Note stampa - CAI NUORO

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Note stampa

RASSEGNA STAMPA
********** CLUB ALPINO ITALIANO - SEZIONE DI  NUORO    *********************

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10/11 giugno 2017
Due Giiorni Sezionale: COSTA VERDE di ARBUS

A proposito della “ Due Giorni Sezionale”- Cai Nuoro: Costa Verde, da Capo Pecora a Piscinas, 10/11 Giugno 17.
Ai Direttori di escursione: G. Roccu, R. Demartis, G. Sias, S. Cadoni.
Caro Gigi, qualche pensiero che trasferirai anche agli altri direttori, tuoi compagni di cordata. Gratitudine anzitutto. Non è mai facile comporre e rendere omogeneo un gruppo. Nel Cai, tra l’altro pare che le comuni difficoltà, talvolta aumentino. Bene , siete riusciti a metterci insieme e a consentirci una “Due Giorni speciale”, in luoghi che per tanti di noi, potrebbero considerarsi all’estero. Il sabato a Capo Pecora. Scenari e paesaggi unici e suggestivi. Terre brulle, silenzi, sentieri abbozzati e antiche carrarecce utili ai mestieri antichi delle genti sarde di queste parti, legna, carbone, granaglie. E i ruderi degli stazzi per popoli che il mare guardavano dall’alto. Quel mare invaso dal sole estivo di metà luglio, come sanno turisti faidate da ogni angolo d’Europa. I panorami dalla quota 278 mt. Falesie di Buggerru, cala Domestica, capo Alfano , Isola di san Pietro. Dai resti del presidio militare, la costa dei graniti d’artista. Facce antropomorfe, celle scavate e simmetriche, armonie selvagge che si calano a gradoni sul mare. Immersi, poi, la domenica in quella parte di storia e di drammi che ancora respira quel lembo di Sardegna. Il “ Cammino di Santa Barbara” squarcia ancora le nostre coscienze. E la parte che si innesta a Ingurtosu manifesta ancora di più ferite non cicatrizzate, se pur un giorno lo saranno. Storie di lavoro e speranze, di vivere inquieto per migliaia di lavoratori, non solo del Sulcis, ma tanti provenienti dalle comunità dell’interno. Il luogo minerario, con ruderi e strutture, dall’ospedale, al palazzo della direzione, al Pozzo Gal, scava ancora sui nostri volti le rughe di angosce antiche. Bene hai fatto a utilizzare il “ Sentiero CAI 190”. Lo abbiamo notato tutti, il percorso dei fori sulla montagna, ingressi di scavi e miniere, oggi murati, quasi che qualcuno abbia voluto forzatamente chiudere, segregare pagine di storia ancora graffianti. Abbiamo camminato sugli scarichi, ancora a cielo aperto, abbiamo calpestato ciò che rimane di trattidi carreggio per il trasporto di quelle pietre, dal peso abnorme, forgiate di zinco e piombo. Ricchezza per i padroni, francesi e tedeschi, fatica, sudore, morte precoce per i minatori. Anche i miseri ruderi cadenti della laveria Brassey, testimone di architetture possenti, oggi concorrono ad alimentare il senso di tragedia che ci avvolge. Ci libera la brezza e lo sguardo sulle distese delle dune di Piscinas. Il mare. La fuga, quasi, dal contrasto rabbioso dei nostri pensieri. Lascio a te immaginare poi le mie conclusione quando ho fatto un salto a Bugerru, con le sue storie. E con quel villaggio fantasma di PranuArtu. O Monte Vecchio, tra i “ fasti della Borghesia ottocentesca e le baracche dei dannati del lavoro “ come è scritto nelle brochure dell’info-point.  Racchiude l’idea dell’inizio e della fine di un’epopea , qui nel Sulcis. Sono grato infine anche a Ugo Cocco, profondo conoscitore e ottimo narratore nelle due giornate. Tutto ciò è stato possibile per il generoso impegno tuo e dei direttori. Grazie ancora..    
Giugno 17           matteo marteddu
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27-28 maggio 2017
Napoli, Assemblea Nazionale Delegati CAI.  Fogli di diario libero.
Assemblea dei Delegati CAI. Napoli ci accoglie. Anzi ci avviluppa, ci avvolge. Si, perché Napoli respira, suda, traspira, tra Via Toledo e i Quartieri Spagnoli, tra Santa Lucia e il Maschio Angioino. Napoli del Vesuvio, muto e silente, lontano, di Capri nel tremolio della foschia o del lungomare affollato e spunta la luna. Napoli struggente, contraddizioni, caos con un suo ordine spaziale, tempo indefinito. Regalità caduta degli Angiò a Santa Chiara, popolo dei poveri mercatini dell’impensabile.
Col Presidente Giancarlo Paba, dopo il viaggio a linee discontinue, piombiamo su questa realtà. Subito a Monte Sant’Angelo, Centro Congressi Federico II. Periferia, struttura in cemento armato con tratti di presunta gentilezza color viola e blu. Aula, poltroncine rosse, tanti Delegati, caleidoscopio di linguaggi, sensibilità. Buona Montagna. Uno disinvolto e attento ai dettagli, Vincenzo Torti, Presidente Generale. La serata del Pantheon dei ricordi. Delle suggestioni e dei brividi. La memoria dei soccorritori del CNSAS Valter Bucci, Davide Nunzio De Carolis, Mario Matrella, Andrea Pietrolungo. Hanno messo in gioco la loro vita. Medaglia per Giuliano Bressan, riconoscimento per Paolo Consiglio. La serata se ne va, il sole cala sul golfo, sembra più triste. Incontro con i sardi diCagliari e Angelo Serra, nuovo Presidente CaiSassari. Non andiamo alla cena di gala. Ci basta un tavolino di strada, di quelli che ti fidi e non ti fidi. Ci scambiamo le prime impressioni. Ottima accoglienza, si sono salutati amici di vecchia data, rinnovato rapporto di collaborazione con ufficio stampa centrale e con Luca Calzolari.
Ben consapevoli, con Paba e Serra della dimensione del Cai Sardegna. Dati inequivoci sul peso. Cai-Sardegna 1.063 Soci, Lombardia 85.986, Piemonte 50.200, Veneto 51.865. Potremmo continuare. Ma non è motivo di sconforto, anzi; Cai è casa di tutti e la montagna unisce davvero. Quel filo tra Gennargentu, le Madonie e le Dolomiti.
Domenica mattina, caldo afoso. A Via Merida, Ambassador, arriva lenta la brezza, rimbalzando da vico Giardinetto, della Tofa e Santo Sepolcro. Là dove il sole non riesce mai a farsi strada.
Alle 9 sulle nostre poltroncine rosse. La passione del Presidente Generale: richiamo, nella Relazione morale, alla centralità del Socio e delle Sezioni, alla necessità della semplificazione di regolamenti e funzioni, l’educazione ambientale. Il richiamo a Francesco, Laudato sì, 111, “La cultura ecologica non è fatta di risposte parziali al degrado ambientale, all’esaurimento delle risorse naturali, all’inquinamento. E’uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza, di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico”.
Ai soci che sono mancati e vengono ricordati, noi Nuoro, aggiungiamo Roberto Puddu, Manuela Falchi e Cosimo Frau.
Arrivano i due momenti che tengono alta la tensione nella grande sala. Elezione del Vice Presidente Generale. Passo Pordoi.
Sul Vice Presidente, due candidature, due scuole di pensiero, due storie, due biografie. Emilio Bertan a rappresentare la grande tradizione, Lorella Franceschini il tentativo di rinnovare, anche attraverso la presenza femminile. Dibattito e schieramenti. Decidiamo con Sassari di affidare il nostro voto al cambiamento interpretato dalla presenza di una donna imprenditrice. E ha avuto largo e vincente consenso.
Secondo tema scottante: la proprietà Cai al PassoPordoi, Casa Alpina e Centro di Formazione “Bruno Crepaz”. Strutture inagibili o inutilizzate, con costi insostenibili. La proposta della Presidenza: cedere a terzi o a istituzioni pubbliche il diritto di superficie sull’intero compendio. La proposta è sostenuta con determinazione, ha il sapore di scelta storica e rivoluzionaria per il Cai che entra nella modernità. La delibera è approvata con pochissime astensioni. La certezza di aver contribuito alla piccola grande storia del Club Alpino Italiano.
Lasciamo Napoli con nostalgia. Sulle note di Santa Lucia Luntana: “e quando spunta lune,luntan de Napoli nun se po’ stare”.
Assolto, anche dalla Sardegna, il nostro compito, pronti per le nuove sfide.
Maggio 2017 Matteo Marteddu
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20-21 maggio 2017
SEMINARIO REGIONALE SENTIERISTICA
CAI SARDEGNA - AG. FORESTAS.

“Due giornate dedicate alla sentieristica in Sardegna”, tema che il prossimo sabato 20, nella sala convegni dell’Irse, impegnerà l’Agenzia regionale Forestas e il Club Alpino Italiano – Sardegna. Collaborazione tra due soggetti, avviata attraverso un’intesa, siglata da qualche anno e che ha prodotto già il risultato di tracciare e rendere fruibili circa duecento chilometri di sentieri in tutta l’Isola. Il Seminario di studio e approfondimento è finanziato da Interreg marittimo –ItFr- Maritime, con l’occhio rivolto  all’Europa e i piedi ben piantati nella realtà sarda. A far da sponsor, Parco Tepilora, Comune e Università – Nuoro, federazione dei bikers, l’associazione degli agronomi e dei forestali.
Obiettivo dichiarato, ambizioso che guarda lontano, “Verso la Rete Escursionistica della Sardegna (RES), promozione del territorio e sviluppo sostenibile del Turismo Attivo in Sardegna”.
Il seminario del sabato si sviluppa in due sessioni, mattina e pomeriggio, inizio alle ore 9 con il saluto delle autorità. Coordinamento del professor Giuseppe Pulina, Amministratore Unico dell’Agenzia Forestas; interverranno, oltre ai tecnici dell’ente regionale, il vice presidente nazionale del Club Alpino Italiano, Antonio Montani e Luigi Lotto presidente della commissione ambiente del Consiglio Regionale. Nel pomeriggio attesi gli interventi: Alfredo Gattai, del Cai nazionale, il presidente regionale dello stesso sodalizio, Giacomo Attardi, Matteo Cara, giovane studioso nuorese e autore di numerose pubblicazioni sulla sentieristica nelle aree interne della Barbagia e dell’Ogliastra. Concluderà Donatella Spano, assessore regionale all’ambiente. Dalle relazioni tecniche e dalla tavola rotonda cui parteciperanno i diversi dirigenti di Forestas, si potrà capire meglio lo stato dell’arte della sentieristica in Sardegna, del piano regionale per la ciclabilità e del sistema di mobilità sostenibile, con l’integrazione tra escursionismo e mountanbike. Il tutto finalizzato alla costituzione del “catasto regionale sentieri”.
Non mancheranno i riferimenti al turismo religioso, ippovie e ciclovie. Dal convegno usciranno indicazioni per la nuova legge sul turismo, da tempo in discussione in Consiglio regionale.
Per domenica 21 è prevista, a cura del Cai-Sardegna e diretta dai Soci del Cai di Nuoro, la concreta verifica sul campo, con l’escursione all’interno del Parco regionale di Tepilora. Appuntamento a Torpè  alle 8.30, per iniziare  i  circa  undici chilometri con  sei ore di cammino, tra ascese e discese nell’Oasi, istituita con la legge regionale approvata il 21 Ottobre 2014.
Maggio 17    Matteo Marteddu
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14 maggio 2017
16^ Manifestazione Escursionistica "La Montagna che unisce”.
Sentiero Stellare Beato Frassati: Punta Lamarmora

La notizia si diffonde tra Arcu Gennargentu e GennaOrisa. Di quelle cheportano brividi positivi tra i cento escursionisti verso la cima della Sardegna. Le procedureburocratiche per ricostruire il Rifugio Lamarmora si stanno completando. Può esserne orgoglioso Gigi Littarru sindaco di Desulo. Lo scomposto mucchio di ruderi, dopo ArcuArtilai, da cento anni attende di riprendersi il suo spazio in quei paesaggi chegli sono congeniali. D’altronde, ad inizio 900 erano stati circa 300 municipi dell’intera Isola a contribuire con il proprio obolo, rispondendo alla sollecitazione di un autorevolissimo comitato di intellettuali sardi. Riprenderanno vita a breve, con finanziamento regionale, le sue architetture originarie, semplici e lineari comele genti di queste vallate. Si ripropone questa domenica d‘estate prematura, l’iniziativa del CAI Nuoro, “La montagna che unisce”. Insieme ai soci del sodalizio nuorese che dirigono le comitive, tanti appassionati della montagna e dell’escursionismo. Dagli ottanta anni di Francesco Calledda, Zigheddu, infaticabile nei percorsi di mezzo mondo, a Elia Ruiu, neanche tre anni e già i profumi dell’armidda del Bruncu Spina sulle sue narici. In mezzo tutte le età. All’appuntamento, dai risvolti anche istituzionali, i sindaci di Fonni Daniela Falconi, di Desulo, Gigi Littarru, di Ottana Franco Saba , il vice sindaco di Lodè comunedel parco Tepilora, Gino Ruiu. Foto di gruppo a punta Lamarmora coni presidenti del Cai Giacomo Attardi,Cai regionale e Giancarlo Paba,Cai Nuoro. La manifestazione di primavera, da alcuni anni nei programmi Cai, su iniziativa dell’allorapresidente Peppino Cicalò, si svolge sul”Sentiero stellare Pier Giorgio Frassati”. Le comitive partono da quattro punti sui paesi dell’area del Gennargentu,  per raggiungere la quota di 1834 metri . Da Arzana gli escursionisti, nel loro tragitto, hanno incrociato il villaggio nuragico di Orruinas, 1205 mslm, il più alto dell’Isola. Dopo Riu ‘e su Accu, Arcu Sa Turzi, attraverso Punta Florisa, hanno accarezzato la grande croce d’acciaio aggrappata a paesaggi unici. Impegnativa dal versante Villagrande:da ArcuSu Tzippiri, Bruncu Su Sterzu, ArcuLaconitzi, sino alla rampa di Genna Orisa. Suggestioni forti sul versante Desulo, Passo Tascusì,  Su Filariu, S’Arena, ArcuArtilai. Escursionisti da Fonni, lasciatoil parco Donnortei, verso le piste di Bruncuspina, Punta Paolinu e Arcu Gennargentu. La giornata della montagna coincide con le attività in corso finalizzate a alla creazione della rete escursionista sarda (RES). Impegnatoil Cai regionale con le sezioni locali e l’Agenzia regionale Forestas. 170 chilometri di sentieri tracciati e segnati, circa settanta chilometri nel nuorese col progettoSu Sercone. Se ne parlerà sabato 20 nel convegno distudioe approfondimento promosso da Cai e Forestas, all’ISRE di Nuoro. Obiettivo: realizzare sentieri, riscoprire la grande storia economica e sociale dell’interno della Sardegna, creare un network che lanci nel mondo paesaggi e immagini dell’Isola nascosta.
Maggio 2017        Matteo Marteddu
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13 maggio 2017
Una giornata particolare sull’Ortobene. Studenti, insegnanti col CAI per “Educazione alla salute”.

Non riesce, stamane, a contenerli lo spazio della periferia della Città. Oltre 750 ragazzi, ragazze, insegnanti tra i due simboli della cultura di Sardegna, Grazia Deledda nella sua chiesa della Solitudine, Maria Lai nell’angolo dei suoi fili intrecciati di graniti. Tema della giornata: Educazione alla salute. Niente di teorico o di scolastico. Fatica e sudore lungo i tornanti del sentiero 101, verso la statua del redentore, in cima al Monte. Promossa dal Club Alpino Italiano-Nuoro, con l’adesione del liceo classico “Giorgio Asproni” e la scuola media numero tre, la partecipazione del centro diabetologico della azienda sanitaria nuorese. Il responsabile della struttura il dottor Alfonso Gigante:” per noi è un appuntamento importante, non solo simbolico. Immettiamo, soprattutto nei ragazzi, nel concreto, l’idea chebisogna giocare d’anticipo. Non aspettiamolo il diabete. Sconfiggiamolo prima. Un dato: si stima che nella provincia di Nuoro le persone affette da diabete siano circa novemila”. Vengono nella struttura sanitaria, la cosa più importante che prescrivete? “ Stile di vita sano, dieta ed esercizio fisico. E c’è più consapevolezza. Otto ore seduti è già sedentarietà, anticamera del diabete giovanile, obesità e problemi cardiaci. Allora andiamo, camminare e non solo oggi”. Inizia l’ascesa il dottor Gigante, col suo motto scolpito nelle spalle: run to changediabetes ( correre per respingere il diabete). Ad affiancare le trenta classi del liceo e le quattro delle medie, responsabili di Forestas e del soccorso alpino. Coordinamento e direzione sul sentiero 101 affidato ai titolati CAI  con i presidenti Giacomo Attardi, regionale e Giancarlo Paba presidente del sodalizio nuorese. Primi tornanti sui graniti, verso Su Murrone. La fila si allunga. Sui ragazzi i profumi di una primavera avara, polverosa, stanca. Piega i tentativi di una fioritura tarda sulla macchia sparsa, lungo la carrareccia che ha visto passare i carri con il bronzo di Ierace. Curiosità e vocio composto, rispettoso di quella natura aspra. Giovanna Monni e Caterina Sechi guidano classi della scuola media. “Li abbiamo preparati. Da questa età, 13, 14 anni, proviamo nelle nostre aule a parlare di stile di alimentazione e di correttezza nei comportamenti personali.. provochiamo interesse e attenzione. Oggi sono venuti con l’entusiasmo che tutti possiamo vedere”.  Gli insegnanti Sandra Lai e Francesco Frogheri:  “ La scuola cambia pelle. La natura col suo carico di suggestioniè parte integrante dei nostri programmi. Non toccata e fuga ma studio del territorio, consapevolezza di dove mettono i piedi ogni giorno, studio della loro storia con l’archeologia”.  La salita si fa più dura. Si aprono orizzonti da Sa’esosfrores. La città è ai piedi, lo skyline è chiuso dalla stata del Redentore che svetta lassù. Fanno domande i ragazzi. Chiedono di quelle schegge di pietra verso Mamudine, le aree delle cave che hanno dato la materia prima per la costruzione di antichi quartieri, di chiese e piazze  nella Nuoro tra ottocento e novecento. Fa fatica il sole di quest’estate prematura ad entrare tra i rami della fitta trama di lecci. Scarseggia l’acqua nella sorgente di Milianu. “Anche per l’amministrazione comunale, questa è una giornata molto positiva. Giuliano Sanna, assessore all’ambiente. Ma al Monte è ancora tutto da fare ? “ Partiamo dal suo stato di salute biologico, è ottimo. Il resto va costruito nel piano ZPS (zona a particolare pregio), con il regolamento di fruizione e progetti conseguenti, anche in ambito comunitario. La convenzione con Forestas da una mano formidabile. Direi ad uno di questi ragazzi, il Monte semplicemente frequentalo e rispettalo come un amico”. Ancora  il bosco verso Solotti, con laleggera brezza sul volto dei ragazzi. GianLuigiCanu, Ileana Sulas quinto anno del liceo : “ esperienza che ci ripaga dalle fatiche, anche quelle scolastiche. Qualche mese ancora e siamo in mare aperto. Università, dove ? ci stiamo pensando. Intanto questa giornata ci da la spinta giusta”. Enrica Puddu, da Galtellì:  “diverso dal nostro Tuttavista. Anche quassù incrocerò il Cristo. Belli i sentieri e la comunità di studenti e docenti”. Così Michela Lunesu da Gavoi, Cinzia Ortu da Orotelli, “ osserviamo l’asprezza delle rocce con occhi diversi. Qui la natura è fantastica”. Ultimi tornanti verso il Redentore. Parole che intrecciano ambiente e spiritualità, Alessandro Cubeddu, di Orgosolo, terza liceo, seminarista. “ sport ? frequentavo il nuoto, quando posso ora, nel seminario, il calcio. Conosco questo monte, è una delle nostre mete nell’intervallo dello studio. Amo il nostro Supramonte, ovvio”. Accarezzano il bianco volto di Luisa Jerace, sopra la poesia di Sebastiano Satta. “ Oggi anch’io ho appreso tanto. Antonio Fadda , dirigente scolastico del liceo Asproni. Non solo vocabolari di greco e latino, una giornata così ci fa crescere tutti. Sarà un appuntamento della programmazione annuale”. C’è festa dopo la fatica, sotto la statua di bronzo. Con le parole scolpite nella roccia, di grazia Deledda :”No, non è che l’Ortobene possa paragonarsi ad altre montagne. E’ solo, è il nostro cuore e la nostra vita. Il suo carattere, tutto ciò che è dolce, duro, aspro e doloroso che è in noi”.
Maggio 17       Matteo Marteddu
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01-05-2017
Primo Maggio al Parco Tepilora. Comune di Lodè, CAI, sentieri verso un nuovo sviluppo.

Bisogna sudarselo il Parco regionale di Tepilora. Se per entrarci, dalle parti del paese di Lodè si inizia dallo strappo de “Su Calvariu”. Un’erta strappagarretti per i centoquattordici escursionisti che si sono registrati questo primo maggio inondato di sole. Dalle letture sul depliant o sulle brochure colorate, cambia la prospettiva, mettere gli scarponi da trekking e calpestare sentieri, selciati e carrarecce. Protagonisti Comune di Lodè, il sindaco GrazianoSpanu, presidente attuale del Parco. Il sostegno e la collaborazione di  CAI Sardegna e della sezione di Nuoro concorrono ad accrescere l’interesse verso questo compendio di natura straordinaria, collocato tra il mare d’oriente e la montagna interna. E man mano che la lunga comitiva, colorata di bianco e giallo, sale, si aprono finestre e spazi di suggestioni nuove, tra i profumi della ginestra, della fillirea e della fioritura di primavera. Hanno attraversato Sant’Anna, frazione sospesa tra cielo e mare, prima di  Su Cantaru, Madonna delle rose, Su Calvariu e Punta Manna. Qui si spalancano attrazionidel parco, da Crastazza a Tepilora. I territori compresi tra le aree fluviali di Torpè e Posada e i pianori di Mamone e di Bitti. Lo sfondo di Su Cuccuriarvu a porre in evidenza i complessi bianchi del santuario de S’Annossata e la diramazione carceraria della Santissima Annunziata. “Abbiamo superato la fase di avvio”, dice il sindaco Spanu.“Dopo l’approvazione della legge regionale del 21 ottobre 2014, i quattro comuni, Bitti, Lodè, Torpè, Posada, si sono rimboccati le maniche e procediamo uniti e spediti. D’altronde siamo vincolati al rispetto e all’attuazione dell’articolo uno della Legge, che affida al parco compiti precisi di salvaguardia, tutela e sviluppo”. Con la serenità di chi sa di avere il consenso,Spanu indica tappe e prospettive: ”statuto del parco dal basso, spendere le risorsedi cui giàdisponiamo, infrastrutture, rafforzare il lavoro”. E’ il primo maggio, anche queste comunità sono graffiate dalla crisi. Scommessa e sfida sull’ambiente. “Lodè conta qui 120 addetti forestali.Vogliamo rafforzare la loro presenza tecnica, professionale e numerica. A breve partiranno per alta formazione, circa quindici giovani da ogni paese del parco. Avremo lavoro altamente qualificato e forse svuoteremo le valigie dei ragazzi in partenza col biglietto di sola d’andata”. E a questo darà una mano la Summer School in programma per Luglio nella frazione di sant’Anna. Arriveranno da tutta Europa per approfondire temi come MAB (Man and Biosfhere). Si scommette alto. E proprio il progetto MAB Tepilora, unico in Italia, verrà premiato a Giugno nella manifestazione Unesco di Parigi.  Da anni il Comune di Lodè chiama in causa il Club Alpino Italiano. Lo ha fatto per  dotarsi di sentieristicasul Montalbo, lo fa adesso nella scommessa di Tepilora. Giacomo Attardi, presidente Cai Sardegna: ”quando ci chiamano siamo pronti. Siamo nel vivo della collaborazione per dotare di infrastrutture sentieristiche il Parco. Abbiamo l’intesa con l’Agenzia Forestas sul piano regionale. Manca la legge di riferimento, ancora in discussione in Consiglio. Ma talvolta le comunità locali sono avanti rispetto alla politica. Portiamo la nostra cultura, ambiente,riscoperta  dei sentieri antichi, dietro ogni pietra che rispettiamo c’è storia di Sardegna”. Siamo tanti oggi delCai Nuoro, Giancarlo Paba, presidente del sodalizio nuorese. “Abbiamo segnato sette sentieri sul Montalbo. Questa comunità ci crede, da tempo. Siamo nel pieno dell’attività anche didattica di orientering. Daremo una mano concreta per Tepilora. Se si parlasse di Parco del Gennargentu? Dico si, se moderno e partecipato. E’ la nuova frontiera dell’economia”. Ne è fortemente convinto Gino Ruiu, operatore forestale, vice sindaco, animatore instancabile di questa giornata. “Per Lodè, 1800 abitanti, crescita zero, è la salvezza. Dalla nostra parte anche i cacciatori. Non è stato facile. Convinzione e determinazione”.  Da “sas tresterras”, terrazza naturale sulla valle del rio Posada, Paolo Maylander, direttore part time del parco:”la prima fase è passata. Siamo alla progettazione dell’area vasta e del Piano parco. Ci sono le risorse e c’è una dotazione di oltre cento chilometridi carrarecce. Un patrimonio immenso, dal bacino del Posada all’internodi Crastazza, Jambrama e Usinavà. L’approvazione del MAB ci darà la spinta risolutiva”. Forse la suggestione è racchiusa negli occhi chiari della signora Angelika, tedesca di Friburgo, stabilitasi da cinque anni nel centro storico di Posada. “Questa è Sardegna, unica. Non mene andrò più”.  Da sa Funtana ‘e Santini e Toloschè, gli escursionisti invadono il centro del paese. Il sole cala sul versante di Su Mattone e Muilatu. Tra selciati, pietre raschiate dal tempo,  case basse, tetto in canne e tavolati, trasudano ancora di storie di fatica e sudore in questo Primo Maggio del lavoro. Lodè, alle porte del parco Tepilora.
Maggio 2017        Matteo Marteddu
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Nuoro 20 Ottobre 2016



Comunicato Stampa
Nel programma annuale del CAI di Nuoro, per domenica 23 ottobre,  è inserita l’escursione “ Supramonte di Urzulei: da Genna Silana a Punta Cucuttos”. Il CAI comunica che l’escursione è stata sospesa ed eventualmente ne verrà comunicata altra data. La sospensione è dovuta alla impossibilità di raggiungere, attraverso la 125, da Dorgali, il passo di Genna Silana, dal quale  si avvia la classica risalita alle creste  di Urzulei, per raggiungere lo sperone di roccia, sopra la gola di Gorroppu. La frana, di notevoli dimensioni, 20 metri di larghezza e 30 di altezza,  al kilometro 194,200 della statale 125, ha indotto le autorità competenti, a chiudere oltre 30metri di strada , con deviazione del traffico verso le direttrici Nuoro- Tortoli. Il distacco della parete rocciosa  e il conseguente cedimento del muro di sostegno, ha portato al sequestro di tutta l’area , su iniziativa del corpo forestale e dell’autorità giudiziaria. L’escursione, preparata da tempo dai direttori  CAI, era attesa dai 374 soci e fa parte delle classiche dell’escursionismo  nell’area del Supramonte ai confini con l’Ogliastra. Il programma CAI proseguirà su altri percorsi, il 30 di Ottobre.
Nuoro 20.10.2016
Matteo Marteddu.   Responsabile comunicazione CAI Nuroro.     

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Nuoro 07 Giugno 2016

                                      CONGRESSO DEGLI AE DEL CAI SARDEGNA

Si sono dati appuntamento, i giorni scorsi (4/5 giugno 2016), sulle sponde del Lago di Gusana, nel cuore della Barbagia. Gli Accompagnatori Escursionistici (AE) del CAI Sardegna, a Congresso regionale, per fare il punto e per mettere a fuoco le nuove strategie. A fare gli onori di casa, Marino Bussu, di Ollolai, Presidente della Commissione Escursionismo Sardegna (OTTO). E dalla sua introduzione è arrivata una forte spinta emotiva sul significato e sugli obiettivi che oggi si pone il CAI in relazione alla cultura della montagna. “Camminare per sé, camminare per gli altri” è stata la linea conduttrice delle comunicazioni di Bussu. Richiamando in particolare il ruolo dei 21 AE (Accompagnatori Escursionistici), in attività in Sardegna. La loro funzione si consolida nella conoscenza del territorio, nelle scoperte e nella ricerca di nuovi sentieri. Da Ollolaese ricorda l’intreccio dei cammini della transumanza.
Gli AE costituiscono l’ossatura della organizzazione CAI, trasmettono competenze attraverso una costante attività didattica, rafforzano il ruolo sociale del sodalizio, anche rispetto alle istituzioni pubbliche. Escursionismo, cultura, archeologia, per Marino Bussu, sono gli ingredienti che concorrono alla diffusione della cultura di montagna e in definitiva ad accrescere le potenzialità economiche dell’intera Isola. E’ toccato a Paolo Zambon, Presidente della Commissione Centrale Escursionismo (CCE), il ruolo di attento osservatore critico delle situazioni di criticità ma anche delle nuove e concrete potenzialità del CAI nelle realtà odierne. L’obiettivo, e ce lo dice Zambon, è quello di dare una spinta per far emergere con forza la Sardegna interna. “Tutti hanno nei loro bagagli informatici, i percorsi costieri, con il Selvaggio Blu in testa - e qui un omaggio a Peppino Cicalò - occorre però superare, dice Zambon, la debolezza della comunicazione della Sardegna interna”. Quindi un rapporto sempre più stretto tra didattica e strategia di aggressione verso l’esterno con i nuovi strumenti della trasmissione delle conoscenze. Grande attenzione alla presentazione delle escursioni, le locandine, impegno, responsabilità, conoscenze di cultura generale durante i percorsi. Ciò vale per tutti gli Accompagnatori, da quelli sezionali a quelli nazionali.
Temi ripresi da Fiorella Nicolini, referente della Commissione Centrale del CAI, da tempo impegnata nella commissione per il nuovo regolamento escursionistico. Nicolini, oltre ad offrire alcuni spunti delle nuove regole, ancora da approvare, ha sottolineato i temi cari ai soci CAI: volontariato, passione, motivazioni. In particolare per i Titolati maggiore rigore nella preparazione, capacità didattica, dell’uso degli strumenti di comunicazione moderni e di assommare competenze complessive utili al ruolo svolto.
Nel dibattito, il Presidente Regionale Giacomo Attardi ha posto l’accento sul mondo giovanile, sul nuovo rapporto con la Regione, non sempre facile e lineare. Anche se il protocollo firmato con Ente Foreste apre nuovi e importanti orizzonti di collaborazione. “Occorre armonizzare, sostiene Attardi, le attività di ricerca con i comuni. Ruolo fondamentale lo abbiamo affidato ad ANCI Sardegna. Nessuno va lontano in solitudine, nelle istituzioni, come nelle escursioni”.
Ha concluso gli interventi Peppino Cicalò, dirigente storico del CAI nuorese e regionale. Dal pionierismo dell’800, allo sviluppo delle motivazioni di oggi. Molta acqua è passata sotto i ponti. Aprendosi alla società civile, il CAI, dice Cicalò, esce in mare aperto. “Occorre cultura di montagna ed alpinistica, ed è sempre produttivo ricalpestare i sentieri della storia. Allora codice etico, piani didattici, formazione, funzione sociale”. L’obiettivo, così come è emerso dal Congresso Regionale degli Accompagnatori CAI, è quello di trasmettere tecniche, conoscenze, passioni e suggestioni, alla generazione nuova che si affaccia alla cultura della montagna.
Gavoi, Giugno 2016                                                                     Matteo Marteddu
(Responsabile comunicazione CAI Nuoro)

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Nuoro 03 Giugno 2016

CORSO AVANZATO “E2”

Come palestra il Corrasi o la Valle di Lanaitho. Per i partecipanti al corso di escursionismo avanzato (E 2), appena concluso, non poteva esserci location più suggestiva della cornice di quel calcare che comunica antico sapore di montagna. E’ tra le iniziative più coinvolgenti del Club Alpino, sezione di Nuoro. La formazione e la didattica sono gli obiettivi che il sodalizio, fondato da Quintino Sella, ha posto al vertice delle proprie finalità costitutive. Da alcuni anni una rivoluzione copernicana; da Club per pochi eletti, alla sistematica pratica di allargamento verso tutti i settori della società e verso le nuove generazioni in particolare. Il CAI – Nuoro col direttivo presieduto da Giancarlo Paba, sviluppa appieno questa sua vocazione. Per diverse settimane tredici allievi si sono dotati di dispositivi di protezione individuale. E si sono visti misurarsi in sentieri di discreta difficoltà, con casco, imbrago e kit di ferrata. Hanno consolidato le loro conoscenze di cartografia e orientamento. Sono stati chini sui libri ad ascoltare e a verificare sulle slides. Per poi uscire in campo aperto, con uso di carta topografica, di bussola e di altimetro. In un crescendo di difficoltà, si sono scontrati con le asprezze dei sentieri attrezzati e delle ferrate, con uso dell’imbrago, dei nodi di base utilizzati in escursionismo, assicurazione e progressione su corda fissa in caso di emergenza. L’organizzazione nuorese si pone all’avanguardia e non solo in Sardegna. Dalla montagna dell’interno dell’Isola parte una nuova sfida che a breve può definire un nuovo modello di sviluppo e di cultura. L’Europa è vicina e pronta a ridisegnare nuovi orizzonti per l’Isola, anche da questa prospettiva. Questo spinge tanti volontari nel CAI. Offrono la loro disponibilità come docenti per i corsi avanzati di escursionismo e creano le condizioni di inclusione per i giovani. Larga parte dei titolati, accompagnatori di escursione, hanno svolto le lezioni teoriche e pratiche, con la valutazione finale delle competenze acquisite, affiancando la direttrice del corso Lina Sanna e la sua vice Giovanna Cossu. Tutto ciò all’interno delle nuove sfide che vede impegnato il CAI Sardegna, come spiega il Presidente Giacomo Attardi, nel ruolo di braccio operativo della Regione nella definizione di una organica e razionale rete sentieristica. Il protocollo d’intesa firmato con l’Ente Foreste, oggi Forestas, ha già prodotto oltre 170 kilometri di sentieri segnati e numerati. E’ la nuova frontiera per i prossimi anni del CAI. “ La formazione è fondamentale, sostiene Lina Sanna. Tredici giovani allievi hanno, con questo corso, acquisito competenze indispensabili per la frequentazione della montagna. Lo dobbiamo ai tanti volontari titolati. Affidiamo ai giovani del CAI Nuoro, abilità tecniche, codice etico, stile di comportamento, cultura di montagna. La risposta è ottima”.
Giugno 2016                                                                          Matteo Marteddu
(Responsabile comunicazione CAI- Nuoro)

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 29 aprile 2016  Educazione alla Salute

Un'immensa aula scolastica al Monte Ortobene con il CAI Nuoro
Il 29 aprile 2016 torna la manifestazione “Educare alla salute attraverso la frequentazione dell’ambiente naturale”, che porterà 280 alunni del liceo Fermi di Nuoro lungo i sentieri.
L'edizione 2015 della giornata
Il Monte Ortobene come una immensa aula scolastica. Si ripeterà il29 aprile 2016 la manifestazione escursionistica “Educare alla salute attraverso la frequentazione dell’ambiente naturale”. Saranno gli alunni del Liceo scientifico Enrico Fermi ad animare la giornata, per la precisione 280 delle classi del biennio con 17 docenti.
Oltre all’istituto Fermi, guidato dalla dirigente Mariatonietta Ferrante, in testa al gruppo ci saranno gli esperti e titolati della sezione di Nuoro del Club Alpino Italiano, Vigili del Fuoco, volontari del soccorso e soccorso alpino, con la collaborazione delle istituzioni locali e in particolare con la attiva partecipazione dell’Unità Operativa di diabetologia dell’ospedale Zonchello.
La numerosa comitiva si ritroverà alle otto del mattino attorno alla chiesetta della Solitudine, per affrontare i primi tornanti dei circa 8 chilometri tra andata e ritorno,verso il bronzo del Cristo di Jerace. Percorreranno il sentiero 101, attraversando boschi e radure da Murrone, Sos Frores,  Milianu e Solotti. Ai ragazzi del liceo scientifico, oltre agli aspetti educativi e naturalistici,  verrà riproposto lo storico itinerario su cui passarono i carri, trasportando, un secolo fa, la grande statua del Redentore sulla sommità del monte dei nuoresi.
Matteo Marteddu
CAI Nuoro

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10 aprile 2016 Escursione a Baunei "Nei sentieri del Selvaggio Blu"

La Sezione di Nuoro del Club Alpino Italiano si ritroverà domenica prossima a ripercorrere il primo tratto del “ Selvaggio Blu”, uno dei sentieri più rinomati nel panorama dell’escursionismo mondiale. A dirigere il gruppo gli esperti CAI Nuoro,  Salvatore Cambedda, Peppino Cicalò, Cosimo Frau, Carlo Melis, Pietro Soru, Peppe Sulis. Soprattutto per Cicalò si tratta di ripercorrere una delle sue creature a trentanni dal primo impatto per una nova avventura in quella parte d’Ogliastra dall’orografia  nascosta e selvaggia. Nel lontano 1986, Peppino Cicalò, insieme a Mario Verin, entrambi freschi di esperienze di montagna oltre Tirreno, proposero al comune di Baunei il recupero e il collegamento tra i sentieri aperti dai carbonai nella loro furia devastatrice e le tracce che i caprai, da secoli, avevano impresso lungo le falesie tra il Golgo e Cala Sisine. Cicalò e Verin si mossero con la meticolosa esplorazione sul campo, interpellando pastori e custodi delle memorie nei “bacu”, valli, arrampicate e discese in corda doppia. Mai certezze, come è testimoniato nel sito caiponte.com e cai nuoro, ma costante presenza di ostacoli sbarrati e insuperabili. Cosi almeno apparivano, sino a scoprire sempre nuove vie d’uscita attraverso passaggi stretti o le architetture ardite delle scalas ‘e fustes. Ha preso lntamente forma il sentiero Selvaggio Blu, tra i più ricercato negli itinerari mondiali e collocando il fonnese Peppino Cicalò e Mario Verin nella storia dell’escursionismo europeo. Il sodalizio di Nuoro conta oggi circa 400 soci e in tanti la prossima domenica si ritroveranno sotto la Guglia di Baunei per l’avvio dell’escursione. Secondo la descrizione proposta di direttori, Selvaggio Blu inizia sulla curva del penultimo tornante, poco prima del piazzale di Preda Longa, in prossimità delle scogliere. Il sentiero ben marcato, scosceso, eroso dal tempo e dai venti,  si avvia verso la grande parete sud e l’evidente parete sud di punta Gradili. Si attraversa la parte finale di Bacu Orrolossi.  In alto si chiude a timpano; solo con la Scal ‘e Fustes lo si può superare e raggiungere la piana del Golgo. Un torrente, sempre ricco di acqua, interrompe il tratturo. Utilizzato dal pastore nel vicino ovile di Forrola, si getta in mare formando una cascata. Pare si dissetassero anche i predatori saraceni che furtivamente si avvicinavano alla costa ogliastrina. Dopo un secolare albero di carrubo, si vira verso sinistra, si affrontano i tornanti della salita su sentieri appena abbozzati dal passaggio delle capre, vere protagoniste in questi anfratti. Rampa sassosa sotto la parete e l’imbocco per la cengia di Punta Giradili. Passaggi difficili anche per le mulattiere del carbone. E rimane intatta la soluzione tecnica adottata allora: sentiero addossato alla parete retto, ormai da qualche secolo, da due o tre contrafforti in muratura libera. Oltre il giudizio storico per la scientifica distruzione dei boschi, rimane il fascino della ricerca di soluzioni nuove per superare la natura selvaggioa del luogo. Il sentiero, con dislivello di 640 metri circa, conduce all’ovile “Dus Piggius”, ancora ricco della sua trama di ginepri e di ripari per la vita nomade dei caprai di Baunei.

Aprile 2016                                                            Matteo Marteddu
                        Responsabile comunicazione CAI Nuoro









 
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