Prossima escursione - CAI NUORO

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Prossima escursione

ATTIVITA' DELLA SEZIONE > Attività Escursionistica Sociale

ESCURSIONE n° 23 del 19.11.2017  
– OLLOLAI: "Periplo del monte di San Basilio."
Ripensando all’amico Cosimo Frau AE del CAI

RITROVO dei Soci: alle ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro
- alle ore 8.00 presso la piazza Marconi ad Ollolai
-  Lunghezza:10 Km. circa;
– Dislivello: mt. 600 circa;
-  Difficoltà: EE
- Terreno: vecchi sentieri di caprari e porcari tra i boschi e sulle rocce fino in cima al monte
– Direttori: Gruppo Locale di Ollolai - (AE): M. Arbau, M. Bussu; (ASE): P. Columbu; M. Peddone; I. Casula


AVVICINAMENTO
Per tutti coloro che provengono dal centro o nord Sardegna o, comunque, dalla SS 131 DCN, bisogna uscire a OTTANA  e percorrere la strada che porta a Sarule e dopo 10 Km a Ollolai, in alternativa da Nuoro si può attraversare  Gonare e ridiscendere verso Ollolai, attraverso la nuova strada  che da “Campos de Gonare” porta direttamente a Ollolai
BREVE DESCRIZIONE:
L’incontro della comitiva è prevista in piazza Marconi al centro di Ollolai da cui ha inizio l’escursione. Passeremo attraverso la Piazza de “Sa untana Manna” ribattezzata Regina Fontium da Alberto La Marmora, che visitò Ollolai durante il suo viaggio in Sardegna. Attraverseremo il centro storico del paese, passando di fronte alla chiesetta di Sant’Antonio e in altri scorci particolari del centro abitato. All’uscita del paese ci dirigiamo in discesa lungo il vecchio tratturo delle transumanze “S’ishala” che porta verso Olzai. Dopo un paio di chilometri inizia la risalita che ci porterà progressivamente verso la parte più alta del percorso. All’inizio il sentiero insiste su un lungo lastrone di granito abbastanza impegnativo, per degradare successivamente verso il territorio di Olzai. Si raggiunge quindi “S’andela ‘e mesu” praticata in passato da caprari e porcari che pascolavano le loro bestie tra i monti della parte occidentale del territorio comunale. S’andela è molto suggestiva e impegnativa e si passa di roccia in roccia con frequenti piccoli salti che richiedono capacità di equilibrio e agilità. Lungo il sentiero si aprono diverse “finestre” sulla media valle del Tirso e sulla catena del Marghine, per spaziare fino al golfo di Oristano e alla penisola del Sinis che, in giornate chiare, si vede chiaramente. Il sentiero si conclude nella accogliente vallata di San Basilio circondata dalle cime più alte del territorio tra le quali emerge per maestosità “Sa punta Manna” che, se la giornata è asciutta, scaleremo, seguendo il sentiero parzialmente segnato da una lunga corda che porta fino in cima. La scalata è impegnativa  e necessita di attenzione sia in salita che in discesa in quanto sono presenti alcuni punti di notevole difficoltà. Se la giornata è gradevole dal punto di vista climatico pranzeremo in cima e ci soffermeremo ad ammirare il paesaggio che spazia in tutte le direzioni fino a raggiungere i monti più distanti della Sardegna. Dopo la discesa visiteremo la chiesetta bizantina dedicata a San Basilio Magno e si intravvedono le rovine dell'antico convento dei frati francescani osservanti di Oristano che avrebbero abitato il sito tra il 1464 e il 1490 per sfuggire alla malaria della zona oristanese. Il suo abbandono pare sia avvenuto in seguito ad un incendio, ma la leggenda narra di una faida scoppiata tra due famiglie locali, i Ladu e gli Arbau, e dopo l’uccisione di un ragazzo dei Ladu  da parte degli Arbau, i frati furono costretti a scappare perché accusati dell’omicidio. Durante la fuga scossero i sandali per liberarsi delle tracce di quel posto e lanciarono la maledizione sulla comunità, la conseguenza sarebbe stato l’incendio che distrusse il villaggio.
Al rientro verso Ollolai seguiremo un altro sentiero che si sviluppa tra le altre cime della vallata di San Basilio passando attraverso una serie di rocce granitiche caratteristiche e il villaggio di epoca neolitica de Sa Honca Bravihà.
In caso di giornata umida o piovosa le difficoltà dei passaggi su roccia aumentano per cui i direttori potrebbero decidere di variare il percorso per renderlo più agevole e meno pericoloso.

Per info: Peppino Columbu: 333-1090123; Michele Arbau: 340-3866850.

Buona escursione a tutti!              I Direttori.

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ESCURSIONE n° 22 DEL 05.11.17–
BOSA: “Capo Marrargiu, Porto Baosu, Managu”  
                                    
Durata: circa ore 6.30 - Difficoltà: (EE); dislivello circa 350 mt in discesa, circa mt 110 in salita;
Direttori: (AE): S. Ruggiu, S. Sotgiu; (ASE): C. Sanna; L. Fresi, C. Lai;
Ritrovo dei Soci: alle ore 7:00 presso il parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
alle ore 9:00 presso il parcheggio di Capo Marrargiu, SP n°49, al Km 14,5 circa.
(trasferimento con mezzi propri)


– AVVICINAMENTO:
Da Nuoro-Macomer, all'ingresso di Bosa si prende la prima a sinistra per
Bosa Marina (Via Nazionale), si prosegue fino alla rotatoria del ponte nuovo,
svoltiamo a destra e proseguiamo sulla panoramica Bosa-Alghero (SP n°49) fino al parcheggio del km 14,5.

– AVVERTENZE PARTICOLARI:
Escursione impegnativa. La difficoltà dell’escursione non è dovuta alla lunghezza del percorso, ma soprattutto ai sentieri non tracciati e con presenza di caratteristico pietrisco che rende il passo incerto, a tratti esposto.
Il Direttore di percorso non và mai superato e decide il passo del gruppo.
Si raccomanda di non assumere iniziative di carattere personale e di seguire le disposizioni dei direttori.
Si precisa inoltre che attraverseremo una importante zona di nidificazione dell'avvoltoio grifone “Gyps fulvus” dove vi verrà chiesto di proseguire in silenzio e compostezza,in modo da non recare disturbo, onde salvaguardare tale areale e per l’incolumità dei partecipanti e garantire lo svolgimento in sicurezza dell’escursione, è vietato portare cani o altri animali.

– DESCRIZIONE:
L’escursione parte dal parcheggio panoramico denominato “Su Ferru e su Caddu” dal quale ci immettiamo nel sentiero di Serra Nuda seguendone il naturale sviluppo fino alle radure con panorama su Cala Ittiri, cala Sa Tonnaera e lo sfondo di Capo Caccia; proseguiamo nella gola del rio Su Gamitu tra le mineralizzazioni di Capo Marrargiu oggetto di modesti scavi e gallerie che hanno seguito le vene mineralizzate, fino ai ruderi del villaggio minerario di Porto Baosu, da cui scolliniamo percorrendo una ripida e panoramica salita che ci avvicina all'ovile di Sas Bagassas, al centro di una riserva naturalistica regionale per la protezione faunistica, di circa 170 ettari, che riveste particolare importanza per la varietà di specie protette e rare che ospita, come l'avvoltoio grifone che nidifica in queste coste impervie e rappresenta la colonia più importante e numerosa di tutto il territorio nazionale. Fra gli altri uccelli è notevole la presenza di specie ormai rare
come l’aquila reale e il falco pellegrino, mentre la flora annovera specie endemiche come Erodium corsicum, Seseli bocconi, Limonium bosanum e Verbascum conocarpum.
– Dal rudere di “Sas Bagassas”si scende quindi senza grandi difficoltà a Cala Bernardu e si prosegue lungo la costa con le le selvagge Cala Giuncheza, C. Fenuggiu, Portu Managu da cui ritorniamo sulla panoramica SP n°49, dove si accompagneranno gli autisti al recupero auto.

– Buona escursione a tutti.            I Direttori

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ESCURSIONE N° 20  DEL  22.10.2017
ARITZO: “Funtana Cungiada”.

Durata: circa 6.00 ore escluso soste. Sviluppo planimetrico: 13,5 km circa; Dislivello: 500 mt.;
Difficoltà: E; Segnaletica: sentiero segnato n. 781; Tipo di terreno: sentiero, carrareccia, mulattiera.
Abbigliamento: scarponi da trekking, vestiario a cipolla; si consigliano i bastoncini.
Direttori: G. Paba (ASE); A.P. Mura (AE); C. Sau.
Ritrovo dei Soci: 7.00 P.zza Veneto a Nuoro; 8.30 parcheggio Campo Sportivo di Aritzo sulla S.P. Bivio Gadoni-Tascusì;
ore 9.00 chiesetta campestre di Santa Maria.
Trasferimento con mezzi propri.


Avvicinamento:
Da Nuoro, Piazza Veneto, si prende la Circonvallazione Sud e la Nuova SS 389 per Lanusei (Ogliastra) e si esce al bivio per Fonni. Si prosegue e si attraversa il paese prendendo la strada per Desulo; si sale fino al Passo di Tascusì, si scende a Desulo, si attraversa e si arriva all’incrocio con la SS 295. Si svolta a sinistra e si attraversano in successione gli abitati di Belvì e Aritzo. Dopo Aritzo si prosegue fino al bivio per Gadoni, dove svoltiamo a sinistra per Tascusì. Dopo circa 2 km si arriva al Campo Sportivo e, una volta compattato il gruppo, spostiamo le macchine fino alla chiesetta campestre di Santa Maria, da dove ha inizio l’escursione.

Descrizione Generale:
La Barbagia è caratterizzata dalla presenza di importanti massicci montuosi e dalla totale assenza di zone pianeggianti. L’alternanza delle rocce scistose del Gennargentu con i torrioni calcarei della Barbagia di Belvì offrono ai visitatori scenari di straordinaria bellezza paesaggistica.
Il paesaggio montano varia dal bellissimo tacco calcareo, denominato “Su Meseddu ‘e Texile”, che si erge di fronte al centro abitato, alle imponenti montagne del Gennargentu, fra le quali la più famosa e cara agli aritzesi è senza dubbio “Funtana Cungiada”, a quota 1.459 m.slm.
Dopo le abbondanti nevicate invernali, gli aritzesi pensarono di trarre vantaggio dalla natura già alcuni secoli orsono, con l’attività di raccolta della neve.
Lungo i canaloni di montagna, nei punti in cui la neve si ammucchiava, i Niargjos costruirono le “Domos de su nie”, ovvero le neviere: pozzi circolari di muretti in pietrame a secco, profondi alcuni metri, che venivano riempiti di neve e ricoperti di paglia, felci e terra. Nel periodo estivo, la neve, sottoforma di blocchi di ghiaccio, veniva trasportata, durante la notte, a dorso dei cavalli e venduta in tutto il Campidano, fino a Cagliari, per i diversi usi ed in particolare per la produzione del tipico sorbetto “Sa Carapigna”, utilizzata durante le sagre estive.

Breve descrizione:
L'escursione si svolge interamente nel territorio di Aritzo, che occupa una posizione centrale nella  Barbagia di Belvì, incastonato in mezzo a boschi di castagni e noccioli, alle pendici di “Genna ‘e Crobu”.
L’escursione, di media difficoltà, avrà inizio alle ore 9.00 circa, con partenza dalla chiesa campestre di Santa Maria (q. 960 m.), percorrendo il sentiero segnato col n. 781 che, attraverso una vasta zona a vocazione pastorale, conduce, in direzione Nord-Est, a Funtana Cungiada (q. 1.459 m.).
Percorriamo per un breve tratto (500 mt.) una carrareccia in discesa fino ad intercettare sulla sinistra una mulattiera che ci porterà, in leggera salita, in località “Perda Istanagialdi”. Procedendo su roccette ci addentriamo nel canalone di “Bau Alase”, dove scorre un torrente ricco di cascatelle, che alimenta il Rio Gerdesi e poi il Flumendosa.
Superato il ponticello in legno, tenendo il ruscello sulla sinistra, riprendiamo il sentiero in salita fino a “Bau Succuru”. La salita continua sul versante occidentale di Punta Funtana Cungiada, dove incontriamo grandi lecci, querce e qualche tasso. Arriviamo al centro servizi della foresta demaniale di Alase (q. 1.228 m.), dove effettuiamo un breve sosta. Abbiamo percorso circa 4 km.
Riprendiamo il sentiero che si snoda attraverso un bosco di lecci, castagni, noccioli fino ad intercettare una sterrata. Da questo punto, dopo circa 2 km, raggiungiamo la deviazione per Punta Funtana Cungiada. Questo tratto è caratterizzato da terreno spoglio e impervio; dovremo camminare su roccette in assenza di segnaletica fino alla vetta, da dove godremo di una straordinaria vista su gran parte del Gennargentu: Punta Lamarmora, Arcu ‘e Gennargentu, Punta Paulinu, Bruncu Spina e a sud Perda Liana e i Tacchi d’Ogliastra.
Lasciamo la vetta e scendiamo in direzione est verso la sorgente di Funtana Cungiada, dove abbeverano i cavalli selvatici e i mufloni.
Effettuata la sosta pranzo, per il rientro percorriamo un tratto di comodo sentiero che ci riporterà alla sterrata, da ripercorrere a ritroso fino a Santa Maria ed alle macchine.

Buona escursione a tutti.
I Direttori

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ESCURSIONE N° 19  DEL  08.10.2017
Dorgali-Cala Gonone- Cartoe e ritorno.
Durata: 6.00 ore escluso soste.
Difficoltà: E
Sviluppo planimetrico 12 Km circa.
Dislivello: 350 m.
Segnaletica assente, presenza di qualche omino in pietra.
Tipo di terreno: sterrata, sentiero con tratti su roccia  che richiedono attenzione.
            Obbligo di scarpe da trekking, si consigliano i bastoncini.
DIRETTORI:  A.P. MURA(AE);( ASE): G.MURGIA, A. SCANU, M. CARTA, S. CHERI.
Trasferimento con mezzi propri.
Ritrovo dei Soci: 7.30 partenza da P.zza Veneto a Nuoro,
8.30 parcheggio di Via la Guglia a Cala Gonone.
Inizio escursione ore 9.00.

AVVICINAMENTO:
Partenza da Nuoro da P.zza Veneto , si prende la SS 129 per Orosei fino al bivio per Dorgali SP 38, poi si percorre la circonvallazione a sinistra per Cala Gonone e si arriva  alla prima rotonda di Cala Gonone; dopo 100 metri si svolta a sinistra per la circonvallazione di Cala Gonone e si arriva al parcheggio di Via la Guglia. Da qui inizia l’escursione.

BREVE DESCRIZIONE.
L'escursione si sviluppa sul costone lato mare del massiccio del Monte Irveri, posto a nord di Cala Gonone.
Lungo il tragitto, percorso sia in andata che in ritorno, è possibile ammirare gran parte del Golfo di Orosei e verso sud le imponenti falesie della costa di Baunei che vi si affacciano da Cala Luna a Capo Monte Santu.
Alla fine della sterrata un cartello in legno, a quota 200 s.l.m., indica i due sentieri per l’ovile Sa Tintura a sinistra e a destra per Cartoe. Si prende il sentiero per Sa Tintura in salita per circa 150 m di dislivello e dopo  45 minuti si raggiunge l’ovile. Qui si tocca la quota massima dell'escursione (350 m.). L’ovile è stato di recente restaurato dai dorgalesi.
Dopo una breve sosta si prosegue, in leggera discesa, sul sentiero in mezzo alla vegetazione tipica della zona (ginepro fenicio,fillirea, euforbia, lentischio, olivastri. etc.) fino ad arrivare a un bivio, da dove si prosegue nel sentiero a sinistra, da qui in discesa,  fino alla strada Ispinigoli – Cala Cartoe che percorriamo fino a raggiungere la spiaggia.
L’arrivo  alla spiaggia  è previsto intorno alle 12.30 e qui si farà la sosta pranzo.
Cala Cartoe è considerata una perla del Golfo di Orosei, dove la sabbia finissima fa da sfondo a un mare verde smeraldo e una vegetazione dai mille colori di macchia mediterranea.
Dopo la sosta pranzo si riprende il sentiero costeggiando per circa un chilometro il mare per poi affrontare una ripida salita.
Questa parte del percorso di rientro alterna tratti agevoli a tratti più impegnativi, per cui potrebbe risultare abbastanza faticosa.
Dopo circa un'ora e mezza arriviamo all’inizio della sterrata e dopo un'altra ora siamo alle macchine.

Buona escursione a tutti.
I direttori


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ESCURSIONE N. 18 – 01.10.2017 –
SUPRAMONTE DI OLIENA: “Su Cologone, Scala 'e Sovana, Su Cologone - Sospesi tra il Cedrino e Lanaitho "
Durata: circa 8.00 ore (soste escluse);
Difficoltà:(E)  lunga e molto faticosa; Sviluppo planimetrico: circa 12 km;
Dislivello max: circa 800 mt.
Direttori: M. Marteddu, M. Demelas, D. Demelas, D. Potoroaca, N. Lunesu, G. Santus; S. Sotgiu (AE).
Ritrovo dei soci: Alle 7:00 presso il parcheggio di piazza Veneto a Nuoro;
                          Alle 7:30 presso il parcheggio di Su Cologone - Oliena.
        (trasferimento con mezzi propri)

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ESCURSIONE N. 17 – 24.09.2017 –
SUPRAMONTE DI URZULEI: “Il Giro dei Nuraghi"
Durata: circa 7.00 ore (soste escluse);
Difficoltà:(EE) molto faticosa, solo per escursionisti esperti; Sviluppo planimetrico: circa 12 km;
Dislivello max: circa 500 mt.
Direttori: (AE): T. Cambedda, P. Cicalò, P. Soru; C. Melis, A. Prina, P. Sulis.
Ritrovo dei soci: Alle 7:00 presso il parcheggio di piazza Veneto a Nuoro;
                           Alle 8:00 presso Bivio Genna 'e Rughe - Urzulei.
                                   (trasferimento con mezzi propri)



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ESCURSIONE N. 16 – 10.09.2017 –
BOSA: “Coast to Coast: Camminata lungo la costa occidentale"
Durata circa 6.00 ore (soste incluse);
Difficoltà:(E); Sviluppo planimetrico: circa 10 km; Dislivello max: circa155 mt.
Segnaletica: assente, l’escursione si svolgerà su percorsi ben definiti e visibili e
comunque integrati con “omini di pietra”;Tipo di terreno: sterrata, sentiero;
Direttori: (AE): Salvatore Sotgiu, Salvatore Ruggiu; (ASE): CostantinoSanna;
Carmen Lai, Luigi Fresi.
Ritrovo dei soci: Alle 7:30 presso il parcheggio di piazza Veneto a Nuoro;
                                     Alle 9,00 al parcheggio di Casa del Vento sulla Bosa-Alghero
                                    (trasferimento con mezzi propri)


Avvicinamento(vedi cartina allegata):
Da Nuoro-Macomer, all'ingresso di Bosa si svolta a sinistra direzione Bosa Marina, proseguendo per il Ponte Nuovo direzione Alghero sino al parcheggio sulla litoranea al km7, loc. Casa del Vento, punto di partenza.
I direttori avranno cura di lasciare delle auto al punto di arrivo (Nautica Pinna) per consentire il recupero dei mezzi lasciati al punto di partenza (Casa del Vento).

Descrizione:
Partenza da Casa del Vento direzione Bosa, percorrendo il sentiero che ci porta, passando per Tentizzos, alla Torre Argentina; si prosegue verso l’incantevole Cala di Compultittu, S’Abbadrucche e Cala Rapina, da dove risaliamo per l’altipiano di Sa Sea, da cui, (se sarà possibile in base ai tempi) si prosegue con la visita a Cala e Moro, Sos Pupos per poi rientrare lungo la strada di Sas Covas con punto di arrivo alla nuova darsena sul Temo (Nautica Pinna).
Interesse: geologico, paesaggistico; l’area costiera risulta scandita in promontori e insenature pittoresche; un vero e proprio museo territoriale delle formazioni geologiche, di raro interesse estetico e scientifico (le ignimbriti costituiscono i banchi duri che determinano un paesaggio a gradoni ed i tavolati delle sommità dei rilievi al mare), ma anche archeologico per la presenza nell’area (e in prossimità del percorso) di alcune sepolture di epocaprenuragica (Domus de Janas).
Grande anche l’interesse naturalistico sia per la flora con i vari endemismi (limonium bosanum, Erodiumcorsicum,
Verbascumconcarpum, ecc.) sia per la fauna (Falco Pellegrino, Martora, ed il raro avvoltoi grifone “Gypsfulvus”).

Per permettere agli autisti il recupero delle auto dal parcheggio sulla litoranea (Casa del Vento) i direttori avranno cura di lasciare delle auto al punto di arrivo (Nautica Pinna).

Buona escursione a tutti.                        I Direttori
Info: S. Ruggiu (334-3541464)

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ESCURSIONE N. 15 – 03.09.2017 –
SARULE: “Escursione al Monte Gonare”

Ritrovo dei soci: alle ore 07,00  presso il parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro; alle ore 07,45 in località San Bernardino a Sarule
Partenza del gruppo da Sarule: alle ore 08,00;
Località di partenza: San Bernardino (700 m);
Località di arrivo: Chiesa di Madonna di Gonare (1083 m); Dislivello massimo 383 m;
Lunghezza del percorso: (salita + discesa)= Km.12 circa;
Tempo di percorrenza: in salita 3h30’; in discesa 2h15’;
Difficoltà: E - * Vedi note in “Descrizione dell’escursione”;
Orario previsto partenza dal Monte Gonare per Sarule: ore 14,30;
Orario previsto rientro a Sarule: ore16,30-17,00;
Equipaggiamento: scarponi, abbigliamento a cipolla, bastoncini, ecc.;
Pranzo al sacco; Acqua durante il percorso: assente
Accompagnatori: S. Cheri (ASE); T. Forma; (ASE): G. Murgia, P. Columbu; (AE): M. Arbau; M. Peddone.

Come arrivare:
Dalla strada principale di Sarule, la Via Nazionale, salire verso la Chiesa parrocchiale e la Caserma dei Carabinieri e proseguire quindi verso il Cimitero lungo la strada asfaltata che porta al Monte Gonare. A 400 metri dal Cimitero svoltare a sinistra prendendo la strada in cemento che costeggia il terreno di San Bernardino, con l’omonima chiesetta. Percorsi 500 metri, in uno spiazzo del suddetto terreno parcheggeremo le auto.
Descrizione dell’escursione:
Parcheggiate le auto (q. 700 m), imbocchiamo la strada sterrata e procediamo in direzione Nord- Est, finché non arriviamo ad un grande cancello in ferro, con al fianco un altro cancelletto pedonale (q. 800 m) che oltrepasseremo. Guardando alla nostra sinistra, noteremo in territorio di Orani la chiesetta di San Francesco e più a valle una vecchia miniera di talco ormai dismessa. Dopo aver attraversato diverse proprietà private adibite a pascolo, si arriva ad incrociare la strada asfaltata che dall’abitato di Orani conduce verso il Monte Gonare. Nello spiazzo antistante la strada, troviamo una bella e grande tavolata in granito (q. 850 m). Ne approfittiamo per fare una sosta, rifocillarci e riposarci. Se il percorso fatto finora può considerarsi il primo tratto di una bella escursione, la seconda parte, quella che stiamo per iniziare si svolge in un ambiente ancora più affascinante: dai pascoli alberati con bellissime querce e sughere finora attraversati, come d’incanto veniamo proiettati in un  magico bosco di lecci. Il profumo e il fresco del bosco, cosa abbastanza gradita soprattutto in questo periodo, ci terranno compagnia per tutto il resto della nostra escursione. Il grazioso sentiero che abbiamo imboccato subito dopo aver attraversato la strada asfaltata, procedendo prima in direzione Sud-Ovest, per svoltare subito dopo verso Est, con una leggera discesa ci conduce in località Sa Vadde (q. 770 m). Qui faremo un’altra sosta e attenderemo che il gruppo si ricompatti. Riprendiamo quindi il nostro sentiero che, ripiegando ora in direzione Ovest, con una simpatica serpentina in salita ci conduce verso Su Cantareddu (q. 900 m), le cui sorgenti hanno per secoli fornito l’acqua ai Novenantes, ossia a coloro che durante il periodo della Novena di Gonare, abitavano le Cumbessias (ma questi sono ormai ricordi d’infanzia, perché adesso, purtroppo, l’acqua è andata via e Su Cantareddu è secco). Ancora un piccolo sforzo, altri 15 minuti di salita ed eccoci arrivati a Sa Corte, dove ci troveremo immersi in un bagno di folla festante e gioiosa, venuta da ogni parte dell’Isola per venerare la Madonna di Gonare e ascoltare la Santa Messa, che,proprio oggi alle 11,00, verrà celebrata qui davanti alle Cumbessias. Una buona occasione, quindi, anche per quelli del Gruppo CAI che vorranno arricchire questa meravigliosa escursione con l’ascolto della Messa in onore della Madonna di Gonare. Al termine della funzione religiosa, concluderemo la nostra escursione con la salita al Monte, dove si trova il bellissimo Santuario (q. 1083 m). Il caratteristico sentiero, che la natura ha voluto scolpire attraverso le rocce rimane un po’ ripido, ma ci porta in vetta in poco tempo e con poca fatica (15 minuti). Non è facile descrivere lo scenario meraviglioso che si spalanca davanti ai nostri occhi una volta arrivati in cima; ma molto più difficile sarà raccontare le emozioni e gli stati d’animo che ciascuno di noi avrà provato durante la visita a Nostra Signora. Conclusa la sosta nel monte e ammirati gli stupendi panorami che solo da questa vetta si possono godere, si ridiscende al bosco sottostante, dove pranzeremo e, dopo, seguendo a ritroso lo stesso percorso che abbiamo fatto in salita, scenderemo nuovamente a valle, a Sarule.
N.B.:        
L’escursione non presenta particolari difficoltà tecniche, comunque, la lunghezza del percorso e la marcata pendenza di alcuni tratti richiedono un buon allenamento alla camminata. In diversi tratti del sentiero che dalle Cumbessias conducono al Santuario, molte pietre sono rese lise dal continuo passaggio dei pellegrini e quindi scivolose, come sono ugualmente scivolosi altri tratti, a causa del fogliame caduto dagli alberi, per cui gli scarponi che calzeremo dovranno avere la suola in ottimo stato. Per coloro i quali sono abituati a farne uso, i bastoncini saranno molto utili.

Il Monte Gonare.
Il Monte Gonare si erge nel cuore della Barbagia, nell'area compresa fra i comuni di Sarule e di Orani, e per la sua ubicazione geografica rappresenta un luogo storicamente importante per la Sardegna. Spicca nel paesaggio con le sue tre alte cime rocciose: Gonare (q. 1083 m), Gonareddu (q. 1043 m) e Lotzori (q. 973 m), a forma di coni quasi regolari. La cima più elevata, Gonare, offre al visitatore un panorama di straordinaria bellezza, che spazia dal Mare di Orosei fino al Golfo di Oristano, dal Supramonte e dal Gennargentu fino al Monte Limbara. Su questo stupendo Monte sorge il bellissimo e suggestivo santuario mariano dedicato a Nostra Signora di Gonare (In custu Monte chi Tue abitas, Alta Segnora…) uno dei più noti e frequentati di tutta la Sardegna. Il santuario della Madonna di Gonare è da secoli meta di pellegrinaggi di fedeli che accorrono da ogni parte dell’isola; generazioni dopo generazioni sono salite al Monte, per invocare la Vergine di Gonare, presentandole suppliche, gioie e  dolori (Zente infinita e istranza,- bezzos , mannos e pizzinnos,- a sos pes tuos benignos- benin in custa montagna…). Ancora oggi, dopo secoli, i fedeli accorrono, alla Sua dimora per invocare e ringraziare la Soverena Pastora del Monte di Gonare. Innumerevoli sono le testimonianze di grazie e di guarigioni, (Zegos, toppos, istropiados – benin a ueses Tue – e sind’andan dae cue – de males rimediados…)

Tra storia e leggenda.
Narra la leggenda che il Giudice Gonario di Torres (Logudoro, 1110-1114 – Clairvaux, 1182), di ritorno dalla Crociata in Terra Santa, al largo del Golfo di Orosei, sia incappato con il suo veliero in una terribile tempesta: la sua vita e quella dei suoi uomini erano a rischio. Gonario fece allora un voto alla Madonna promettendole  che, se fosse scampato ai pericoli, nel primo lembo di terra che si fosse presentato ai suoi occhi, avrebbe edificato un santuario in Suo onore. La Vergine esaudì la preghiera, la tempesta si placò ed in mezzo alle nubi comparve illuminata la vetta di una montagna lontana. Toccata terra Gonario di diresse nella direzione del monte che aveva intravisto e che successivamente, prendendo origine dal suo nome Gonario, sarebbe stato chiamato Monte Gonare. Arrivato sul luogo comparve a Gonario una donna bellissima con un bambino in braccio, la quale si offrì di accompagnarlo e insieme si diressero verso la vetta del monte. Arrivati ad un certo punto della salita, la donna provata della stanchezza  volle riposarsi appoggiandosi ad una roccia e poggiando il bambino alla sua destra. Gonario, che nel frattempo perlustrava i dintorni, fece ritorno verso la donna per dirle che aveva individuato il luogo dove avrebbe edificato il Santuario, ma  la donna e il bambino  erano scomparsi: a Gonario apparve chiaro che la donna ed il bambino altri non erano che la Vergine Maria col Bambino Gesù. Sulla roccia dove la Madonna col Bambino si erano appoggiati è rimasta l’impronta dei loro corpi e da allora tutti i fedeli che salgono al Monte, arrivati in quel punto, sostano un attimo appoggiandosi allo stesso posto dove si appoggiarono la Vergine Maria col Bambino Gesù.
La tradizione orale fa risalire al 1147 la costruzione del Santuario di Nostra Signora di Gonare. Il primo dato storico riguardo all’esistenza del culto della Madonna di Gonare risale al 1341; appare un documento, nelle Rationes Decimarum, da cui risulta che in quell’anno vi è stato il versamento di una certa somma di denaro, la decima, da parte del Rectore di Gonare.
La chiesa fu inizialmente di piccole dimensioni, solo successivamente, nel 1608, venne ampliata e portata alle dimensioni attuali, occupando quasi interamente la cima del monte.                                                                                                                                                                                                                                                                                                           
BUONA ESCURSIONE A TUTTI                                              I Direttori


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ESC. N. 14 – 10 e 11.06.2017 – (DUE GIORNI SEZIONALE)
COSTA VERDE DI ARBUS: “da Capo Pecora a Piscinas”

Ritrovo dei Soci: oer 6.30 in Piazza Veneto a Nuoro; ore 9.00 lungo la SP 83 in direzione Buggerru (trasferimento con i mezzi propri)

AVVICINAMENTO (vedi cartina allegata)
Il promontorio di Capo Pecora si trova nella costa Sud-Ovest della Sardegna, amministrativamente appartenente al Comune di Arbus (Provincia del Medio Campidano).
Per raggiungerlo da Nord e da Est:
- percorrere la SS 131 dcn e/o la SS 131 in direzione Cagliari;
- uscire allo svincolo di Sardara all’altezza del km 52+900 con direzione San Gavino;
- superare l’abitato di San Gavino (senza attraversarlo) mediante la circonvallazione, seguendo i cartelli stradali con indicazione Gonnosfanadiga/Guspini;
- sulla SS 197 all’altezza del bivio posto al km 9+200 svoltare verso sx in direzione Gonnosfanadiga;
- superare l’abitato di Gonnosfanadiga seguendo i cartelli stradali con indicazione Guspini e, al bivio posto  1 km dopo l’uscita dal paese, svoltare verso sx in direzione Arbus;
- superare l’abitato di Arbus seguendo i cartelli stradali con indicazione Fluminimaggiore/Ingurtosu;
- sulla SS 126 all’altezza del bivio posto al km 65+400 svoltare verso dx in direzione Buggerru;
- sulla SP 83 qualche decina di metri dopo il cartello stradale del km 31, al bivio sulla dx per la frazione marina di Portixeddu, si raggiunge il punto di ritrovo dei soci;
- coordinate per navigatore-auto/GPS satellitare   Lat. 39° 26' 21" N   Long. 8°25' 01 "E


DESCRIZIONE PERCORSO DI SABATO 10 GIUGNO – ANELLO DI CAPO PECORA

DATI TECNICI
Ritrovo dei soci: ore 9.00 lungo la SP 83 in direzione Buggerru, subito dopo il km. 31 presso il bivio che sulla dx conduce alla frazione marina di Portixeddu;
Importante: durante la breve sosta in questo punto d’incontro tutti i partecipanti dovranno (se non già effettuato) sistemarsi le calzature di escursione ai piedi e predisporre nel bagagliaio dell’auto per un prelievo veloce zaini, bastoncini e ogni altra attrezzatura che si intende portare con sé;
risaliti in auto si percorrono ancora circa 3,3 km e dopo un curvone, all’altezza di una piazzuola di sosta, gli autisti effettuano, a turno, una breve fermata per consentire la discesa dei propri passeggeri, dirigendosi successivamente al parcheggio terminale in località Capo Pecora posto  circa 1 km più avanti, da dove saranno poi recuperati dai direttori per essere ricongiunti al resto dei partecipanti nel punto di partenza dell’itinerario a piedi.
Tempo di percorrenza: circa 6.30 ore (soste incluse)
Sviluppo planimetrico: circa 12 km
Dislivello max: circa 230 mt.
Difficoltà: E
Segnaletica: assente, l’escursione si svolgerà su percorsi ben definiti e visibili e comunque integrati con “omini di pietra”;
Tipo di terreno: sterrata, sentiero;
Interesse: geologico, paesaggistico, ma anche archeologico per la presenza nell’area (e in prossimità del percorso) di alcune sepolture di epoca nuragica (le c.d. tombe di giganti);
Avvertenze: l’escursione non presenta particolari difficoltà “tecniche” e non risulta particolarmente faticosa (solo un breve tratto - in salita - su pietraia comporta una pendenza max del 30%);
le difficoltà possono essere eventualmente costituite dalle condizioni climatiche che si registreranno durante la giornata in caso di temperature elevate con assenza di ventilazione e accentuate dalla scarsità di zone ombreggiate;
si raccomanda una buona scorta d’acqua (da utilizzare anche per l’idratazione esterna) e l’utilizzo di prodotti protettivi dai raggi solari.

PERCORSO
L’escursione, ad anello ed in senso antiorario, si svolge totalmente all’interno del territorio comunale di Arbus La zona attraversata è compresa all’interno del SIC Capo Pecora (Sito di Importanza Comunitario).
Dalla piazzuola di sosta (quota 53 mt.) si attraversa un breve tratto di pineta con forte pendenza (utile per ritrovare l’assetto e le gambe dopo il tortuoso tracciato automobilistico) e si raggiunge una sterrata che viene percorsa per circa 1,7 km. Questo tratto di percorso, attraversando una zona ombreggiata da una pineta di rimboschimento, sale senza sforzo ed allarga la vista sul paesaggio sottostante. La sterrata termina ai piedi di una breve ma faticosa pietraia e successivamente un sentierino a mezza costa ci conduce al primo punto panoramico dell’escursione. Siamo alla quota max dell’escursione (circa 278 mt) e da questo punto possiamo ammirare gran parte della costa a Sud del promontorio, dalla lunga spiaggia di Portixeddu, alle falesie di Buggerru e, oltre la torre costiera di Cala Domestica, fino a Capo Altano e all’Isola di S. Pietro. Si ridiscende per un ripido, ma agevole sentierino che ci riporta su una sterrata che dopo aver ripercorso in parte la zona di rimboschimento si dirige verso Nord attraversando in saliscendi la parte pianeggiante del promontorio utilizzata per il pascolo. Una breve sosta a circa metà percorsa in una zona ombreggiata ci consente anche di visitare una delle varie tombe del periodo nuragico presenti nell’area. Proseguendo su sterrata ed in salita si arriva all’altro punto panoramico conosciuta come “La Vedetta” per via dei resti di una postazione militare di avvistamento. Posta a quota 200 mt circa “La vedetta” consente effettivamente un’ampia vista sulla sottostante lunga spiaggia di Scivu, la zona dunale di Piscinas e tutta la costa arburese fino al promontorio di Capo Frasca, il tutto dominato dal caratteristico profilo del Monte Arcuentu.
Successivamente alla sosta pranzo si ridiscende in direzione Sud per sentierini ricavati tra la macchia, costeggiando le alte e ripide pareti della costa sempre con vista mare. Questo tratto di costa è caratterizzato dalla presenza di numerose rocce granitiche che l’erosione ha modellato in bizzarre e suggestive forme. Sempre proseguendo lungo la linea di costa si scende alla spiaggia costituita da grossi ciottoli di granito di Portu Su Tramatzu, per poi risalire di quota e raggiungere in meno di un chilometro il parcheggio terminale con le auto.

Al termine dell’escursione si risale in auto per raggiungere in meno di un’ora il borgo minerario di Ingurtosu nel cui circondario hanno sede le diverse strutture ricettive dove i partecipanti si distribuiranno per il pernottamento.
Successivamente al relax in camera o in tenda, coloro i quali hanno prenotato confluiranno presso il Camping Sciopadroxiu nel cui ristorante alle 20.30 è prevista la cena. Il camping è posto lungo la strada, in parte sterrata, che da Ingurtosu conduce a Piscinas e raggiungibile in max 15 minuti circa da tutte le strutture ricettive circostanti (vedi cartina allegata cliccando su “link percorso” più avanti).


DESCRIZIONE PERCORSO DI DOMENICA 11 GIUGNO – TRAVERSATA INGURTOSU-PISCINAS

DATI TECNICI
Ritrovo dei soci: ore 9.00 all’ingresso del villaggio minerario di Ingurtosu (parte alta), all’altezza dello spiazzo antistante un bar e dei primi fabbricati che si incontrano provenendo dalle diverse strutture ricettive;
coordinate per navigatore-auto/GPS satellitare   Lat. 39° 30' 55" N   Long. 8°30’ 56 "E
Tempo di percorrenza: circa 4.00 ore
Sviluppo planimetrico: circa 10 km
Dislivello max: 370 mt. (quasi esclusivamente in discesa)
Difficoltà: T
Segnaletica: assente, con qualche sporadico segnavia simil-CAI; l’escursione si svolgerà comunque su percorsi ben definiti e visibili;
Tipo di terreno: sterrata, sentiero;
Interesse: geologico, paesaggistico e soprattutto storico per la presenza di numerosi ed importanti resti di infrastrutture minerarie lungo tutto il percorso;

PERCORSO
L’escursione ha inizio nella parte alta dell’abitato di Ingurtosu a quota 370 mt. Utilizzando una parte dell’itinerario religioso denominato “Cammino di Santa Barbara” scendiamo alla omonima chiesa e proseguiamo attraversando le solitarie stradine del borgo minerario su cui si affacciano alcune delle importanti strutture di cui era dotato: dall’ospedale al palazzo della Direzione al Pozzo Gal. Lasciato il villaggio ed utilizzando un percorso denominato “Sentiero CAI 190” (con una approssimativa segnaletica bianco-rossa) percorriamo sia tratti panoramici a mezza costa sia tratti di carreggio (ormai dismessi) in cui transitavano i carrelli per il carico dei materiali.
Dopo circa 3 km si arriva nell’area di pertinenza della miniera di Naracauli e oltrepassate le diverse strutture che la costituivano si giunge alla Laveria Brassey notevole esempio di architettura industriale del secolo scorso. Purtroppo i segni del tempo e l’incuria degli uomini non rendono giustizia alla grandiosità e all’imponenza della struttura, ma ne è comunque percepibile l’importanza che ha avuto nel periodo di attività.
Si prosegue ora in piano lungo un sentiero (parallelo al corso d’acqua del Rio Naracauli e alla sterrata che conduce al mare) per la maggior parte del percorso ombreggiato dalla vegetazione che cresce lungo le sponde del corso d’acqua. Dopo qualche chilometro di tranquilli paesaggi fluviali si attraversa, guadandolo, il Rio Naracauli e, dopo aver percorso il piede di una delle alte dune che caratterizzano la zona di Piscinas e un breve tratto di carreggio dei materiali, si giunge infine alla spiaggia di Piscinas ed al termine dell’escursione.
Il resto della giornata verrà trascorso in spiaggia, successivamente si provvederà al recupero delle auto dal punto iniziale per consentire la partenza dei partecipanti.


Buona escursione a tutti.
I Direttori
(ASE): R. Demartis, G. Roccu (cell. 333 71 61 563) / G. Sias (cell. 388 76 53 697), S. Cadoni

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