette di spaziare con lo sguardo su tutta la zona circostante. Continuando sullo stesso sentiero dopo circa 30 minuti arriviamo a “Su Cantareddu” dove abbiamo lasciato le macchine.
Buona escursione a tutti            I Direttori
   


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