Prossima Escursione

ESC. N° 21 – 07/12/2014 – Ollolai: “Le vie dei laghi“

- Ritrovo dei Soci: alle ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
  alle ore 8.00 presso il Villaggio Enel di Cocchinadorza sulla strada Olzai – Ovodda
  (trasferimento con mezzi propri)
– Durata: circa 6 ore;
– Difficoltà: E
– Lunghezza: 12 Km. circa;
– Dislivello: mt. 500 circa;
– Terreno: vecchio tratturo, sterrata e sentiero tra i corbezzoli;
– Direttori: G. L. di Ollolai – (AE): M. Arbau, C. Frau, M. Bussu; (ASE): P. Columbu; M. Peddone;
– Link: Percorso

AVVICINAMENTO

Per tutti coloro che provengono dal centro o nord Sardegna o, comunque, dalla SS 131 DCN, bisogna uscire a OTTANA e percorrere la strada che porta a Sarule e dopo 6/7 Km si devia a destra verso Olzai. Dopo l’attraversamento del paese si procede verso Sorgono finché non si arriva in vista del lago “Cocchinadorza”. Prima della diga si intraprende la strada verso Ovodda e a circa 600 metri, si trova il villaggio Enel.

BREVE DESCRIZIONE:

Dopo l’incontro presso il Villaggio Enel, ci si sposta con le macchine verso il piazzale dello sfiato della condotta che collega il lago di Gusana a quello di Cocchinadorza. Qui lasceremo le macchine.
Alla partenza si segue una strada sterrata che porta fino a “s’adiu de sos alinos” e si segue, in direzione nord verso Ollolai, la vecchia strada che collegava il paese con la zona più bassa del suo territorio e con il Mandrolisai, attraversando la vallata attualmente ricoperta dalle acque del lago.
Questa prima parte del percorso è in salita e, dopo aver superato il punto panoramico di “Perdandria” si procede per circa 1500 metri in salita fino allo scollinamento nei pressi dell’inizio del sentiero de “sos lidones”. Un bel sentiero con dei punti panoramici, completamente circondato dai corbezzoli carichi di gustosi frutti che quest’anno sono rimasti minuti per la persistente siccità. A questo punto inizia la discesa che ci porta a sfiorare il monte “Mastru nostru” che non scaleremo. A un paio di chilometri, dopo essere entrati in territorio di Gavoi, in una zona che sovrasta il lago di Gusana e da cui si spazia verso i monti del Gennargentu, arriviamo a “Su pinnettu de Lohorra” dove è prevista la pausa pranzo. Il percorso riprende su una strada sterrata agevole, già in territorio di Ovodda, fino a una breve salita che ci consentirà di scollinare e di seguire un sentiero, ormai completamente in discesa, da cui potremo ammirare, da una posizione panoramica, il lago di Cocchinadorza, con la diga e la centrale idroelettrica, e il paese di Teti. Allungando lo sguardo si spazia verso i monti del Mandrolisai fino al monte Arci e verso i monti e i paesi che fanno da corona alla media valle del Tirso.

BUONA ESCURSIONE A TUTTI!

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ESC. N.20 – 23/11/14 – ORGOSOLO: “da Funtana Bona a Badde Sa Vuda, Sa Sinipide e ritorno”

- Ritrovo dei soci: ore 07:30 Parcheggio di P.zza Veneto a Nuoro; ore 08:30 presso la Casermetta Forestale di Funtana Bona a Orgosolo. (Trasferimento con mezzi propri).
– Durata: circa 6.00 ore esclusa la pausa pranzo; Lunghezza: A/R: circa 16 Km.;
– Dislivello: mt. 300 circa; Pendenza media: 10%;
– Difficoltà (E/T): Itinerario escursionistico privo di difficoltà tecniche;
– Terreno: sentiero in gran parte sterrato;
– Direttori: G. Cossu (AE), Ass. Mura, M. Mura, M.A. Lovicu; (ASE): R. Demartis, G. Roccu, R. Puddu.
– Link:Percorso

AVVICINAMENTO

Chi proviene da Nuoro (da nord-ovest in generale) deve prendere la S.S. 389 per Lanusei, che lascia in Località Pratobello, a circa 23 km. da Nuoro; si svolta a destra per Orgosolo e ancora a destra in località Montes (4 km. c.a.). Dopo altri 8 km. si arriva alla Casermetta, dove si parcheggiano le auto.

Coloro che provengono da sud-est (Lanusei, Ogliastra) devono uscire dalla S.S. 389 sempre in Località Pratobello e seguire le indicazioni.

BREVE DESCRIZIONE:


L’escursione odierna attraversa località da sempre fra le più frequentate dagli studiosi e dai visitatori.
Essa, pur non prevedendo un ingresso diretto nel Supramonte, va ad interessare le aree limitrofe allo stesso sul versante nord-ovest, toccando aree particolarmente suggestive sotto l’aspetto paesaggistico ed assai interessanti dal punto di vista botanico, naturalistico e scientifico (nell’areale di Monte Novo San Giovanni è presente un raro endemismo botanico: il Limonium Morisianum).

I siti attraversati si trovano all’interno del perimetro di proprietà dell’Ente Foreste della Sardegna, presente ad Orgosolo da circa un secolo, con cantieri di rimboschimento e ricostituzione boschiva, che danno occupazione a decine di operai forestali.
La partenza dell’escursione è prevista alle ore 8:30 dalla Casermetta Forestale di Funtana Bona (quota 1132 m.) e, dopo un tratto in leggera salita, sempre con la vista del Tacco di “Monte Novo San Giovanni” ad ovest, si lambisce “Gutturu Sos Currentes”, per iniziare la discesa fino alla località “Ianna Sa Pira”, sotto “Fruncu Sa Pira” (quota 1154 m.), dove, alla sorgente, ci possiamo consentire una breve sosta.
Proseguiamo, sempre alternando brevi tratti in salita e discesa, attraverso “Gutturu de Su Biu”, una valle racchiusa da spettacolari pareti calcaree, con grossi massi collassati sul crinale, “Badde Sa Vuda”, fino a “Badde Tureddu” in cui si trova una autentica meraviglia della natura: un secolare leccio incastonato su un cilindro di roccia calcarea appoggiato sul greto del torrente.
Dopo un altro breve tratto in leggera salita arriviamo a “Sa Sinipide”, dove potremo visitare un magnifico esemplare di ovile (“pinnettu”), ristrutturato ed utilizzato come ricovero per pastori ed escursionisti (quota 890 m.).
Nei pressi è localizzata un’area attrezzata in cui possiamo effettuare la sosta pranzo.

Il rientro alla Casermetta avverrà su strada sterrata che sale da 900 m. fino a quota 1050 m. attraversando S’Orgosa ‘e S’elighe, Ianna Su Runcone (q. 1047 m.), Sos Porcargios e scendendo fino a “Sa Funtana de Sos Polharjios” (q. 915 m.), ridente località ricca di acque e boschi. Riprendiamo quota risalendo lungo i tornati che ci riportano alla Casermetta.
Alle ore 15:30 – 16:00 dovremmo essere alle macchine.

BUONA ESCURSIONE A TUTTI

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ESC. N. 19 – 09/11/14 – DORGALI: “dal Ponte S’Abba Arva alla Gola di Gorroppu”

- Durata: circa 5.00 ore esclusa la pausa pranzo;
– Lunghezza: A/R: 12 Km.; nella Gola 1000 mt. circa;
– Dislivello: mt. 200 circa;
– Pendenza media: 10%; massima: 16%.
– Difficoltà (E): Itinerario escursionistico generalmente privo di difficoltà tecniche.
– Terreno: sentiero sterrato;

Munirsi di adeguata scorta d’acqua, scarponi da trekking e abbigliamento “a cipolla”.
Seguire scrupolosamente le indicazioni dei Direttori, senza assumere iniziative personali.
– Ritrovo dei soci: ore 07:30 Parcheggio di P.zza Veneto a Nuoro; ore 08:30 presso il distributore carburanti sulla Circonvallazione Sud di Dorgali. (Trasferimento con mezzi propri).
– Direttori: (AE): G. Cossu, M. Chelo, S. Ruggiu; (ASE): P. Murgia, G. Paba, C. Sanna, A.G. Sanna.
– Link:Percorso

N.B.: La visita della Gola di Gorroppu non è inclusa nell’escursione e pertanto si svolgerà se le condizioni meteo lo consentono. L’ingresso alla Gola costa € 3,50 a testa; le quote si ritirano alla partenza.

AVVICINAMENTO

Chi proviene da Nuoro (da Ovest in generale) deve prendere la strada per Oliena e Dorgali. All’ingresso di Dorgali si prende la Circonvallazione Sud, deviando a destra, e ci si ferma al Rifornitore (ritrovo soci alle 8:30). Si percorre tutta la Circonvallazione fino all’imbocco della strada che porta alla Valle di Oddoene. La strada sterrata che porta al Ponte di S’Abba Arva (inizio escursione) è una strada campestre abbastanza agevole e si percorre per circa 3 km.
Per coloro che provengono da Sud (Gonone, Urzulei, etc.) devono prendere la Circonvallazione Sud e aspettare la comitiva.

BREVE DESCRIZIONE:

Attraversata la Valle di Oddoene (circa 3 km) in direzione sud, si arriva al parcheggio del Ponte di S’Abba Arva (quota 210 mt). Lasciate le auto e ritirate le quote di ingresso a Gorroppu, ha inizio l’escursione prendendo il sentiero in leggera salita, sempre in direzione sud, che costeggia il Rio Flumineddu.

Guadagniamo gradatamente quota costeggiando le pareti calcaree di “Costa ‘e Mesattas” a destra e il Rio Flumineddu a sinistra. Alle nostre spalle si intravvede la “Scala’e Surtana” che conduce alla Dolina di Tiscali.

Il sentiero è sovrastato dalle pareti calcaree che culminano a Punta Filos d’Ortu (888 mt), Monte Oddeu (1063 mt), Punta S’Iscopile (1020 mt), fino alla Gola di Gorruppu. Sull’altro versante si notano la Serra Porcedda, Serra Tragios fino alle creste sovrastanti la Statale 125.

L’ambiente circostante è caratterizzato oltre che dalla tipica macchia mediterranea, costituita da fillirea, erica, cisto, corbezzolo, lentischio, etc., da spettacolari esemplari di ginepro, lecci, querce e tassi secolari.

La fauna locale è costituita dal muflone, cinghiale, volpe, ghiro, gatto selvatico, martora, aquila reale, sparviero e falco della regina.

Il sentiero risulta abbastanza agevole; è percorso da numerosi camminatori ed è bene evidenziato.

Dopo circa 2 ore e mezza si raggiunge la quota massima del sentiero (circa 410 mt) e, dopo un tratto in leggera discesa, si arriva all’imbocco della Gola di Gorroppu (350 mt s.l.m.), uno dei canyon più suggestivi d’Europa, su cui non è raro notare il volteggio dell’aquila reale.

Espletate le formalità di rito (pagamento del ticket) si entra nella Gola, caratterizzata dalla presenza di enormi massi levigati dal passaggio dell’acqua nei millenni, dove è prevista la pausa pranzo (circa 1 ora). Ci si può inoltrare per un tratto percorribile di circa 1000 mt. fino a uno specchio d’acqua che occupa tutto il greto e impedisce la prosecuzione del cammino.

Coloro che non intendono visitare il canyon pranzano fuori e aspettano che gli altri finiscano la visita.

Si prende la via del rientro intorno alle 13,30 percorrendo lo stesso sentiero dell’andata e si arriva a destinazione dopo circa 2 ore.

BUONA ESCURSIONE A TUTTI

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ESC. N. 18 – 26/10/2014 – BOSA – “Monte Mannu (802 mt)“
– Difficoltà: E (faticosa per la salita persistente e la discesa ripida);
– Dislivello: 500 m circa;
– Tipo di terreno: impegnativo per il pietrisco e su pendio erboso, a tratti umido;
– Ritrovo dei soci: ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
   ore 8,30 presso il parcheggio del Marrargiu, km 14,250 della S.P. n° 49 Bosa – Alghero.
– Direttori: (AE): M. Chelo, T. Ruggiu, S. Sotgiu; (ASE): C. Sanna; G. Addis, L. Fresi.
– Link:Percorso

AVVICINAMENTO:
Da Nuoro si prende la S.S. 129 per Macomer e si prosegue fino a Bosa; all’ingresso di Bosa si prende a sinistra per Bosa Marina e si svolta a destra sulla rotonda in direzione Alghero; percorsi 14,250 km si parcheggia nella piazzuola del Marrargiu.
Per chi viene da Alghero si percorre la S.P. n° 49 Alghero – Bosa e si trova facilmente il parcheggio.

BREVE DESCRIZIONE:

L’escursione odierna si prefigura di accedere alla zona più alta del territorio che ricade nel Comune di Bosa: il Monte Mannu, a quota 802 mt. s.l.m.
A differenza della precedente escursione a monte Mannu, svoltasi nell’anno 2000, con il precorso in cresta passando per la cantoniera stradale di Santu Miali sulla strada Montresta – Villanova Monteleone, oggi preferiamo attraversare l’inclinazione degli ampi gradoni naturali partendo dal Marrargiu.
E’ una vasta area nord-occidentale della Sardegna con un substrato di origine vulcanica. Il Monte Mannu è la parte sommitale di un grande altopiano che si estende, degradando verso est, approssimativamente da Badde Orca, Rio Su Filighe, Pilisetzida. Ad ovest, sul mare, degrada rapidamente con salti su ampi gradoni, rendendo l’idea della montagna. Questo versante sarà il percorso della nostra escursione.
Una volta in cima il paesaggio si apre a 360° da Capo Caccia alla Penisola del Sinis, dal Montiferru al Marghine-Goceano, al Logudoro e La Nurra.
Le alte muraglie di roccia, rosse e grigie ad opera dei licheni, che il forte vento di maestrale erode e dentella, sono circondate da residui di un’antica leccetta, sufficientemente priva d’intricata macchia arbustiva e spinosa, dovuta a incendio e pascolo, da permettere un più facile accesso all’escursionista.
La fioritura primaverile offre una tavolozza esuberante di colori –ricordiamo la peonia del Monte Mannu- e una considerevole presenza di fauna e volatili come la martora, la pernice e l’avvoltoio grifone; la lucertola del Bedriaga e il ragno Latrodectes sono ormai rare presenze.
Prima dell’altura di cima vestigia di case ben strutturate accoglievano un cenobio Bizantino, e sull’altura, strategicamente di guardia, si notano ruderi d’alloggio di una postazione militare per radio-comunicazioni, risalenti all’ultima guerra.
Attraversato l’altopiano si inizia la discesa su un bel sentiero tracciato dalle mucche, pecore e capre.
Nella diagonale del pendio numerose sorgenti segnano il terreno e, nella stagione piovosa evolvono in ruscelli e formano una bella cascata stagionale, mentre l’umidità e la nebbia non mancano l’appuntamento estivo, quando dal rasente mare, con la sua massima evaporazione, viene condensata sul monte in una vaporosa nuvola.

La discesa di fronte al mare ci riporta al punto di partenza.

BUONA ESCURSIONE A TUTTI – I DIRETTORI

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ESC. N. 17 – 12/10/2014 – JERZU – “Punta Corongiu – 1009 mt”

-Ritrovo dei soci: ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
   ore 8.30 nel piazzale della chiesa campestre di Sant’Antonio di Jerzu
– Tempo di percorrenza: circa 6 ore;
– Sviluppo planimetrico: circa 10,5 km.;
– Dislivello: circa 270 mt.;
– Difficoltà: E – qualche difficoltà è riscontrabile nei tratti gradonati su roccia della parte sommitale;
– Segnaletica: Inesistente, per l’escursione sono stati predisposti “omini di pietra” e nastrini bianco-rossi;
– Tipo di terreno: sterrata, sentiero, roccette;
– Interesse: geologico, paesaggistico;
– Direttori: (ASE): R. Demartis, G. Roccu; (AE): G. Cossu
– Per info: Gianluigi ROCCU 333 7161563
– Link:Percorso

INQUADRAMENTO TERRITORIALE E GEOLOGICO
Da Wikipedia: “In geologia, i tacchi (chiamati anche tòneri), sono affioramenti di roccia, tipicamente di calcare e dolòmia, formatisi, in genere, per trasformazioni avvenute nell’era mesozoica”.
I tacchi, di particolare effetto scenografico, grazie alle monumentali e ripide pareti che li delimitano, sono sostanzialmente degli altopiani dalla morfologia tormentata e irregolare la cui parte sommitale è costituita da foreste secolari che ospitano una ricca fauna. In Sardegna si trovano nelle regioni della Barbagia e del Sarcidano, intorno al bacino dell’alto e medio Flumendosa, ma la concentrazione maggiore si verifica soprattutto in Ogliastra caratterizzandone in modo quasi esclusivo il paesaggio.
L’esempio più conosciuto (non solo nell’isola) di tacco ogliastrino è senza dubbio il Monte Perda Liana, in territorio di Gairo. Anche i limitrofi Comuni di Ulassai e Jerzu sono ricchi di queste formazioni rocciose ed è proprio nell’area di congiunzione tra questi due territori che si trova la Punta Corongiu, che con gli adiacenti Monte Longu e Pizzu De Gedili costuisce un piccolo esempio di tacco. Il complesso, seppure di non estese dimensioni, propone comunque tutte le particolarità che li caratterizzano: alte pareti verticali, guglie e pinnacoli dalle sagome bizzarre che suggeriscono profili umani o animali, oltre a piacevoli passaggi aerei con vedute panoramiche sui numerosi tacchi circostanti.

AVVICINAMENTO
Da Nuoro si percorre la S.S. n. 389 per Lanusei per poi svoltare sulla destra, al km. 174, sul ponte che conduce alla stazione ferroviaria di Villagrande Strisaili. Da qui si prosegue sulla strada che porta al lago dell’Alto Flumendosa per lasciarla quasi subito e girare, a sinistra, per Gairo Taquisara. Raggiunta e superata questa frazione si prosegue in direzione Jerzu superando, in successione, il bivio per Gairo Sant’Elena (che si lascia sulla sx proseguendo diritti), il paese abbandonato di Osìni vecchio e gli abitati di Osìni e Ulassai. All’uscita da quest’ultimo abitato, dopo qualche centinaio di metri, si svolta a dx sulla S.P. n. 13 in direzione Perdasdefogu e tenendo questa direzione si percorrono altri 5,300 km. Quasi al termine di un lungo rettilineo, subito dopo l’accesso per l’Hotel Rifugio d’Ogliastra ed in corrispondenza di un cartello giallo turistico (Santuario S. Antonio) si devia sulla sx in una stradina asfaltata in leggera discesa. Dopo averne percorso poco più di 300 mt. si arriva ad un ampio parcheggio dove si lasciano le auto ed ha inizio il percorso a piedi (ad anello in senso antiorario).

DESCRIZIONE PERCORSO
Dall’ampio piazzale della chiesa campestre a quota 740 mt ci si dirige in direzione Nord-Ovest e dopo aver percorso un breve tratto della vecchia carrozzabile per Perdasdefogu, si attraversa l’attuale tracciato della S.P. n. 13. L’attraversamento stradale (così come avviene per il rientro) è posto in un tratto di rettifilo facilmente controllabile anche per il modesto volume di traffico presente a carattere prevalentemente locale.
Prima su sterrata e poi su sentiero si guadagna quota e ci si avvicina alle pareti del Pizzu de Gedili percorrendo facili tratti su cengia con vista sulla vicina punta Corongiu. Dirigendoci quindi in direzione Nord si attraversa una piccola valle caratterizzata da guglie e rocce di varie forme e profili. Si perde quindi rapidamente quota e dopo una facile gradonata tra le rocce si inizia l’aggiramento del versante Nord del Monte Longu con ampie viste sui tacchi circostanti. Dopo un breve tratto di strada sterrata si risale verso Sud prima su sentiero coperto da vegetazione e successivamente su pietraia a tratti scoscesa e in forte pendenza. Si recupera il fiato nel pianoro soprastante, a forma di anfiteatro, prima di affrontare l’ultimo tratto di risalita per la cima. Quest’ultimo avviene in tratti di facile sentiero, ma anche su gradoni di roccia con passaggi aerei non particolarmente esposti. Raggiunta la cima (quota IGM 1009 mt) la vista spazia per ampio tratto sul territorio circostante: dai vicini tacchi di Ulassai e Jerzu, all’immancabile Perda Liana, al Gennargentu, e al mare.
Terminata la sosta pranzo si ridiscende per il medesimo percorso, ma superato “l’anfiteatro”, si devia a sx verso Nord-Ovest perdendo rapidamente quota in direzione di una vedetta antincendio. Scavalcata una recinzione in rete metallica si percorre una semplice sterrata pianeggiante che consente di ammirare le pareti di Punta Corongiu aggirandola da Ovest a Sud.
Riattraversata la S.P. n. 13 si percorre un tratto in falso piano caratterizzato da rada vegetazione con vista sul modesto rilievo del Pizzu S. Antonio ed in breve si raggiunge la vicina chiesa campestre dove ha termine l’escursione. Quest’ultimo tratto avviene percorrendo una parte del Sentiero Italia (anche Sentiero Europa e Sentiero Sardegna) del quale la chiesa di S. Antonio è punto intermedio tra la 21^ e 22^ tappa.
Buona escursione.
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ESC. N. 16 – 28/09/2014 – BORTIGALI – “Monte Santu Patre“
– Durata: circa 6.00 ore;
– Difficoltà: (E ma alquanto faticosa);
– Dislivello: 550 mt circa in salita;
– Tipo di terreno: mulattiera sconnessa su terreno pietroso; traccia poco evidente; non è presente alcuna segnaletica.
– Ritrovo dei soci: ore 7.30 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
   ore 8.30 presso la Piazza del Comune a Bortigali;

-Direttori: (ASE): R. Sannia; A. Corrias, D. Corrias, C. Sanna; (AE): M. Chelo, T. Ruggiu, S. Sotgiu.

I Direttori comunicano che l’escursione risulta alquanto faticosa e che al 2° gradone si rende necessario predisporre una corda per garantire la sicurezza degli escursionisti.

Il Comune di Bortigali, appositamente interpellato, ha garantito la propria disponibilità all’apertura del Rifugio da dove è partita la prima trasmissione della “Radio Sardegna” e può essere visitato da coloro che ne hanno interesse.

A conclusione dell’escursione, presso la sede della Pro-loco, chiuderemo con un assaggio di prodotti locali.

BUONA ESCURSIONE A TUTTI – I DIRETTORI
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ESC. N. 15 – 14/09/2014 – VILLAGRANDE – “Baccu Tedderie“

AREALE: a Nord-Ovest del Lago Alto Flumendosa e ad Est di Punta Lamarmora, a cavallo dei comunali di Arzana e Villagrande (quote variabili da 800 a 1300 mt). – Durata: circa 7.00 ore; Sviluppo : 18 km circa;
– Difficoltà: (E);
– Dislivello: 620 m circa, sia in salita che discesa;
– Pendenza max.: 16%;
– Tipo di terreno: mulattiera sconnessa su terreno pietroso; traccia poco evidente; rientro su sterrato.
Non è presente alcuna segnaletica.
– Ritrovo dei soci: ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
   ore 8,00 presso il bivio Villanova Strisaili – Lago Alto Flumendosa sulla S.S 389 Nuoro-Lanusei
   ore 8,15 presso località “Genna Arcedili – Lago Alto Flumendosa”;
-Direttori: G. Paba (ASE); (ASE): A.G. Sanna, M. Carta, P. Murgia, A. Scanu; (AE) A.P. Mura.
-Link: Percorso

AVVICINAMENTO:
Da Nuoro si prende la S.S. 389 per Lanusei fino al Bivio per Villanova Strisaili (circa 60 km) e si esce imboccando la strada per il Lago del Flumendosa. Si prosegue su strada asfaltata di ridotte dimensioni superando il Villaggio Enel, l’ingresso del Ristorante “Il Nido dell’Aquila” e si prende una deviazione a destra dopo il ponte Bau ‘e S’Ilixi, in corrispondenza di alcune casette al rustico sulla collina. Percorsi circa 800 mt si arriva a “Genna Arcedili” e si imbocca un sentiero sulla sinistra che si percorre per un altro chilometro circa, finché possibile; si parcheggia e si prosegue a piedi.


BREVE DESCRIZIONE:

L’escursione ha inizio, improrogabilmente, alle 8.30, vista la lunghezza del tracciato (quota 838 mt). Inizia in leggera discesa, direzione Ovest, su evidente carrareccia, sempre sottobosco, che degrada verso il fondo valle, sul greto del fiume formato dagli emissari delle dighe di Bau Mela e di Bau Mandara (quota 729 mt).

Si guada agevolmente il fiume sulle rocce, visto che il ponte de S’Iscra ‘e sa Canna è stato travolto dall’alluvione, e si inizia la salita su un sentiero a tratti quasi inesistente, che ci porta in sequenza a Bruncu su Pirastru (q. 850 mt.), S’Arcu Istacci (q. 907 mt.), Preda ‘e Colovros (q. 1100 mt), Monte Tuddai (q. 1319 mt.), e poi, in leggera discesa fino a Genna ‘e Tedderieddu dove, attraversando Sa Forada ‘e Calavrigheddu, si perde progressivamente quota fino al greto del torrente di Tedderie, dove è prevista la sosta pranzo (q. 982 mt) (abbiamo percorso circa 8,5 km e siamo sotto la Punta Lamarmora).

Il rientro avviene su una carrareccia molto evidente in terra battuta, delimitata da lecci giganteschi, che con continue salite e discese ed intercettando alcune volte il torrente, ci riporta a S’Iscra e sa Canna; con altri 2,3 km. siamo alle nostre macchine!

BUONA ESCURSIONE A TUTTI – I DIRETTORI (Cell. 320-3173493)
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ESC. N. 14 – 07/09/2014 – Dorgali-Baunei “S’Architteddu Lupiro:“
– Ritrovo dei soci: ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
ore 8,00 presso Bivio per Nuraghe Mannu su strada prov. Dorgali/Cala Gonone
ore 8,30 presso località “Cuiles Buchi Arta”.
– Durata: circa 6.00 ore;
– Difficoltà: (E);
– Sviluppo : 14 km circa;
– Dislivello: 620 m circa, sia in salita che discesa;
– Tipo di terreno: mulattiera sconnessa,su terreno pietroso, con traccia evidente/sentiero tra rocce di calcare.
Non è presente alcuna segnaletica.

– Direttori: (AE): G. Attardi, L. Sanna ; (ASE): R. Demartis, R. Puddu, G.Roccu; P.Piras.
– Link: Percorso


AVVICINAMENTO:

Rispetto al programma originario che prevedeva l’itinerario dell’escursione da Cala Fuili a Cala Luna, i Direttori ritengono più idoneo alle temperature della stagione proporre il raggiungimento di Cala Luna dalla località “Cuiles Buchi Arta”, rilevato che il raggiungimento di S’Architteddu Lupiru è piuttosto faticoso in presenza di alte temperature.

Da Nuoro si percorre la S.P. per Dorgali/Cala Gonone fino al Bivio per Nuraghe Mannu, sulla destra direzione di marcia. Si prosegue su strada asfaltata e, successivamente, cementata di ridotte dimensioni, che sale ripidamente fino a raggiungere il punto più alto, dove, terminato l’asfalto, presenta un fondo sterrato, piuttosto sconnesso, fino alla località Buchi Arta, a quota 300 m slm.

BREVE DESCRIZIONE:


L’escursione ha inizio in discesa, con direzione Est/Sud-Est, su evidente carrareccia che, dopo circa 15’, ci immette nella ripida “S’Iscala ‘e S’Arga per raggiungere in altri 30’ ca. la Codula di Luna, a circa 8 m slm.

Procediamo lungo la codula fino all’omonima località, m 1 slm, per altri 45’.
Dopo una breve sosta nel punto ristoro, riprendiamo il cammino lungo una carrareccia, in salita, posta affianco al ristorante, con direzione Sud/Sud-Ovest. Si tratta di un’antica mulattiera, opera dei carbonai e dei caprari degli antichi cuiles. Il percorso, molto evidente, si allontana dalla costa verso l’interno attraverso ripidi tornanti fra rocce di calcare e macchia mediterranea. Continuiamo a salire tra lecci e corbezzoli, che stanno lentamente riconquistando lo spazio sottrattogli dalla scure dei carbonai, per raggiungere Badde Lupiru e, successivamente, dopo circa un’ora e trenta di camminata, S’Architteddu Lupiru, grandioso e imponente arco naturale a quota 320 m slm

Dopo la sosta pranzo, ripercorriamo la stessa carrareccia in discesa, e, dopo aver ammirato lo splendore di Cala Luna dal costone che la sovrasta dall’alto, superiamo la Codula e raggiungiamo il sentiero che conduce a Cala Fuili. Lo percorriamo per circa 20’ per poi deviare sulla sinistra, aggirando Fruncu Nieddu e quindi raggiungere, in un’ora circa, la località Su Settile, ricca di diversi punti panoramici. Continuiamo a salire ancora per circa 45’ per raggiungere la località Buchi Arta e quindi le nostre macchine!

BUONA ESCURSIONE A TUTTI – I DIRETTORI

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ESC. N. 13 – 08/06/2014 – San Pantaleo: “da Stazzu Manzoni a Punta Cugnana”

– Ritrovo dei soci: ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro; ore 8,30 presso Stazione ESSO di San Pantaleo;
– Durata: circa 6.00 ore; – Difficoltà: (E);
-Tipo di terreno: carrareccia facile il primo tratto, i sentieri successivi in salita, più impegnativi, si sviluppano su terreno sterrato e pietroso e su rocce granitiche fino al raggiungimento della cima.
– Direttori (AE): M. Bussu, M. Arbau, C. Frau; V. Prini.

AVVICINAMENTO:
•da Nuoro sulla 131 DCN direzione NORD (Olbia). Arrivati a Olbia si prende la tangenziale di Olbia direzione NORD, dopo qualche km svoltare per Palau-Arzachena-Costa Smeralda;
•dopo un paio di km lungo la 125 ad una rotonda prendere la prima destra direzione Porto Rotondo e Porto Cervo;
•dopo 2 km svoltare a sinistra direzione Porto Cervo-San Pantaleo SP73;
•dopo 6 o 7 km tenersi sulla stessa strada direzione San Pantaleo, lasciando a destra Porto Cervo;
•dopo altri 5 o 6 km siamo a San Pantaleo; sulla destra non possiamo non notare una pompa di benzina della ESSO, siamo arrivati al secondo punto di ritrovo. In funzione del numero di auto, si potrebbe proseguire fino allo Stazzo Manzoni o parcheggiare lungo strada e proseguire a piedi in direzione Ovest fino all’attacco del sentiero (Stazzo Manzoni).

BREVE DESCRIZIONE:

Partenza escursione (max ore 08:45) in direzione Sud, su un sentiero molto evidente, segnato dal passaggio di molti escursionisti, si prosegue quasi sempre nella stessa direzione in leggera salita. Arrivati ai piedi della Punta Cugnana si svolta leggermente in direzione ovest e si scende fino allo Stazzu Lu Fraili, ormai un vero rudere; dopo una breve sosta (ormai dovrebbero essere già le 10:30), da dietro il rudere si riprende il sentiero in direzione Est per l’ascensione alla Punta Cugnana; la salita è molto impegnativa con un dislivello di circa 400 mt. Alla mèta dovremmo arrivare alle ore 12:00.
Dopo un breve sosta per addentare il panino, ammirare lo splendido paesaggio su tutta la Gallura e sulle spiagge della Costa Smeralda, si riprende lo stesso sentiero per il ritorno; ora prevista di rientro alle auto, le 16:30.

BUONA ESCURSIONE A TUTTI – I DIRETTORI
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ESC. N° 12 – 01/02 GIUGNO 2014 – SUPRAMONTE DI BAUNEIDUE GIORNI SEZIONALE
     nei luoghi di transito dell’itinerario “Selvaggio Blù”

Domenica 01 Giugno 2014: Escursione (EE): “Bacu Maore per Porto Pedrosu”
Lunedì 02 Giugno 2014 : “da Golgo a Punta Salinas e Goloritzé”
Direttori di escursione: P. Cicalò (AE), S. Cambedda (AE), C. Melis.

CENA E PERNOTTAMENTO IN TENDA

Sull’Altopiano GOLGO di Baunei c/o “Il Rifugio” Coop. GOLORITZE’

1) Partecipazione: E’ riservata ai Soci CAI in regola con il versamento della quota sociale valida per l’anno in corso.

2) Equipaggiamento: ogni partecipante deve dotarsi del normale equipaggiamento e di viveri per escursioni di più giorni, oltre l’attrezzatura necessaria (tendina, materassino, sacco a pelo, lampada frontale, ecc.) per il bivacco in area attrezzata.

3) Prenotazione obbligatoria entro e non oltre il 23 maggio 2014, presso la sede sociale del Club Alpino Italiano – Sezione di Nuoro, ogni Venerdì dalle ore 19,00 alle ore 20,00.

4) La quota comprende: la cena del Sabato, il posto tenda e l’uso dei servizi.

5) Ritrovo dei Soci:
  alle ore 7,00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
  alle ore 8:30 presso la Chiesa Parrocchiale di Baunei.
  (trasferimento con i mezzi propri)

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GIORNO: Domenica 1 Giugno 2014: Escursione “Bacu Maore per Porto Pedrosu”
– Difficoltà : (EE)
– Dislivello: 680 mt. in discesa – 680 mt. in salita;
– Durata: 7 ore circa.

BREVE DESCRIZIONE:


Selvaggio e solitario itinerario che porta dallo spartiacque di “Pissu ‘e Serra”, scende dentro il fondo del vallone “Bacu Maore” e, seguendolo per tutta la lunghezza, và a concludersi nella mini insenatura di “Porto Quau”, contornata di compatte pareti rocciose.

In questo punto transita il complesso itinerario costiero “Selvaggio Blù” che seguendo verso Sud, in meno di mezz’ora, ci porta all’altra insenatura “Porto Pedrosu”.

Per il rientro si utilizza la parte sinistra orografica di “Bacu Maore”, ripido sentiero piuttosto impegnativo e molto faticoso (dislivello 680 mt.), che ci riporta al punto di partenza.

AVVERTENZE: L’avvicinamento per “Pissu ‘e Serra” si percorrerà su strada sterrata per circa 8,2 km.;
si sconsiglia l’utilizzo di macchine basse.

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GIORNO: Lunedì 2 Giugno 2014: Escursione “Da Golgo a Punta Salinas e Cala Goloritzé”
– Difficoltà : (EE)
– Dislivello: 450 mt. in discesa – 450 mt. in salita;
– Durata: 5 ore circa.

BREVE DESCRIZIONE:


Il percorso inizia in località “Su Porteddu”, parcheggio auto custodito, a quota 413 mt. Da qui, per un sentiero abbastanza evidente in direzione est si procede fino all’imboccatura di “Bacu Goloritzé”. Lo si risale attraversandolo fino a prendere un altro sentiero poco evidente che procede sulla destra orografica del Bacu, direzione nord-est, per raggiungere un pianoro vegetale che porta a Punta Salinas (quota 466 mt), in 2 ore, e poi, poco più a nord, ad un balcone panoramico dal quale si vede la Guglia di Goloritzé. Si ritorna a Punta Salinas e, per una valle alberata su sentiero abbastanza evidente e scosceso, si scende verso il Bacu che ci porta a Goloritzé (quota 0 mt).

Il rientro si effettua risalendo il fondo del Bacu su una ripida salita senza interruzione, fino ad arrivare al parcheggio auto di “Su Porteddu” , in circa un’ora e mezza.

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ESC. N. 11 – 25/05/2014 – 14^ GIORNATA NAZIONALE DEI SENTIERI – Monte Tonneri di Seui: Pizzu Margiani Pobusa     

(A parziale retifica della brochure delle attività sociali si precisa che l’inizio della escursione avverrà dalla strada del Tonneri e non dalla chiesa campestre di S. Antonio di Ierzu.)
– Ritrovo dei soci: ore 7.30 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
ore 8,30 presso Stazione Ferroviaria di Villagrande Strisaili;
ore 9,00 presso cancello ingresso strada forestale per “Su Pirastu Trottu”;
– Durata: circa 6.00 ore; – Difficoltà: (E);
– Sviluppo : 14 km circa; – Dislivello: 460 mt circa;
– Tipo di terreno: carrareccia facile il primo tratto, i sentieri successivi in salita, più impegnativi, si sviluppano su terreno sterrato e pietroso e su rocce calcare fino al raggiungimento della cima.
– E’ presente la segnaletica verticale CAI con tabelle di località e segnavia relative ai sentieri 112, 112/A e 113.
– Direttori: (AE): G. Attardi, L. Sanna ; (ASE): A. Corrias, D. Corrias, R. Puddu; P.Piras.
– Link: Percorso

AVVICINAMENTO:

Da Nuoro si percorre la S.S. N. 389 per Lanusei per poi svoltare sulla destra, al km. 174 , sul ponte che conduce alla piccola stazione ferroviaria di Villagrande Strisaili. Da qui si prosegue sulla strada che porta al lago dell’Alto Flumendosa per lasciarla quasi subito e girare, a sinistra, per Gairo Taquisara. Percorriamo agevolmente qualche Km fino ad incrociare, sulla destra, una strada secondaria che conduce verso il tacco di “Perda Liana” e proseguire subito sulla strada del “Tonneri” fino al cancello per l’ingresso alla sterrata forestale per “Su Pirastu Trottu”, dove ha inizio l’escursione a piedi.

BREVE DESCRIZIONE:

L’escursione si svolge all’interno della foresta demaniale di Montarbu, in territorio di Seui, un corpo unico di 2800 ettari circa, di proprietà della Regione Sardegna, oggi considerata una realtà estremamente importante sul piano naturalistico e paesaggistico, di interesse ambientale internazionale per complessità geologica, geomorfologica, vegetazionale e faunistica. Al suo interno sono presenti cartelli informativi che ne illustrano le vicende storiche, la flora e la fauna. Attualmente è definito Sito di importanza Comunitaria e Oasi Faunistica.
Superato il cancello della Forestale, a quota 953 mt slm, intraprendiamo in salita la strada sterrata fino a raggiungere dopo circa 1Km, a quota 1015 mt slm, S’Arcu ‘e su Pirastu Trottu , dove, alla nostra sinistra, possiamo ammirare in tutta la sua maestosità il tacco di “Perda Liana”, simbolo dell’ormai archiviato Parco del Gennargentu. Proseguiamo poi in discesa, con direzione Sud, lungo la stessa carrareccia che ci conduce fino alla caserma della forestale, a quota 863 mt slm, dopo circa 5 km e un’ora e mezza di cammino.
Dopo una breve sosta al Centro Servizi, intraprendiamo la salita lungo il sentiero 112 che, ben tracciato, pulito e delimitato da una staccionata, si snoda in un fitto bosco di alto fusto, in un ambiente di rara suggestione, attraversa diverse volte il Riu Accu Ermolinus con ponticelli in legno e si sviluppa in un continuo alternarsi di piccole salite e discese. La traccia costeggia il torrente, che forma un gran numero di limpide piscine e suggestive cascatelle, inserite tra lecci, magnifici esemplari di tasso e agrifoglio, oltre a frassini, carpini e ontani, aceri e salici.
Dopo aver percorso circa 2 km in un’ora di camminata, lasciamo sulla sinistra il sentiero 112 (che prosegue verso la località Su Scurzu) e prendiamo il segnavia 112A , quota 1015 slm, che ci conduce in 10 minuti al Cuile Linnarbu, q.1030 m. slm, dove intercettiamo il sentiero 113, anch’esso proveniente dal Centro Servizi. Proseguiamo verso Nord in discreta salita, per un bel tratto all’interno di un fitto bosco di lecci e ginepri, poi il percorso si fa più ripido e, circa a 1200 m di altitudine si esce dal bosco e si cammina allo scoperto, su una brulla distesa di calcare bianco ricoperta di rari cespugli, finchè non si giunge, in 45 minuti sulla vetta .
Dalla cima di Pizzu Margiani Pobusa, q.1324 m slm la vista spazia a 360 gradi e possiamo ammirare lo spettacolare panorama che va dalla falesia del Monte Tonneri alla vallata del Flumendosa e il Gennargentu di Arzana, a nord; alla zona di Perda Liana ad est; alla foresta di Montarbu, di Taccu Mannu e i tacchi di Ogliastra a sud; alla Barbagia di Seulo ad ovest, e, nelle giornate più limpide , il nostro sguardo può arrivare molto oltre fino a lambire il Supramonte interno e Monte Novo San Giovanni, il monte Serpeddì, la Giara di Gesturi, solo per citarne alcuni.
Lasciata la vetta proseguiamo per il segnavia 113, discendendo verso Est, lungo una sterrata che scende di fronte ad un ampio panorama dominato dall’inconfondibile sagoma del torrione di Perda Liana ed, in breve, il percorso arriva in prossimità de Su Stampu (un inghiottitoio che si apre sul bordo della falesia con una voragine profonda oltre 48 m). Continuiamo sul sentiero 113, sempre immerso in un fitto bosco, che ci conduce, in 45 minuti, alla sella di “Su Pirastu Trottu” per riprendere sulla sinistra la sterrata in discesa che ci riporta alle nostre macchine.

BUONA ESCURSIONE A TUTTI – I DIRETTORI
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ESC. N° 10 – 11/05/2014 – 13° MANIFESTAZIONE ESCURSIONISTICA: “La Montagna che unisce” – “Sentiero Stellare Beato Frassati”: Punta Lamarmora (quota 1.834 mt)

– Ritrovo dei soci:
   ore 7:30 a P.zza Veneto a Nuoro, comitive: Arzana, Villagrande;
   ore 8:00 a P.zza Veneto a Nuoro, comitive: Fonni, Desulo.
– Durata: ore 6,30 circa
– Difficoltà: (E)
– Direttori : Vari e tutti gli AE e ASE
– Link: Percorso


Comitiva ARZANA:
ritrovo dei partecipanti ore 8:30 alla Stazione ferroviaria di Villagrande e trasferimento in località “Ruinas” (circa 25 km).
Inizio escursione ore 9:30.
– Durata: 3 ore circa (andata)
– Lunghezza: 6 km circa
– Dislivello: 464 mt
– Pendenza: 7,7 % (media); 16% (max).

BREVE DESCRIZIONE:

La salita si svolge nel versante Sud del Gennargentu. L’itinerario è il Sentiero CAI 741, che inizia a circa 2,7 km oltre il sito archeologico Villaggio Nuragico di Orruinas (q. 1205 m), forse il più alto dell’Isola, al termine di una stretta sterrata dal fondo talvolta sconnesso che a mezza costa percorre il fianco destro orografico della valle dove scorre il ruscello denominato Riu ‘e su Accu, dove si parcheggiano le auto (q. 1370 m). Dal parcheggio l’itinerario si muove in direzione Nord seguendo una ideale curva di livello, costeggiando e risalendo detto ruscello; iniziando la salita poi, raggiunto S’Arcu sa Turzi, si prosegue sul filo di cresta, in direzione Est, verso Punta Florisa (q. 1822 m), da dove in breve si raggiunge la vicina Punta Lamarmora (q. 1834 m), tetto della Sardegna.

Il rientro avviene sullo stesso percorso dell’andata.



Comitiva DESULO:
ritrovo dei partecipanti ore 9:00 al Passo di Tascusì e trasferimento in località “S’Arena” (circa 7 km).
Inizio escursione ore 9:30.
– Durata: 3 ore circa (andata)
– Lunghezza: 7 km circa
– Dislivello: 324 mt
– Pendenza: 6 % (media); 15% (max).

BREVE DESCRIZIONE:

La salita si svolge nel versante Ovest del Gennargentu, lungo il percorso storico, quello più noto ed utilizzato per raggiungere Punta Lamarmora. Tale itinerario – il Sentiero CAI 721, inizia in località “S’Arena”, presso l’omonimo Rifugio (detta anche Rifugio Sa Crista) a quota 1510 m, raggiungibile in auto su strada asfaltata. Sul lato ovest del Rifugio S’Arena (palo con tabella segnavia), il Sentiero 721 si muove seguendo la stradina sterrata che, divenuta poi comodo sentiero – ricco di
generose sorgenti – raggiunge e supera in sequenza le località: Arcu Artilai (q. 1660 m), rudere Rifugio Lamarmora (q. 1620), Arcu Gennargentu (q. 1659 m), Genna Orisa (q. 1780 m) ed infine Punta Lamarmora (q. 1834 m).

Il rientro avviene sullo stesso percorso dell’andata.


Comitiva FONNI:
ritrovo dei partecipanti ore 9:00 alla Stazione Sciistica di Bruncu Spina.
Inizio escursione ore 9:30.
– Durata: 3 ore circa (andata)
– Lunghezza: 5,6 km circa
– Dislivello: 289 mt
– Pendenza: 5 % (media); 15% (max).

BREVE DESCRIZIONE:

La salita si svolge nel versante Nord del Gennargentu. L’itinerario è il Sentiero CAI 702, che inizia dall’ampio parcheggio della Stazione Sciistica di Bruncu Spina (q. 1545 m) e prosegue a mezza costa in direzione Sud lungo i fianchi orientali del Bruncu Spina e di Punta Paulinu, sino a raggiungere Arcu Gennargentu (q. 1659 m), seguendo una ideale linea ascendente priva di significativi dislivelli; di qui si procede per Genna Orisa (q. 1780 m) ed infine Punta Lamarmora (q. 1834 m).
Il rientro avviene sullo stesso percorso dell’andata.

Comitiva VILLAGRANDE:
ritrovo dei partecipanti ore 8:00 alla Cantoniera di Pira Onni e trasferimento in località “S’Arcu ‘e Tzippiri” (circa 3 km).
Inizio esc. ore 8:30 (Impegnativa).
– Durata: 4 ore circa (andata)
– Lunghezza: 7 km circa
– Dislivello: 754 mt
– Pendenza: 11 % (media); 29% (max).

BREVE DESCRIZIONE:

La salita si svolge nel versante Est del Gennargentu. L’itinerario – di cresta e piuttosto panoramico è il Sentiero CAI 761, che inizia dalla località “S’Arcu ‘e Tzippiri” (q. 1080 m), passa attraverso Punta Sa Semmida (q. 1307 m), Bruncu Allueinfogu (q. 1492 m), Bruncu Su Sterzu (q. 1547 m) e S’Arcu ‘e Laconitzi (q. 1496 m); quindi prosegue per ripida rampa finale (p = 29%) verso la ormai vicina Genna Orisa (q. 1780 m) di dove in breve raggiunge Punta Lamarmora (q. 1834 m). Lungo il percorso di rientro – che si effettua a mezza costa – in questa stagione è possibile incontrare generose fioriture di Peonie (Orrosa ‘e Monte).

Buona Escursione a tutti.

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ESC. N° 09 – 27/04/2014 – Intersezionale Regionale – Cuglieri: Funtana Tiu Memmere, Su Crabile de Michele Beccu, Casteddu Ezzu.

– Ritrovo dei Soci: ore 7,00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
ore 8,30 presso la Caserma Bechi Luserna SP Macomer-San Leonardo;
ore 9,15 presso la Fontana di ”Tiu Memmere” periferia di Cuglieri.
– Durata: 6,30 ore circa;
– Difficoltà (E): per escursionisti con discreta preparazione fisica.
– Interesse: ambientale/naturalistico e paesaggistico.
– Lunghezza itinerario: Km 12 circa.
– Quota minima: 404 mt. s.l.m.; quota massima: 793 mt. s.l.m.; dislivello totale: 389 mt.
– Tipo di terreno: di origine lavica con presenza di rocce basaltiche; sentiero facile da percorrere, impegnativo all’andata, al rientro più agevole perché il percorso è in leggera discesa. E’assente la segnaletica però, su tutto il percorso sono presenti, ben visibili, omini di pietra e, sulla vegetazione laterale, dei nastrini colorati. E’ necessario fornirsi di una adeguata quantità di acqua da bere. E’ indispensabile l’uso di scarponi da trekking e un abbigliamento adeguato alla stagione. Siete pregati di seguire i Direttori e non assumere, per nessun motivo, iniziative personali.
– Direttori di escursione: (ASE): A. Carta 340.7646814, R. Puddu 328.8911258; Tore Mereu 392. 3579359; (ASE): R. Demartis, G. Roccu; (AE): G. Attardi, L. Sanna.
– Link: Percorso

BREVE DESCRIZIONE:

Il territorio che attraversiamo è il “Montiferru”, ritenuto dai geologi il più importante ed esteso rilievo vulcanico dell’Isola; la sua ossatura è formata da ignimbriti, andesiti e tufi risalenti all’Oligocene (da 42 a 22 milioni di anni) mentre i versanti che gli danno la forma conica regolare sono rappresentati da rocce basaltiche più fluide appartenenti al Plio-pleistocene compreso tra 3,9 – 1,6 milioni di anni. In tutto il territorio emergono numerose e abbondanti sorgenti, molte delle quali captate per l’approvvigionamento idrico dei paesi vicini.
La zona che percorreremo è la valle di S’Abba Lughida , ricca di lecci e di corbezzoli, di agrifogli e di roverella, scampati al disastroso incendio del 1983 che distrusse oltre un terzo del territorio.
Iniziamo la nostra escursione dalla Fontana Tiu Memmere (quota mt. 404 ) percorrendo , per 20 minuti, una larga e agevole carrareccia, poi il sentiero prosegue in salita sino a “Su Strampu de Massabari” (quota mt. 580), cascatella alimentata dal rio “S’Abba Lughida”; da qui per un tratto ancora in salita raggiungiamo diversi punti panoramici (q. mt. 645 e mt. 709) sino a “Sa Domu de Su Frusciu”. Durante questa seconda parte del percorso, usciti dal fitto della vegetazione, possiamo ammirare il paesaggio circostante: in basso il mare, attorno e in alto gli spuntoni rocciosi di “ Monte sos Oggios” e di “Sa Chidonza”. Continuiamo su una pista che percorre la valle di S’Abba Lughida sino ad intersecare un sentiero che ci conduce, deviando verso sud-ovest, a raggiungere “Su Crabile de Michele Beccu” e da lì, dopo aver costeggiato, sulla destra, “Sa Rocca Traessarza”, raggiungiamo, a quota mt. 793, un roccione molto panoramico. Se il tempo lo consente è prevista una fermata per la sosta pranzo.
Dopo di che iniziamo, in discesa, il percorso di rientro, in parte all’interno del bosco di lecci e corbezzoli ma anche godendo, ogni tanto, quando si apre la vegetazione , degli scorci del paesaggio sottostante. Infine un susseguirsi di leggere risalite e falsi piani ci conducono sotto il colle di “Casteddu Ezzu” (quota mt. 659) dove, quasi inaccessibili, sulla sua sommità svettano i resti medioevali del Castello del Montiferru, fatto costruire nel 1160 dalla famiglia del Giudice Barisone di Torres a scopo difensivo contro il Giudicato di Arborea. Al Castello vi si accede tramite una comoda scalinata. Dopo di che il percorso di rientro continua e si conclude presso la fontana “Tiu Memmere”.
Buona escursione a tutti i partecipanti.

Si ringraziano per la collaborazione: Carla, Maria Rosaria, Francesco.

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ESC. N° 08 – 13/04/2014 – Supramonte di Oliena: ”Lanaito–Duavidda-Cuile Su Lidone”
– Durata: ore 6,00 circa, esclusa la pausa pranzo;
– Difficoltà: (EE);
– Percorso: in parte su sterrato ed in parte su roccia (obbligatorie scarpe da trekking);
– Dislivello: 650 m in salita; 650 m in discesa;
– Direttori: S. Cambedda (AE), P. Soru (AE), A. Scanu (ASE), C. Melis.
– Ritrovo dei Soci: ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
ore 7.30 presso il Parcheggio di “Su Cologone” – Oliena.

(trasferimento con i mezzi propri)

BREVE DESCRIZIONE:


Dal secondo ritrovo di Su Cologone si prosegue in auto su strada cementata e una lunga sterrata che attraversa la Valle di Lanaitto, direzione Sud, 9 km circa per arrivare in prossimità di “Helighes Artas” parcheggio auto.

L’escursione ha inizio a quota 175 mt in direzione Sud-Ovest per un tortuoso e comodo sentiero in salita, località “Sa Codula de Tinzosos”. Terminato il comodo sentiero (ore 1:30) si prosegue ora su un terreno impervio e campi solcati e con una ripida salita si costeggia la destra orografica di “Badde Pentumas”: profonda incisione delimitata dai rilievi di Monte Ortini e Punta Duavidda (mt. 824 – ore 1:30).

Da qui, se le condizioni meteo saranno buone, si potrà proseguire in direzione Sud per visitare l’ovile “Su Lidone” (mt. 700 – 30 minuti).

A questo punto si effettua la sosta pranzo, per poi fare rientro sullo stesso itinerario e raggiungere il punto di partenza (parcheggio auto).

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ESC N. 07 – 06/04/2014 – DORGALI-URZULEI: “Genna ’e Petta”
– Ritrovo dei soci: 7:00 Parcheggio di P.zza Veneto a Nuoro; ore 8:30 al km. 187 della S.S. 125 Dorgali-Baunei, località “Genna ‘e Petta”. (Trasferimento con mezzi propri).
– Durata: circa 6 ore, esclusa la pausa pranzo;
– Lunghezza: 14 Km. circa;
– Dislivello: mt. 300 circa;
– Difficoltà (E).
– Terreno: sentiero evidente e marcato con presenza di rocce calcaree e di ciottoli; la segnaletica è presente con numerosi “ometti”. Munirsi di adeguata scorta d’acqua (almeno 2 lt.), scarponi da trekking e abbigliamento “a cipolla”.
– Direttori: A. P. Mura (AE), M. Arbau (AE); G. Paba (ASE); P. Piras.
– Link: Percorso


BREVE DESCRIZIONE:


Si informano i Soci che i Direttori, per problemi logistici e di sicurezza, hanno deciso di modificare l’escursione, inizialmente prevista come “traversata”, in escursione “ad Anello” con partenza e arrivo da “Genna’e Petta”.

L’obiettivo che ci proponiamo è la visita dell’areale di ripopolamento del cervo sardo, in località “Sa Portiscra”. Recentemente l’Ente Foreste ha provveduto a liberare alcuni cervi per reintrodurli in ambiente naturale, tuttora sotto stretto controllo.

La vegetazione che si incontra è prettamente di tipo mediterraneo d’alto fusto con lecci, erica, fillirea, ginepri e ginepri fenici.

Da “Genna’e Petta” (q. 900 mt) prendiamo una comoda sterrata in leggera discesa, direzione sud-est, per circa 2 km, passando di fronte ad un pinnettu ristrutturato, fino ad incrociare un bivio che, con una deviazione a sx, ci porta all’inizio del sentiero vero e proprio (q. 770 mt). In successione si incontrano svariati ovili, in parte tuttora utilizzati, all’interno di una distesa di maestosi lecci.
Sovrastati dalle pareti del Monte Salavarrò (q. 1030 mt), procediamo, in direzione nord, fino ad arrivare in località “Or Muvrones” , dominata dalla punta omonima, e in breve a “Sa Portiscra”, Centro Servizi dell’areale, dove effettuiamo una breve sosta (q. 825 mt).

Si prosegue l’escursione lungo il perimetro della recinzione dell’areale, percorrendo un anello in senso orario, fino ad arrivare in località “Su Crabargiu” (q. 658 mt), dove inizia il “Sentiero degli Ovili” (in sequenza si incontrano numerosi ovili e pinnetti ristrutturati). A questo punto si effettua la sosta pranzo in prossimità di un punto panoramico, dove lo sguardo può spaziare su tutta la “Codula di Luna” racchiusa dalle maestose pareti calcaree che la delimitano ad est, fino “Gorroppeddu” e a “Teletotes”.

Dopo la sosta pranzo, lungo il sentiero in salita, tempo permettendo, si può effettuare, con una leggera deviazione, la visita del sito archeologico “Or Murales”.
Il rientro è previsto percorrendo la sterrata che collega “Portiscra” a Genna ‘e Petta”.



BUONA ESCURSIONE A TUTTI

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ESC. N. 06 – 30/03/14 – Montresta: “Cascate di Sos Aspros e S’Entale
– Ritrovo dei Soci: alle ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro
alle ore 8.30 Montresta presso Località Fontana Tuccaralvo.
(trasferimento con mezzi propri)
– Durata: circa ore 6.00
– Difficoltà: – E –
– Percorso: terreno molto accidentato su roccia e persistenza d’acqua di superficie
– Sviluppo: 8 km circa
– Dislivello: 100 m circa
– Direttori: G. Addis, L. Fresi, C. Sanna (ASE); (AE): T. Ruggiu, M. Chelo,S. Sotgiu.
– Link: Percorso

AVVICINAMENTO:


Per chi viene da Nuoro: raggiunto Macomer si prosegue sulla 129 bis (Macomer – Bosa) e seguendo il percorso più breve, si svolta a destra (nord), in direzione Pozzomaggiore. Giunti al bivio dell’ingresso a Pozzomaggiore, girando a sinistra (ovest) si prosegue per Padria. Attraversando il paese si svolta decisamente a sinistra (all’altezza del bar-caffè Delonghi sulla nostra destra). Proseguendo si arriva nel territorio di Montresta. Attraversato il ponte denominato Sa Entale, sul torrente S’Entale, dopo circa 2 km si parcheggia, alla nostra sinistra, nella fonte Tuccaralvo, dove sono ben visibili dalla strada tavoli in cemento. Qua inizia l’odierna nostra escursione.
Per chi raggiunge Montresta da Bosa: si seguono le indicazioni dei cartelli stradali all’interno dell’abitato di Bosa. Attraversando Montresta si continua in direzione nord- est, sulla sinistra del paese, per raggiungere in breve il parcheggio Funtana Tuccaralvo.

BREVE DESCRIZIONE:


Montresta quota 410 mt. Inizio dell’escursione dalla Fontana Tuccaralvo, a 250 mt. circa di quota, in una bella piazzola erbosa. Con una leggera salita, attraverso il bosco, raggiungiamo la casa del vecchio ovile Sos Aspros, a quota 350 mt. circa. A ritroso in moderata discesa percorriamo la zona di Sos Aspros. Degno del nome il rocciaio si estende in un altopiano inclinato a nord-ovest raccogliendo l’acqua di superfice in vari rigagnoli, dove in uno di questi salta la piccola e bella cascata di Istrampu Nieddu, la nostra prima meta. Rientriamo verso nord-est per vedere in una breve deviazione la cascata del torrente affluente del Temo, Sa Entale.
Incastonato tra alti dirupi vulcanici il torrente ha scavato un prolungato precipizio formando diversi laghetti prima del salto maggiore e proseguire per il Temo. Ripreso il sentiero, rientriamo attraverso un residuo bosco secolare e alte pareti di basalto, in un microclima caldo umido che favorisce la vegetazione, dove la terra ha conquistato spazio rispetto alla roccia, e grandi e piccoli anfratti hanno funzionato come ricoveri per gli animali domestici, uomini e molti animali selvatici. Giungiamo alle auto dalla direzione opposta alla partenza.
( chi fosse interessato, al rientro dall’escursione, a visitare il museo archeologico di Padria telefonare alla responsabile: Cinzia 3402836246 )
Buona Escursione a Tutti.

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ESC. N° 05 – 09/03/2014 – OLIENA: ”Sos Nidos (1384 mt)”
– Ritrovo dei Soci: ore 7.30 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
ore 8.00 presso il Ristorante “Monte Maccione” (Coop Enis)
(trasferimento con i mezzi propri)
– Durata: ore 7,00 circa, esclusa la pausa pranzo;
– Difficoltà: (EE);
– Percorso: in parte su sterrato ed in parte su roccia (obbligatorie scarpe da trekking);
– Dislivello: 550 m in salita; 450 m in discesa;
– Direttori: S. Cambedda (AE), C. Melis, P. Soru (AE), A. Scanu (ASE).

BREVE DESCRIZIONE:


Da Monte Maccione (q. 702 m), in prossimità dell’albergo-ristorante “Coop. Enis”, si prosegue su una strada sterrata in mezzo ai boschi di Sas Prunas ‘e Tuones” fino a raggiungere l’attacco di “S’Ishala ‘e Pradu” (q. 950 m) (parcheggio auto).
Si inizia l’escursione attraverso una comoda carrareccia, fino a raggiungere, dopo alcuni tornati, una terrazza naturale, dove termina “S’Ishala ‘e Pradu” (q. 1227 m), in un surreale paesaggio calcareo privo di vegetazione. Si prosegue in direzione EST per tracce di sentiero che degrada dolcemente fino a raggiungere Cuile Vilitzi (2 ore).

Da qui dopo una breve salita in direzione N.E., su terreno impervio e passaggi delicati, si arriva a “Preda Mugrones” (1 ora e 30 minuti), una caratteristica cima con un blocco quadrato sulla sommità, che proietta in basso un contrafforte di circa 650 m. di dislivello.
Si prosegue ora su una ripida salita e passaggi esposti verso Punta Sos Nidos (q. 1384 m.), superando un dislivello di circa 250 m.

Ore 1:30 : SOSTA PRANZO

Dalla vetta di Sos Nidos si discende su un ripido pendio sino a raggiungere la terrazza di “S’Ishala ‘e Pradu” ; da qui una comoda carrareccia ci conduce a “Tuones”, luogo di arrivo (2 ore).

I DIRETTORI VI AUGURANO UNA BUONA ESCURSIONE

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ESC. N. 04 – 23/02/2014 – Talana: “Paule Mundugia”
– Ritrovo dei soci: ore 7.30 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
ore 9:00 al km 10 della S. P. 56 Lotzorai-Talana;
ore 9:30 inizio escursione.
– Durata: circa 6.00 ore;
– Difficoltà: (E);
– Sviluppo : 10 km circa;
– Dislivello: 390 mt circa;
– Pendenza: in salita 12%; in discesa 20%.
– Direttori: G. Paba (ASE), A. Mura (AE), P. Murgia (ASE), A. Forma (AE).
– Link: Percorso

AVVICINAMENTO:

Per chi viene da Nuoro: si prende la S.S. N. 389 per Lanusei –Tortolì fino alla Cantoniera di Pira ‘e Onni (45 km da Nuoro). Ci sono due alternative: si esce in direzione Talana, che si raggiunge dopo circa 18 km; si attraversa il paese e si esce in direzione Lotzorai fino al Bivio di Coa ‘e Serra (6 km); si svolta a dx e si percorrono poi altri 6 km verso Lotzorai, fino al km 10 (strada molto panoramica ma stretta e con molte curve), per complessivi 75 km. Nella seconda ipotesi alla Cantoniera si prosegue per Villagrande (15 km), poi per Tortolì (18 km) e Lotzorai (7 km) e dentro l’abitato si devia sulla sinistra per Talana (10 km); (strada più lunga ma scorrevole e veloce). Tot. 95 km.
Per chi viene da Dorgali: si prende la S.S. N. 125 e si esce al Bivio di Urzulei (Giustizieri); si attraversa il paese e si scende in direzione Lotzorai fino al Bivio di Coa ‘e Serra (5 km) e si continua, per 6 km, fino al km 10 della S. P. 56.
Per chi viene da Sud: si prende la S.S. N. 125 fino a Lotzorai e dentro il paese si devia a sx per Talana fino al km 10 della S. P. 56 Lotzorai-Talana.

BREVE DESCRIZIONE:

(l’anello si percorre in senso antiorario):

Al km 10 della S.P. 56 si esce in direzione est, si attraversa il ponte sul “Riu Bacu Turbina” e si prende la sterrata che si percorre per circa 700 mt, fino ad una casa colonica, dove si lasciano le macchine e si inizia l’escursione, intorno alle ore 9:30 (q. 133 mt). Dopo aver guadato agevolmente il ruscello “Gutturu su Mele” si prende la sterrata in direzione nord, passando di fronte ai ruderi di una Dispensa di carbonai, mentre la sterrata si trasforma via via in sentiero ed inizia la salita, sempre leggera e graduale, piegando prima ad est e poi a sud-est.
Si attraversano dei siti molto suggestivi, caratterizzati dalla presenza di formazioni rocciose di leucograniti rossi, molto simili al porfido, che assumono forme bizzarre ed antropomorfe, scolpite dall’opera millenaria del vento e della pioggia, immerse nella folta macchia mediterranea (erica, corbezzoli, lentischi, cisti, lecci). Alle nostre spalle si stagliano le montagne ogliastrine ad anfiteatro sul mare (in particolare è riconoscibile la parete del Villaggio nuragico di Praidas). A metà salita il sentiero curva decisamente in direzione nord immergendosi nella fitta vegetazione e diventando un tantino più impegnativo. Lungo il percorso incontriamo una roccia particolarmente interessante e suggestiva, che assume le sembianze di un’aquila che spicca il volo (l’aquila di Mundugia); si effettua una breve sosta per fare qualche foto e rifocillarci.
Dopo circa 2,30 ore di tragitto, uscendo dalla boscaglia, apparirà ai nostri occhi la vasta conca di “Paule Mundugia” (q. 540 mt; si consiglia di osservare in silenzio): si tratta di uno stagno o laghetto stagionale poco profondo, della estensione di oltre un ettaro, circondato e racchiuso dalle caratteristiche rocce rosse dalle forme più strane immerse nella vegetazione, che si rispecchiano nell’acqua del laghetto generato dalle piogge; trattandosi di acqua piovana la formazione dello specchio è quindi soggetta alla bontà delle precipitazioni stagionali. In periodo di massima pioggia è difficoltoso muoversi in quanto l’acqua si infiltra fin dentro la vegetazione. E’ possibile comunque percorrere un sentiero che attraversa il bosco sul lato ovest, a breve distanza dalla sponda sinistra dello specchio d’acqua; si nota la presenza di un’area attrezzata per la sosta, mentre sul lato est si intravvede la traccia di un canale di scolo e drenaggio, realizzato anni addietro come opera di bonifica antimalarica la cui funzione, purtroppo, non consente all’acqua di invasare fino a raggiungere livelli interessanti.
Effettuata la pausa pranzo si prende la via del ritorno attraverso un sentiero ben marcato, immerso nella vegetazione, in direzione nord-ovest, che piega poi ad ovest e infine a sud, realizzato dai carbonai, in gran parte gradonato ed in forte pendenza, che in breve tempo ci riporta a valle. Durante il tragitto possiamo ancora notare e fotografare le magnifiche formazioni rocciose tafonate che ci circondano.
Intorno alle 15:30 dovremmo essere alle macchine.
(Ulteriori informazioni e rappresentazioni fotografiche di “Paule Mundugia” sono contenute nel sito  www.atlantides.it (link Natura) dell’amico Giuliano Chiai; vi invitiamo a consultarlo prima di effettuare l’escursione).

BUONA ESCURSIONE A TUTTI – I DIRETTORI

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ESC. N° 03 – 09.02.2014 – LULA: ”Punta Turuddò”
– Ritrovo dei Soci: ore 7.30 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
ore 8.30 presso la Chiesa di ”Su Meraculu” a Lula
(trasferim. con i mezzi propri)
– Durata: ore 6,30 circa, esclusa la pausa pranzo;
– Difficoltà: (E);
– Percorso: in parte su sterrato ed in parte su roccia (obbligatorie scarpe da trekking);
– Sviluppo: 8 km circa;
– Dislivello in salita: 550 mt circa;
– Direttori: S. Sotgiu (AE), P. Piras, S. Ledda, M. Corrias; (ASE): P. Murgia, M. Carta, A. Corrias, D. Corrias.
– Link: Percorso

AVVICINAMENTO:

Per chi proviene da Ovest (Nuoro, Macomer, etc), si prosegue sulla 131 DCN in direzione Olbia sino alla Svincolo per Lula, uscendone e prendendo la vecchia Strada Provinciale che porta a Lula, dato che la Bitti-Sologo è attualmente chiusa al traffico. Per chi proviene da Est (Siniscola, etc), si deve uscire allo stesso bivio e prendere la stessa Provinciale. A Lula si prende la strada che porta alla Chiesa di “Su Meraculu”. Molto probabilmente, prima di iniziare l’escursione, occorrerà effettuare uno spostamento di auto al parcheggio per Nurai.

BREVE DESCRIZIONE:

Si parte da quota 580 mt in località “Olonurra”, percorrendo per circa 550 mt uno sterrato in direzione S-SE, sino alla fontana denominata “Egronis”; qui lasceremo lo sterrato puntando sempre a SE, percorrendo un sentiero immerso nella macchia mediterranea, che ci porterà sino a “Punta Crastidogliu” (q. 835 mt); avanziamo sempre in direzione S-SE sino all’incrocio per “Punta Nodurra”, attraversando un bellissimo bosco di lecci. A seconda dell’orario di arrivo al suddetto incrocio i Direttori decideranno se consentire la visita di “Sa Tumba de Nudorra”.
Si prosegue in direzione E-NE sino a raggiungere la grotta di “Conca ‘e Crapas” in cui è prevista una breve sosta per visitare la grotta (consigliata la lampada frontale). Proseguiremo quindi verso “Punta Turuddò” dove si raccomanda la massima attenzione dato che si tratta di un percorso su rocciaio (molto scivoloso se umido); in questo punto effettueremo la sosta pranzo.
Dopo pranzo si scenderà verso “Janna Nurai” passando per un canale dove si dovrà, anche in questo caso, prestare la massima attenzione essendo un percorso sempre bagnato. Giunti a “Janna Nurai” discenderemo verso il parcheggio delle auto, dove si concluderà la nostra escursione.

I DIRETTORI VI AUGURANO UNA BUONA ESCURSIONE

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ESC. N°02 –26.01.2014 – “Su Tempiesu – Fonte Sacra e dintorni”
– Ritrovo dei soci: ore 7.30 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
ore 8:00 presso il Ponte di Marreri – Bivio Orune sulla S.S. 131 DCN;
(trasferimento con i mezzi propri)
– Durata: circa 6 ore;
– Difficoltà: (E);
– Sviluppo : 18 km circa;
– Dislivello: 400 mt circa;
– Direttori: A. G. Sanna (ASE), M. Bardeglinu, T. De Serra; G. Murgia (ASE); (AE): A.P. Mura
– Link: PercorsoSu Tempiesu

(La visita guidata del sito “Su Tempiesu” ha un costo di € 3 a persona)

AVVICINAMENTO:

Per chi viene da Ovest (Nuoro, Macomer, …): si prende la SS 131 DCN per Olbia e si esce al Bivio per Orune in località Marreri. Si sovrapassa la Statale e si prende la vecchia strada (SP 45) che corre parallela a nord, in direzione Siniscola.
Per chi viene da Est (Siniscola, ..): si esce dalla 131 allo stesso bivio e si gira a destra sulla SP 45.

Percorsi circa 500 mt. si lasciano le macchine al parcheggio e si inizia l’escursione.

BREVE DESCRIZIONE:

Si parte da quota 120 mt prendendo una sterrata in direzione nord che, attraverso la Valle di Marreri, fra oliveti, vigneti e terreni ben coltivati, ci porta via via in quota. Il paesaggio attraversato è quello classico della Barbagia – Alta Baronia, caratterizzato da vaste aree a leccete, roverelle e macchia mediterranea.
Dopo circa 2 ore tocchiamo la massima quota (Q. 525 mt circa) all’interno di un’azienda agropastorale. Si scende perdendo gradualmente quota fino ad arrivare in località Janna Neritzai, incrociando la strada asfaltata proveniente da Orune (Q. 441 mt). Si percorrono gli ultimi 500 mt. per arrivare al Centro Servizi, dove ci aspettano le Guide che ci accompagneranno e illustreranno le peculiarità del sito.
La visita è organizzata per gruppi composti da 20/25 visitatori. Ogni visita ha una durata di circa 30 minuti, pertanto si impiegheranno circa 1,5 ore per la visita completa.
Se le condizioni meteo lo consentono, ci spostiamo in località Nuraghe Santa Lulla (Q. 439 mt), a circa 500 mt, per fruire di una bellissima vista che spazia dal massiccio del Montalbo, al Tuttavista, al Corrasi, sulla vallata di Isalle etc. ed effettuare la sosta pranzo.
Effettuata la pausa pranzo si prende la via del ritorno percorrendo lo stesso itinerario, che in breve tempo ci porta a valle. Intorno alle 16.30 dovremmo essere alle macchine.

Brevi note storiche su Orune ed il suo territorio a cura della Socia Mariangela Bardeglinu:

“Non ti affrettare, il buon camminatore arriva”.
(Invito dei faraoni egizi)

ORUNE :
“E’ un paese antico e chiuso, dove permangono forse più che in ogni altro, gli usi, le abitudini, i costumi, le tradizioni popolari più lontane, e l’intelligenza e il valore di una vita tanto più energica quanto più limitata, piena di capacità espressiva, di potenza individuale e di solitudine…. ».
Con tali parole lo scrittore Carlo Levi esprime le sue impressioni su questo centro del Nuorese nel suo libro intitolato “Tutto il Miele è finito”, uscito nel 1964.
Orune si adagia in un territorio protetto dalla punte di Cuccumache, Cuccureteti e Sant’Andria, sovrastando la vallata di Marreri. La zona che circonda il paese, che alterna imponenti altipiani granitici e valloni profondi, è ricoperta da rigogliosi boschi di lecci e sughere ed è attraversata da sorgenti.
All’interno del paese l’elegante casa Murgia, un palazzotto patrizio dei primi anni del Novecento, la chiesa di Santa Maria della Neve con la sua torre campanaria che in Colombi e Sparvieri, la Deledda così descrisse: “…E la chiesa con la sua torre di pietra, l’abside e la facciata corrose qua e la, coperte di edere e gramigne, pareva su quello sfondo grandioso, un avanzo di castello abbandonato…” L’interno della chiesa è ricco di decorazioni murarie ottocentesche di Antonio Caboni, recuperate e restaurate dopo un lungo intervento durato cinque anni, finanziato dalla Regione Sardegna, Comune e Parrocchia di Orune ed eseguito sotto l’alta sorveglianza della Sovrintendenza.
I siti archeologici da visitare:
I dolmen di Isthiti, che si ergono non distanti dalla tomba dei giganti omonima, il menhir e Sas perdas ‘Ittas, il tempio a pozzo di Su Tempiesu, un vero e proprio gioiello di pietra trachitica. Un monumento di eccezionale interesse in quanto costituisce l’unica testimonianza originale delle strutture in elevato e della copertura delle fonti e dei pozzi sacri nuragici. Fu scavato per la prima volta negli anni cinquanta del Novecento da Godeval Davoli. Successivi interventi di scavo e restauro sono stati diretti da Maria Ausilia Fadda negli anni 1981-86 e nel 1998.
Nella campagna circostante si trovano, inoltre, una serie di nuraghi e villaggi nuragici: il nuraghe di Santa Lulla, di Su Pradu, Salile, Curtu, Ederosu, Serra de Mesu.
Di grande rilievo è il complesso archeologico di S. Efis, formato da un nuraghe, da un vasto villaggio nuragico e da un insediamento romano di epoca imperiale, sovrapposto all’abitato nuragico la cui estensione è di oltre due ettari. Su questo complesso, i cui resti erano ancora ben visibili molti secoli più tardi, (probabilmente nel Seicento), venne costruita la chiesa di Sant’Efisio.
L’insediamento romano risale alla media e tarda età imperiale (III-V sec. d.C.). Nelle campagne di scavo sono state rinvenute due monete: un follis bronzeo di Costantino coniato nel 316-317 ed un solidus aureo di Valentiniano III, coniato a Ravenna fra il 426 ed il 431 d. C. Abbondanti le ceramiche comuni, anfore africane, giare, vasi in bronzo, reperti in ferro, etc. Tra gli oggetti di pregio è stato trovato anche un grande calice di vetro con una incisione che raffigura Cristo e gli Apostoli: la sua presenza dimostrerebbe che il Cristianesimo è giunto in Barbagia prima di quanto si pensasse.
Tra i personaggi illustri nati a Orune spicca Antonio Pigliaru (1922-1969), uno dei maggiori, se non il maggiore intellettuale della Sardegna del secondo Novecento. Figlio di due maestri elementari, rimase sempre legato al paese nel quale vedeva le radici della propria sardità, sebbene sin da bambino si fosse trasferito a Sassari. Nel dopoguerra divenne docente di Filosofia del Diritto, quindi ordinario di Dottrina dello Stato. Nel 1949 iniziò il suo lavoro all’interno della rivista “Ichnusa”, pubblicata sino al 1964, facendone un importante luogo di dibattito. Si è occupato dei problemi delle zone interne: su questo tema fu autore di numerosi saggi di grande spessore, considerati un punto di riferimento imprescindibile per il dibattito sulla cultura sarda, tra i quali spicca il saggio “La vendetta barbaricina” come ordinamento giuridico, uscito nel 1959 e più volte ripubblicato con altri saggi.
Buon cammino e belle emozioni.
(Mariangela Bardeglinu)

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ESC. N°01 –12.01.2014 – NUORO: “Monte Ortobene : “dalla Solitudine al Redentore” e ritorno

- Ritrovo dei Soci: alle ore 8.30 presso la Chiesa della Solitudine a Nuoro;
– Durata: circa ore 6.00;
– Lunghezza: 10 Km. circa;
– Dislivello: mt. 385 circa;
– Difficoltà: (E);
– Terreno: sentiero in buone condizioni, ma abbastanza impegnativo nella parte iniziale, sempre sotto bosco, con presenza di caratteristiche rocce granitiche.
– Direttori: (ASE): M. Carta, A. Scanu, G. Murgia; C. Sau; – (AE): A. Prina;
– Link: Percorso

BREVE DESCRIZIONE:

Dopo l’incontro nel Parcheggio della Solitudine (q. 545 mt), si percorre un breve tratto di strada asfaltata verso il Monte Ortobene, fino al primo tornante, dove si imbocca la sterrata sulla sinistra, che ci porta in località “Borbore” (q. 500 mt).
Da qui, dopo una ripida salita, immersi in un fitto bosco di lecci, incontriamo il “Sentiero 101”, che percorriamo fino alla località “Sos Frores”(q. 700 mt). Si approfitta del momento di pausa per visitare, con una leggera deviazione (300 mt. circa), un complesso granitico di particolare bellezza, denominato “Sa Preda Pinta” (q. 750 mt).
Dopo la visita si imbocca la sterrata in direzione nord che ci permette di raggiungere, dopo una deviazione in direzione est, la località di “Farcana” (q. 800 mt), dopo circa due/tre ore di passeggiata.
Attraversiamo la strada asfaltata e prendiamo il Sentiero 101, che ci conduce in vetta, sotto il Redentore, dove è prevista la sosta pranzo (q. 925 mt).
Il rientro è previsto percorrendo, per circa 3 km il 101, fino a una deviazione su un sentiero che, in breve, ci porta in località “Borbore” dove è prevista la visita delle “Domus de Janas”.
Dopo la visita, in circa mezz’ora, si rientra alle macchine.

Buona escursione a tutti

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ESC. N°18 –24.11.2013 – BITTI: “Le cascate di S’Illiorai”

Si avvisano i Sigg.ri Soci che i Direttori di Escursione, a seguito di sopralluogo, constatata la impraticabilità dei siti a causa del violento temporale che ha interessato la zona nei giorni scorsi e vista l’allerta meteo diramata per i prossimi giorni, hanno deciso di ANNULLARE L’ESCURSIONE non essendo in grado di garantirne lo svolgimento in sicurezza.

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Si coglie l’occasione per ricordare ai Sigg.ri Soci che Domenica 01 dicembre 2013 è previsto il Pranzo Sociale nei locali del Ristorante Mannu a BOSA.

I biglietti (€ 30) possono ritirarsi/prenotarsi in Sezione da Lunedì a Venerdì dalle 17:30 alle 19:30.

Si allega il Menù proposto. Menù Bosa

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ESC. N°17 –10.11.2013 – Olzai: “Sas Handalas de su Demaniu”
– Ritrovo dei soci: ore 07:00 presso il parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro, alle ore 08:30 periferia di Olzai denominata “San Antonio” e non rione “Elisea” come invece indicato nel programma generale del CAI Sezione di Nuoro.
– Durata: 6 ore circa;
– Lunghezza percorso: Km 10 circa
– Dislivello: 450 mt circa;
– Difficoltà: E – (impegnativa in alcuni tratti);
– Tipi di terreno: vari, terra;
– Interesse: Naturalistico, paesaggistico e storico;
– Direttori:G. Attardi, L.Sanna (AE) – P. Murgia, A. Corrias, D. Corrias (ASE) – N. Gali, L. Vilia, P. Loddo.
– Link: Percorso
Avvicinamento: Dal punto di ritrovo del parcheggio della periferia di Olzai
- rione S. Antonio (per coloro che provengono da Ottana tramite la SP 36 o da Sarule tramite la SP 4), si imbocca a piedi la Via Taloro e dopo aver attraversato in salita tutto il paese percorrendo il Corso Vittorio Emanuele e la Via R. Margherita, si arriva all’altezza del vecchio convento delle Suore Benedettine (rione Murui) dove inizia l’escursione. Il percorso si sviluppa prevalentemente all’interno di terreni privati ed in parte in area demaniale su sentieri, carrarecce e vecchie mulattiere prive di segnaletica CAI che permettono di raggiungere punti panoramici suggestivi, che spaziano sulle montagne di Teti, Valle del Tirso, Marghine e Goceano. Si raccomanda agli escursionisti il massimo rispetto e non abbandonare qualsiasi tipo di rifiuto.

BREVE DESCRIZIONE:

L’escursione ha inizio a quota 500 mt. dalla periferia alta di Olzai, con direzione di marcia nord-est e si imbocca un vecchio sentiero che costeggia le ultime case della località “Santa Sofia”; percorsi circa trecento metri si entra decisamente in aperta campagna costeggiando il canale di “Issazzai”. Giunti alla quota di 550 mt. troviamo un punto panoramico su un rocciaio esposto, dove un’ampia visuale ci consente già di apprezzare le montagne circostanti di Ollolai, con particolare riguardo a “Su Pizzu e Gulana”. Su questa vetta, considerata geograficamente l’epicentro della nostra Isola, esiste una leggenda, tramandata da diverse generazioni, che sul cucuzzolo vi sia un tesoro nascosto appartenente ad un ricco possidente che viveva su un castello eretto in cima al monte medesimo. Percorsi altri trecento metri circa, nella zona di “Tettidai” e “Sena” ci si addentra in un bosco secolare di lecci, querce, sughere, agrifoglio (Ruscus aculeatus) e macchia mediterranea, che custodiscono piccole sorgenti e abbeveratoi, alcuni in disuso. La camminata continua con un po’ di fatica affrontando una pendenza del 30% fino a raggiungere la quota massima di 910 mt., entrando obbligatoriamente nel territorio di Ollolai, sotto il Monte San Sebastiano, dove è prevista una breve sosta di ristoro. Si riprende la marcia in direzione sud-est sempre all’interno dell’agro di Ollolai a ridosso del confine comunale di Olzai, fino a raggiungere “Funtana de Motzo” a quota di 855 mt. (agro di Ollolai). Abbandonata quest’ultima località, svoltando sul lato sud-ovest ci si immette in una antichissima carrareccia di valore storico ed ambientale, denominata “S’Issala de Su Demaniu” a fianco al “Riu Bisine” che si sviluppa con vari tornanti e notevole pendenza in mezzo ad una folta vegetazione, che ci consente dopo un breve tragitto, di rientrare definitivamente nel territorio del demanio Olzaese. Tale carrareccia che conserva tutt’ora in alcuni punti i segni della sua età, veniva utilizzata, in epoca remota, dai rispettivi abitanti dei paesi confinanti per scambi commerciali, mentre il “Riu Bisine” era fonte di energia per i numerosi mulini ad acqua che si trovavano nel centro abitato di Olzai.
Poco prima di terminare l’escursione si potrà ammirare, per l’appunto nella parte alta del paese alla quota di 564 mt., “Su Mulinu Vezzu”: uno dei mulini che in passato era tra i più attivi dell’Isola per la produzione del grano e lavorazione dei suoi derivati. Il mulino risale al Settecento ed è stato restaurato e reso nuovamente funzionante tanto da permetterne l’uso tuttora. È una costruzione realizzata con pietra “a vista” e si sviluppa in due parti complementari. Questo insediamento è visitabile previa prenotazione ad una Cooperativa che lo gestisce, dietro il pagamento di un biglietto di € 1,50. Si riprende la via del ritorno percorrendo sempre in direzione sud-ovest la predetta strada in parte cementata che attraversa un’area denominata “Su Hantaru” ove vi è l’omonima fontana che gli abitanti di Olzai sin dai tempi remoti utilizzano per rifornirsi d’acqua.
L’escursione termina nella strada urbana a ridosso della Chiesa di Santa Barbara edificata nel XIV-XV secolo, con annesso vecchio cimitero di Santa Croce ormai dismesso.
Al termine dell’escursione, gli amici di Olzai saranno lieti di ospitare presso il salone della Casa Mesina tutti gli escursionisti per uno spuntino. A tal proposito sarebbe opportuno al momento della prenotazione dell’escursione, una conferma di coloro che gradiranno trattenersi per questioni organizzative.
Si comunica infine che per l’occasione, la predetta Cooperativa consente a tutti i visitatori interessati, per il prezzo di € 2,50 ciascuno, la visita a “Su Mulinu Vezzu” e alla Casa Museo del pittore Carmelo FLORIS.
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ESC. N°16 –27.10.2013 – Supramonte di Oliena e di Orgosolo : “da Lanaitho a Su Suercone”.
– Ritrovo dei soci: ore 6.30 presso il parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro, alle ore 7.00 al parcheggio di Su Gologone (Oliena) (trasferimento con mezzi propri);
– Durata: 7 ore circa;
– Dislivello: 700 mt. circa
– Difficoltà: EE – (impegnativa e molto faticosa)
– Tipo di terreno: vari; terra, pietrame, ghiaioni, massi;
– Interesse: naturalistico e paesaggistico;
– Direttori: (AE): G. Cossu, T. Cambedda, A.P. Mura , P. Soru , P. Cicalò; (ASE): P. Murgia, R. Sannia.
– Link: Percorso

Avvicinamento: dal punto di ritrovo del parcheggio di Su Gologone si prende la strada che ci introduce, attraverso la Valle di Lanaitto, nel Supramonte di Oliena. Si percorre la Valle in direzione sud fino al bivio per Tiscali e si prende la pista a destra per circa 200 mt., dove si lasciano le macchine.

BREVE DESCRIZIONE:

L’escursione ha inizio a quota 175 mt., percorrendo in direzione sud il sentiero a destra, che costeggia il fondo valle, per circa 20 minuti, con il Monte Tiscali sovrastante sulla sinistra. A questo punto si entra decisamente nella Codula di “Troccos ‘e Corrojos” , percorrendola in tutta la sua lunghezza, tra pareti strapiombanti e querce secolari nel fondo valle; si passa davanti all’ingresso della Grotta di Tiscali, chiusa da una grossa inferriata. Il piano di calpestio, inizialmente ben sistemato con gradini in pietrame, in ginepro e simili e muretti di contenimento, varia fino a diventare un sentiero incerto e poco marcato. Superata la codula di Serra Lada (q. 470 mt), la valle si apre consentendo un’ampia visuale sulle montagne circostanti. Lasciando la codula principale si prende una deviazione a sud-ovest (q. 648 mt) che, attraverso un bosco di fillirea e ginepri, ci porta all’ingresso inferiore (q. 800 mt) della dolina di “Su Suercone”. Costeggiamo la dolina sul bordo ad est fino all’ingresso superiore (q. 880 mt), dove è prevista la sosta pranzo.
Il luogo: “Su Suercone” è una dolina tra le più grandi d’Europa, originatasi, presumibilmente, dal crollo della volta di una enorme cavità carsica. Per la sua importanza naturalistica, ambientale ed archeologica, nel 1994, con Decreto dell’ Assessore regionale all’Ambiente, è stato riconosciuto come “Monumento Naturale”.

La dolina è situata nel vasto altipiano di Donianigoro, del Supramonte di Orgosolo, ad una quota di circa 900 mt.. Appare come un cratere quasi circolare di circa 500 mt. di diametro, con una profondità di circa 200 mt., dove il punto più basso raggiunge la quota di 685 mt. Dal versante sud-est, dove le pareti sono meno ripide, seguendo un sentiero su una cengia naturale, si può scendere all’interno della dolina, dove è possibile ammirare la vegetazione, costituita da giganteschi alberi secolari, quali lecci, tassi, filliree con alcuni esemplari che toccano i 20 mt.; nella parete del lato a nord si può notare un inghiottitoio franoso, che raccoglie le acque piovane e le convoglia nei corsi d’acqua sotterranei. Non è raro imbattersi in branchi di mufloni.

Negli anni ’70, all’interno della dolina, vennero rinvenuti resti scheletrici umani e cocci di recipienti in terracotta, risalenti all’epoca nuragica; la dolina probabilmente fu utilizzata come luogo di sepoltura da parte degli abitanti del vicino villaggio, situato nei pressi del campo Donianigoro e di cui sono ancora ben visibili i ruderi di un nuraghe con l’ingresso architravato (Nuragheddu) e di alcune capanne circostanti in cui sono stati rinvenuti resti di ceramiche risalenti all’età del bronzo.

Si riprende la via del ritorno percorrendo, in direzione nord, il vasto altopiano carsico di Donianigoro. Lasciato l’altopiano e seguendo un sentiero ben marcato, scendiamo rapidamente, attraverso un costone boscoso, al fondo valle di Badde Doronè (q. 260 mt). Percorso il fondo valle per alcune centinaia di metri, in cui occorre superare diversi passaggi critici, costituiti da frane e massi di grosse dimensioni, si esce sulla destra dalla codula e si affrontano, in ripida salita, le “scala ‘e fustes” e passaggi su roccia. Superati i punti critici troviamo una pista ripida, percorsa e tenuta in efficienza dai pastori della zona, che, in breve tempo,
ci porta al fondo valle e quindi alle macchine.

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ESC. N° 15 – 06.10.2013 – BAUNEI: “Da Pedra Longa a Us Piggius”


-Ritrovo dei soci: ore 7.00 presso il parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro, alle ore 8.30 al parcheggio di “Pedra Longa” (trasferimento con mezzi propri);
– Durata: 6 ore circa;
– Sviluppo planimetrico: 7 km circa;
– Dislivello: 650 mt.
– Pendenza media del 15% circa e max 40 % su brevi tratti nella parte intermedia, inizio cengia;
– Difficoltà: E – (impegnativa e molto faticosa – vedi pendenze), tratti gradonati su roccia scistosa nella parte sommitale, presenza di brevi tratti esposti; eventuale ulteriore difficoltà in caso di giornata calda non ventilata (buona scorta d’acqua 2-3 lt.);
– Segnaletica: presenza di segnaletica del “Selvaggio Blu”;
– Tipo di terreno: sentiero in terra battuta con rilasci di ghiaioni calcarei;
– Interesse: naturalistico e paesaggistico;
– Direttori: A.P. Mura (AE); G. Paba, G. Murgia, A. Scanu: (ASE); P. Piras; (AE): G. Cossu, P. Cicalò;
– Link: Percorso Percorso

BREVE DESCRIZIONE:

Il punto di inizio escursione si trova in località “Pedra Longa” raggiungibile con strada asfaltata dall’Orientale Sarda, con bivio a circa 1 km a valle dell’abitato di Baunei.

Il parcheggio, da dove il percorso a piedi ha inizio, si trova a quota 25 mt. slm, all’ombra della Guglia di Pedra Longa (128 mt). Si prende la strada asfaltata a ritroso e, al primo tornante, si imbocca il sentiero che costeggia il mare, sovrastato dalla imponente falesia a sinistra.

Il sentiero (tratto iniziale del “Selvaggio Blu”) risulta ben evidenziato e con piano di calpestio in buono stato, nonostante il fenomeno delle frane che interessano la zona da milioni di anni. Man mano che si procede lungo il sentiero incontriamo una recinzione con un cancello e successivamente, con una serie di tornantini immersi in macchioni di lentischio, ginepri, oleandri e carrubi, si arriva quasi al livello del mare. Il sentiero prosegue lungo un tratto pianeggiante in direzione nord e poi in leggera salita fino alla Grotta Isparausu, oltrepassando Funtana Bausu: una risorgiva perenne di acqua calcarea che alimenta la vegetazione e gli animali.
Ci si allinea in direzione ovest prendendo il sentiero in salita verso Punta Giradili. Il sentiero diventa sempre più ripido e impegnativo, anche per la presenza di pietraie lungo il percorso, che impegnano notevolmente anche gli escursionisti più ferrati.
Arriviamo quindi sotto le pareti a picco di Punta Giradili, a circa 300 mt. slm, dove ha inizio la parte più impegnativa del percorso. Si sale verso la grande parete a sud-ovest, costeggiandola per tutta la sua lunghezza, percorrendo una grandiosa cengia.

E’ indispensabile effettuare una sosta e ne approfittiamo per guardarci intorno: di fronte a noi in direzione sud, si staglia la parete di Punta Argennas e Cuccuru Maore, che delimitano il Baccu Orrolossi e la grandiosa vallata, che in tempi non lontani veniva coltivata ad orto dalla popolazione locale; a sud si staglia la Guglia di Pedra Longa, gli Isolotti d’Ogliastra e la vista può spaziare fino al Capo Bellavista di Arbatax; ad est la distesa sterminata del Tirreno.

Dopo la sosta ristoratrice si riprende il cammino sempre sulla cengia in leggera salita attraversando dei tratti riparati dalle pareti aggettanti, con rari fenomeni di stillicidio, e si arriva in vista dell’ovile. Il sentiero cambia fondo trasformandosi in scisto friabile che richiede un notevole impegno ed attenzione. Dopo una serie di tornantini si arriva al pianoro dove è localizzato l’ovile Us Piggius (650 mt). Tempo permettendo si può visitare l’ovile e le sue pertinenze (su pinnettu, s’accorru, il caprile, ..). Proseguendo oltre il recinto si arriva alla strada sterrata che proviene dall’Altopiano di Baunei e porta fino a Punta Salinas.

La pausa pranzo è prevista nelle vicinanze dell’ovile. Per il rientro si percorre lo stesso sentiero a ritroso.

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ESC. N°14 – 22.09.2013 – Scano Montiferro : “Da Sa Roda Manna a Sa Pattada (959 mt.) nei boschi di agrifoglio

Gli amici del CAI Sezione di Nuoro, G.L. di Macomer, vi accompagneranno ancora una volta nel massiccio del “Montiferru”, questa volta nel territorio di Scanu.

- Ritrovo dei soci: ore 7:00 P.zza Veneto a Nuoro, mentre a Macomer è presso la Caserma militare “Bechi Luserna” alle ore 8:00;
– Durata: circa ore 7.00;
– Lunghezza: 12,6 Km. circa;
– Dislivello: mt. 680 circa;
– Difficoltà: (E);
– Direttori: (ASE): Antonio Carta, Roberto Puddu, Gigi Roccu, Rita Demurtas; Tore Mereu, Nino Piras; AE: Antonio Forma.
– Link: PercorsoSentiero;

BREVE DESCRIZIONE:

Di origine vulcanica con una massiccia presenza di rocce basaltiche, anche questa zona, è ricca di boschi ben conservati, nonostante i violenti incendi degli anni scorsi, dove dominano lecci e agrifogli, il biancospino e la ginestra, ricchissimo di sorgenti di ottima acqua che alimentano le condotte idriche dei vicini centri urbani e ricco di fauna dove il cinghiale e il dominatore assoluto di queste foreste.
L’economia del paese, cosi come quella di tutto il territorio, si basa sull’allevamento ovino; recentemente però ha trovato la giusta valorizzazione il bovino di razza “Sardo-Modicana”, tanto per la produzione di carne che del tipico formaggio “Casizzolu”.
Questa razza bovina è stata sfruttata da sempre anche per la produzione del latte ma, utilizzata moltissimo in passato, presso tanti centri agricoli dell’isola, prevalentemente come affidabile, docile e forte animale al lavoro, nel traino del carro e per l’aratura dei campi.
Con i nostri automezzi raggiungiamo, in territorio di “Amenta” vicino alla omonima fontana, la localita “Sa Roda Manna” a quota 696 mt., da dove inizia la nostra escursione. “Sa Roda Manna”, riconosciuto recentemente Monumento Naturale, è un piccolo bosco circolare di agrifogli e di clematide, che ha assunto, per densità e altezza delle piante, la caratteristica di una buia foresta. Ci dirigiamo verso il Rio Mensi, che nasce dalla vallata di Badde Urbara alimentando con l’ausilio di diverse sorgenti (Mastros, Amenta ecc.), il corso d’acqua principale del Montiferru che è il Rio Mannu che sfocia poi nella rada di Foghe. Percorriamo la riva del Rio Mensi, sotto un bosco di agrifogli, clematide e ontani sino alla base di “Sos Pedrosos”, un costone brullo dove domina l’erica e la ginestra, disseminato di pietre basaltiche e iniziamo la salita sino a raggiungere la poderosa mole rocciosa di “Rocca De Sa Pattada” a quota 959 mt. Qui è prevista una breve sosta per godere con lo sguardo a 360 gradi, se la giomata è limpida, del paesaggio circostante: partendo da SUD in senso antiorario, Bau Camedda, Sos Pabariles e Badde Urbara, il Lago Omodeo, e più in alto il Gennargentu, Morte Gonare, in lontananza Monte Tuttavista, ancora la catena del Marghine, Monte Santu di Siligo e la Planargia, Monte Minerva, Capo Marragiu e la costa di Bosa. Lasciamo questo bastione basaltico e ci dirigiamo verso lo sputone roccioso utilizzato come punto di vedetta per l’antincendio e come stazione radio, dalla quale si può osservare, il territorio di Cuglieri “Su Mont’e s’Ozzu” e la valle di “S’Abba Lughida” e, in territorio di Scanu il paese omonimo e la valle di “S’abba Sutterrada”, in lontananza la marina di Bosa sino al golfo di Oristano. Presso questo secondo belvedere è prevista la sosta pranzo.
Dopo di che iniziamo la strada del rientro, si lascia la zona sosta e si percorre una ampia carrareccia attaversando il bosco di “S’Abba Sutterrada” sino alla monolite basaltica di “Rocca Sa Traessa”, curiosa muraglia a placche e merletti che attaversa tutto il “Montiferru” per circa 6 Km, in alcuni punti alta decine di metri e larga tre o quattro, che si immerge e ricompare, a tratti, dal sottosuolo della montagna, a sembare quasi la coda di un grande rettile preistorico. Accanto alla muraglia sono evidenti delle costruzioni in pietra realizzate in muratura a secco a partire dalle fondamenta sino alla sommità della copertura, utilizzate in passato dai caprari per il ricovero del bestiame. L’escursione prosegue, senza perdere di vista la marina di Tresnuraghes, raggiungendo, dopo una leggera risalita, la fontana di “Leari”, ricca di freschissima o ottima acqua e, piu avanti, il nuraghe omoninio dal quale continua, in leggera discesa in mezzo agli arbusti di biancospino, il percorso sino al Rio Mensi e quindi il rientro a “Sa Roda Manna”.
Si ringraziano per la collaborazione : M. Rosaria e Carla.


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ESC. N°13 – 08.09.2013 – Ollolai: “Monti di Ollolai : “da Sa ‘Onca Vravi’à a Su Craru de Su Solianu” e a Sa Punta Manna

- Ritrovo dei Soci: alle ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
alle ore 8.00 presso la Piazza G. Marconi a Ollolai (trasferimento con mezzi propri)
– Durata: circa ore 7.00
– Lunghezza: 7 Km. circa;
– Dislivello: mt. 400 circa;
– Difficoltà: (EE) (Impegnativa) ;
– Terreno: sentiero in gran parte sotto bosco, con presenza di rocce granitiche.
– Direttori: Gr. Locale di Ollolai – (AE): M. Arbau, C. Frau, M. Bussu, A. Prina;(ASE) P. Columbu, A. Sanna; M. Peddone;
– Link: Percorso;

BREVE DESCRIZIONE:

Dopo l’incontro di Piazza Marconi, ci si reca presso il punto di partenza, situato a circa 2 km dal paese, nei pressi del sito archeologico de Sa ‘Onca Vravi’à, posto a 1.093 mt. slm. La partenza è in leggera salita e, nella parte iniziale, si possono ammirare due rocce granitiche particolari, una richiama l’immagine di una pecora “Sa erve’è” l’altra è una grande roccia tonda posta in bilico tra due monti, in modo da formare un ponte naturale. Da questo punto inizia la discesa lungo un sentiero in direzione ovest, verso il territorio di Olzai. La discesa è completamente posta sotto un bosco di lecci secolari, con presenza di qualche acero e di agrifogli. Il sentiero ricalca la traccia di un vecchio camminamento utilizzato dai carbonai e dagli allevatori di capre e maiali, che corre parallelamente al territorio di Olzai, ma interamente dentro l’agro di Ollolai. A pochi metri di distanza, più in basso, sono presenti analoghi sentieri utilizzati dagli olzaesi. In questa parte si incontrano diverse grotte naturali adattate dai porcari per il ricovero dei maiali, tra le quali quella denominata “Sa ‘onca de preide”; più avanti è presente una sorgente che scaturisce dalle rocce granitiche. Al termine del sentiero si incrocia uno sterrato posto a 800 mt. slm da cui riparte un sentiero in salita che porta ad un belvedere chiamato “Su craru de su solianu”. A questo punto il cerchio va chiudendosi per riportarci verso la piana di San Basilio dopo aver attraversato un tratto di grossi massi granitici che sono la parte inferiore della montagna. Dalla piana citata (995 mt.) parte il sentiero per la scalata de “Sa Punta Manna” (1103 mt.). La salita è impegnativa. Dalla cima si spazia a 360° verso il Golfo di Oristano di cui si notano chiaramente la Penisola del Sinis e la zona industriale della città, verso la Valle del Tirso, i monti del Marghine, l’Ortobene, Il Corrasi e la Catena del Gennargentu. Se la giornata è priva di vento prevediamo di effettuare qui la sosta pranzo. Si riparte per un breve passaggio presso la chiesetta di San Basilio, circondata da un insediamento archeologico con un villaggio preistorico e un pozzo sacro che la Sovrintendenza ai beni archeologici ha iniziato a riportare alla luce negli ultimi anni. La chiesa è la parte residua di un convento medievale che i frati abbandonarono nel 1490. La leggenda lega la fuga dei frati a un conflitto scoppiato tra due famiglie locali, i Ladu e gli Arbau che uccisero un ragazzo della famiglia avversaria. Il conflitto spinse i frati ad abbandonare il luogo e, secondo la leggenda, mentre andavano via, sbatterono a terra i sandali per non portarsi via tracce della terra del posto e lanciarono una maledizione. Ritornarono ad Oristano al convento di Santa Maria Maddalena, portandosi via un crocefisso ligneo che si trova ancora in quella chiesa. Qualche giorno dopo la loro partenza scoppiò un incendio che distrusse il paese, eccettuato il vicinato che rappresenta il centro abitato attuale.
La tradizione più ricorrente (pur senza dati concreti) vuole anche che sui monti di Ollolai risiedesse Ospitone, re dei barbaricini, allorquando ricevette la lettera di Gregorio Magno affinché accogliesse benevolmente il vescovo Felice e l’abate Ciriaco.
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ESC. N° 12 – 08/09 GIUGNO 2013 – Due Giorni Sezionale – BAUNEI – “Cala Sisine” : “Su Contu, Bacu Urutzò, Bacu S’Orruargiu, Cala Sisine e ritorno per Bacu Su Molente.”
L’ESCURSIONE E’ RISERVATA AI SOLI SOCI CAI
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 31 MAGGIO
Obbiettivi:
A) Abituare i nostri soci alle escursioni di più giorni e al pernottamento con bivacco promuovendo e curando anche l’educazione alla solidarietà, alla sicurezza, alla conoscenza e al rispetto;
B) Far conoscere ai soci della sezione i vari itinerari che raggiungono Cala Sisine quale base strategica di appoggio di un territorio montano vasto ed aspro;
C) Sensibilizzare i gestori del punto di ristoro di Cala Sisine al turismo escursionistico montano attraverso la presenza periodica dei Soci CAI portatori consapevoli di una qualificata quanto esigente cultura della frequentazione della montagna.
DESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE
GIORNO 8 GIUGNO:
-Ritrovo dei soci: ore 7:00 P.zza Veneto a Nuoro;
ore 8:30 a Genna Serbene (S.S. 125 Orientale Sarda al km 170)
– Equipaggiamento: normale vestiario da escursionista, sacco a pelo e materassino, lampada frontale;
– Viveri per due pranzi al sacco e acqua a sufficienza;
– Direttori di escursione: Carlo Melis, Salv. Cambedda (AE), Salv. Sotgiu (AE).
Da Genna Serbene si prosegue per circa 7,5 km sino al parcheggio delle auto in zona “Su Loriscadorgiu”.
– Inizio escursione ore 9:00 – Difficoltà: EE (Escursionisti esperti).
Escursione molto impegnativa e faticosa, con qualche tratto di arrampicata e passaggi esposti (consigliabile ad escursionisti con buona preparazione fisica, considerate le temperature quasi estive).
– Dislivello in discesa: 850 mt.
– Tempo di percorrenza: ore 7 circa;
Cena presso Cooperativa Sisine.
GIORNO 9 GIUGNO:
Partenza da Sisine ore 10:00
Da Sisine per Bacu Arala con deviazione per Bacu Eretili, Bacu Su Molente, Su Loriscadorgiu dove si ritrovano le macchine.
– Difficoltà: E – Tempo di percorrenza: ore 7 circa
– Dislivello in salita: 850 mt (molto impegnativa e faticosa)
– Lunghezza totale dell’escursione: 18 km circa.
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Escursione n° 05 del 02-06-2013 – S. Nicolò Arcidano “MONTE ARCUENTU”
– Ritrovo dei soci 1: alle ore 7.00 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro;
– Ritrovo dei soci 2: alle ore 8.30 alla periferia dell’abitato di Uras subito dopo
l’uscita dalla S.S.131 al km 67,00 (trasferimento con mezzi propri);
– Tempo di percorrenza: circa 7 ore
– Sviluppo planimetrico: circa 10 km.
– Dislivello: circa 600 mt., pendenza media del 15% circa e max al 45% su brevi tratti della parte sommitale;
– Difficoltà: EE – salita faticosa (vedi pendenze), tratti gradonati su roccia nella parte sommitale, presenza di brevi tratti esposti; eventuale ulteriore difficoltà in caso di giornata calda non ventilata (buona scorta d’acqua);
– Comuni interessati: Gonnosfanadiga, Arbus
– Segnaletica: di pre-esistente esiste solo qualche segnavia bianco-rosso e altri segni sbiaditi nella parte sommitale. Per l’escursione sono stati predisposti “omini di pietra” e nastrini bianco-rossi;
– Tipo di terreno: sterrata, sentiero, roccette
– Interesse: geologico, paesaggistico, storico
– Direttori: (ASE): G. Roccu, R. Demartis; (ASE): R. Puddu, R. Sannia;
(AE): G. Attardi, L. Sanna.
– Per info Gianluigi ROCCU 333 – 7161563
– Link: Percorso;

INQUADRAMENTO TERRITORIALE E GEOLOGICO:

Il Monte Arcuentu appartiene orograficamente al sistema montuoso del Linas di cui costituisce (unitamente a Capo Frasca) la propaggine più settentrionale.
Diversa è invece l’origine geologica che, per l’Arcuentu, avviene eminentemente per attività vulcanica.
Tale origine è ben evidenziata, oltreché dalle rocce basaltiche, dalle particolari e bizzarre conformazioni che queste presentano, con tutto l’articolato campionario che l’attività eruttiva produce: colate solidificate, neck, dicchi ecc.
Anche la sagoma della parte sommitale del Monte Arcuentu è caratterizzata dalla natura vulcanica delle rocce presentando, anche a causa dell’azione erosiva degli agenti atmosferici, una particolare conformazione in cui vi si può riconoscere (vista da E o da O) il profilo di un viso umano in posizione distesa.
Data anche la relativa vicinanza alla costa la vegetazione della zona è costituita prevalentemente dalla tipica macchia mediterranea, mentre la presenza delle aree boscate è limitata all’interno delle piccole valli originate dalle vie d’acqua e alla cima del monte stesso.
Ricca la presenza della fauna e dell’avi-fauna: avvistamento a breve distanza, durante i vari sopralluoghi, di un daino e di un’aquila.

AVVICINAMENTO E DESCRIZIONE PERCORSO:

Il punto di incontro dalle diverse zone di provenienza è previsto alla periferia dell’abitato di Uras, subito dopo l’uscita dalla SS131 al km 67 (svincolo Uras/Laconi/S.N. D’Arcidano). Da qui ci si dirige verso S. Nicolò Arcidano che si raggiunge dopo pochi minuti, lo si attraversa (al semaforo svoltare a sinistra in direzione Guspini) e dopo circa altri 15 km di strade locali, ma comunque asfaltate, si raggiunge la località Pardu Atzei e, poco oltre, lo spiazzo per il parcheggio e l’inizio dell’escursione.
Il tragitto, ad anello e percorso in senso orario, ricade nella quasi totalità all’interno di un’isola amministrativa del Comune di Gonnosfanadiga e solamente nella parte sommitale e di cresta transiterà nel territorio del Comune di Arbus.
Il parcheggio, da dove il percorso a piedi ha inizio, si trova a quota 218 slm, alla base delle pendici Nord del Monte Arcuentu che con la sua mole caratteristica domina tutto il versante di risalita. Percorrendo in successione, una sterrata, un sentiero e poi per tracce di sentiero, si arriva, a quota 415 slm, al primo dei diversi tratti di “muri di lava” che caratterizzano il paesaggio.
Costeggiato il “muro” si prosegue sempre in direzione Sud e salendo progressivamente di quota ci si avvicina alle verticali pareti nord della cima.
Il torrione sommitale viene aggirato dal lato orientale per giungere quindi a quota 635 slm nel punto iniziale del percorso di salita/discesa alla cima. In questo tratto, che presenta le maggiori pendenze, si dovrà prestare particolare attenzione, in quanto costituisce la parte più impegnativa dell’escursione, dovendo transitare sia su rocce gradonate che su terreno ripido e scosceso.
In cima, a quota 784 slm, sono presenti, oltre ad un ospitale boschetto di lecci sotto il quale si svolgerà la sosta pranzo, i pochi resti del castello giudicale di Arcuentu, l’eremo in cui si era ritirato in preghiera il Beato Fra Nazareno e, soprattutto, un ampio panorama a 360° sull’arburese ed il medio-Campidano.
In particolare a Ovest sono visibili la Costa Verde ed i sistemi dunali di Piscinas e Torre dei Corsari, mentre verso N-O, con andamento curvilineo, si diparte la caratteristica cresta basaltica articolata in un saliscendi di rocce dalle forme singolari. Ridiscesi dalla cima per lo stesso sentiero di risalita, il percorso proseguirà nel tratto iniziale della cresta basaltica passando lateralmente al Monte Arcuenteddu. Giunti ad un valico, a quota 478 slm, che mette in comunicazione i due versanti della cresta, la si abbandona in direzione N-E percorrendo un largo sentiero in decisa discesa fino ad un guado (asciutto in questa stagione) che presenta la quota più bassa dell’itinerario (circa 180 slm). Infine con una leggera risalita si raggiungono le auto dove ha termine l’escursione.
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