Esc. N. 03 e 04/2017 - CAI NUORO

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Esc. N. 03 e 04/2017

ATTIVITA' DELLA SEZIONE > Attività Escursionistica Sociale > Archivio Escursioni 2017

ESC. N. 03 del 05.02.2017 – TIANA: “Da Tiana fino alle Domus de Janas –
Visita alla Gualchiera e al mulino ad acqua”

Durata:circa 6 ore; Lunghezza: 11 km ca.; Dislivello: 300 mt; Difficoltà: (E); Direttori: L. Pala, M. Peddone, R. La Croce; P. Columbu (ASE); M. Arbau (AE)
Ritrovo dei Soci: alle ore 7.30 presso il Parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro; alle ore 8.30 a TIANA in piazza Chiesa Sant’Elena.

– Link: Percorso   
AVVICINAMENTO:
il paese di Tiana si raggiunge partendo da Nuoro, strada per Lanusei, bivio per Lodine, un km prima di Lodine, dove c’è il Convento, si gira a sinistra e si arriva al Lago di Gusana, si prosegue a sinistra per Ovodda e poi Tiana. Tempo circa 1 ora.
Per chi arriva da Macomer, o preferisce 10 km in più ma con strada più scorrevole (specialmente se la mattinata è ghiacciata),si arriva a Ottana per poi proseguire via Olzai, bivio di Teti (a sinistra) si arriva a Tiana.

BREVE DESCRIZIONE
L’appuntamento per gli escursionisti è alle ore 8.30 nel piazzale della Chiesa di Sant’Elena, al centro del paese.
L’escursione inizia attraversando le vie più antiche del paese, dove si evidenziano“Is Corzoso“,che rappresentano la particolarità del centro storico di Tiana. Si prosegue sul versante N-N/O  su una stradinaasfaltata, che poidiventa sterrata sino all'imbocco di un sentiero, per circa 3 km,  sino a raggiungere la località di “Mancosu”, dove si possono visitare ben cinque DOMUS DE JANAS (FORREDDOS)  risalenti al periodo prenuragico (Neolitico–Bronzo Antico), aventi  la particolarità di essere a due piani. Dopo circa 1,5 km si raggiunge la zona industriale del paese di Ovodda. Dopo aver attraversato un breve tratto asfaltatosi continua a salire, dapprima lungo una carrareccia per poi imboccare un sentiero che porta sul costone che sovrasta l’abitato di Tiana.
L’escursione prosegue in mezzo al bosco,avendo davanti agli occhi la splendidavallatache segna il confine con la Barbagia di Belvì, che custodisce uno deipiù imponenti boschi dell’isola. Dopo poche centinaia di metri si attraversa una zona che cinque anni fa è stata interessata da un incendio particolarmente invasivo, di cui residuano tracce evidenti. Sin dagli anni '70,il costone è stato recintato con un imponente reticolato, aprotezione dalla caduta di massi. Il reticolato è visibile, lungo il tracciato, per diversi km e oggi rappresenta l’unica protezione per il paese, che si trova a valle.
Dopo circa 6 ore si raggiunge la periferia sud del paese, per poi arrivare, dopo circa ½ ora di cammino, alla famosa Gualchiera “BELLU”, l’unica funzionante in tutta Europa, dove è prevista unavisita guidata insieme ad un vecchio mulino. Con un po' di fortuna, in presenza di acqua sufficiente, la Gualchiera verrà posta in funzione. Il tutto è gestito da una cooperativa che ne regolamenta le visite e il funzionamento, (il ticket per la visita è di 2 euro a persona).
Finita la visita si rientra al paese, distante circa 1 km, per recuperare le auto.
Buona Escursione                                             I Direttori              (Per ulteriori chiarimenti: Lorenzo Pala 377-1439032)

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ESC. N. 04 del 19.02.2017 – TERRITORI DEL MONTIFERRU: “Da Badde Urbara a Monte Ortigu e rientro verso Sos Segados e Punta Cravedu".
Per ricordare il carissimo amico Roberto Puddu ASE della nostra Sezione.

Durata circa 7,00 ore; Difficoltà E: percorso facile ma faticoso.
Direttori: (ASE): A. Carta, R. Demartis, G. Roccu, Carla Sanna; Tore Mereu.
Ritrovo dei soci: ore 7,00 presso il parcheggio di Piazza Veneto a Nuoro; ore 8,00 presso la caserma militare “Bechi Luserna” appena fuori dall’abitato di Macomer sulla strada per San Leonardo; alle ore 8,30 a Badde Urbara (Stazione ripetitori RAI). Trasferimento con mezzi propri.
– Link: Traccia  
– Link: Profilo   

Avvicinamento
Avvisiamo i Soci che l’ingresso di Macomer dalla SS 129 (per chi viene da Nuoro) è chiuso per frana, pertanto si deve prendere la SS 131 per Sassari e procedere fino al Bivio di Macomer-Bosa per poi entrare a Macomer e recarsi all'uscita per San Leonardo. In alternativa si può arrivare anche passando da Borore (dalla Zona Industriale di Tossilo).

Cenni Storici e Geomorfologici
“Assiso sul suo trono basaltico paludato col broccato fiorito dei circostanti giardini, volto alle luci del meridione, con alle spalle e ai fianchi lo scenario maestoso dei monti folti di ulivi e ciliegi, castagni e quercie, stà il villaggio di Santu Lussurgiu, Signore del Montiferru, fiero e pomposo tra i suoi montani dominii”.

Così, lo storico  Felice Cherchi Paba, presenta il paese di  Santu Lussurgiu in uno dei suoi “Quaderni storici e turistici di Sardegna”. Con toni meno lirici, ma con la disponibilità di sempre , gli amici del CAI di Nuoro , gruppo di Macomer vogliono accompagnarvi attraverso il massiccio del Montiferru, lungo un sentiero in territorio di Santu Lussurgiu.
Il Montiferru è tra i più importanti edifici vulcanici dell’Isola, la sua ossatura è formata da ignimbriti, ardesiti e tufi, rocce di origine vulcanica acida, molto viscose, risalenti all’Oligocene, periodo che va da 42 a 22 milioni di anni, mentre i versanti che gli danno la forma conica regolare sono rappresentati da lave basaltiche più fluide, appartenenti al ciclo vulcanico del periodo Plio-Pleistocene compreso tra 3.9 – 1.6 milioni di anni.  La massima elevazione è data da Monte Urtighu (1.050 m.) che rappresenta un complesso vulcanico, spento da più di i milione di anni, caratterizzato da eruzioni la cui lava, nell’incedere, finì per creare nuove terre sia ad Est, con il vasto altopiano di Abbasanta, caratterizzato da terreni basaltici, sia ad Ovest fino alla fascia costiera, dove ha creato alte e scure falesie lunghe circa 15 Km. Secondo osservazioni basate sull’area del territorio di origine basaltica, intorno al massiccio, il vulcano doveva raggiungere un’altezza di circa 1.600 – 1.700  s. l. m. . La successiva erosione provocata dagli agenti atmosferici ha ulteriormente contribuito a trasportare le rocce a fondovalle in un raggio di circa 15 Km.
L’economia del paese è basata sull’allevamento del bestiame ovino e vaccino, utilizzato per la produzione di carne e latte. Di particolare interesse sono  i tipici formaggi vaccini a pasta filata (casizzolu). Molta rilevanza assume l’allevamento del cavallo, con il quale il cavaliere lussurgese ha un rapporto indissolubile e al quale sono legate diverse manifestazioni popolari (Sa Carrela ‘e nante).  
Ma altrettanto importante per l’economia locale è l’attività che nasce da una innata vocazione, da uno spirito artigiano sempre vivace e geniale che alimenta la produzione di bellissimi manufatti ottenuti dalla lavorazione del cuoio, del legno e del ferro: scarpe, selle, cassepanche, coltelli. Rinomata è anche l’attività di  produzione di acquaviti (su filuferru).
Il territorio è ricco di fonti di ottima acqua, che alimentano le reti idriche della zona. La flora è rappresentata da lecci, castagni, ciliegi, dall’erica, dal corbezzolo, dalla ginestra, dal timo. Mentre la fauna dominante è rappresentata dal cinghiale e, per via di un lavoro di reintroduzione operato dall’Azienda delle Foreste Demaniali, sono presenti diversi branchi di  mufloni che spesso, incuriositi dalla nostra presenza,  si lasciano ammirare sopra le cime alte dei rocciai .

Breve descrizione
Il percorso inizia dalla stazione televisiva di “Badde Urbara” (963 mt.) che è il centro trasmittente radio TV più importante, realizzato dalla RAI nel 1956 e al quale si sono affiancate, successivamente, diverse altre emittenti televisive. Anche se la presenza di queste antenne d’acciaio stride fortemente con il paesaggio circostante, non possiamo non riconoscerne la loro importanza pubblica. Da parte nostra, la scelta di questa località è stata dettata da fini pratici, per garantire a tutti il parcheggio dei mezzi di trasporto. Percorriamo subito, in direzione sud est, una strada sterrata in territorio “Su Pabarile” sino ad intersecare i rocciai di “Punta Cravedu”, che lasciamo sulla destra, per dirigerci in leggera discesa verso le fonti di “Matteu Campullu” (10 l/s), che forniscono di ottima acqua le reti idriche della zona. In seguito ai devastanti incendi degli anni passati, è stata attuata, da parte della Azienda delle Foreste Demaniali, una oculata gestione di rimboschimento della flora originaria e di reintroduzione del grifone, del muflone e del cervo. Dopo “Matteu Campullu” costeggiamo per un breve tratto il “Riu Bau de Mela” e,  percorrendo una comoda  carrareccia , ci   dirigiamo, in salita,  verso il vulcano spento di “Monte Urtighu”.
Il  “Riu Bau de Mela” assieme alle sorgenti di “Matteu Campullu” e ad altri piccoli corsi d’acqua alimentano il “Riu Sos Molinos”, così chiamato perché sulle sue sponde erano realizzati, in tempi passati,  dei mulini ad acqua per la macinazione del grano; prima della seconda guerra mondiale se ne contavano, attivi, circa venti. Oggi ne esiste solo uno, riadattato e utilizzato solo per scopi didattici. Lungo il percorso possiamo osservare, sulla sinistra il “Monte Commida” (895 mt.), sormontato da due caratteristiche  rocce basaltiche molto ravvicinate tra loro, che i locali chiamano “Bazigallelle”, ovvero l’altalena. Raggiunta e  superata  la camionabile  Pabarile – Elighes Uttiosos, il percorso continua su un territorio ricco di timo, erica e ginestra seguendo un tracciato stretto che ci conduce verso  “Monte Urtigu”, il tetto del Montiferru, “Monte Acuzzu” ( 1.050 mt. ), dalla perfetta forma conica, sulla cui sommità è presente un cippo che ricorda il La Marmora. Infatti, la sommità di questo monte, viene anche chiamato “Su Mullone de La Marmora”. Da questa sommità, il paesaggio è stupendo e, se il tempo lo consente, lo sguardo spazia su mezza Sardegna: le  coste di Alghero, Bosa, Santa Caterina e quelle del Sinis, le  montagne del Goceano, del Marghine, delle Barbagie e le pianure dell’Oristanese.
Qui è prevista la sosta pranzo.
Il percorso di ritorno, a quote comprese tra 900 e 1.000 mt.,  interessa  un comodo sterrato per circa 2 Km sino ai  pinnacoli rocciosi di “Punta Cravedu”. Durante il cammino appare un paesaggio lunare, privo quasi di vegetazione  fra punte, picchi e guglie.  Il massiccio vulcanico si rende singolare per la presenza di complessi elementi litologici, morfologici e ambientali. Il carattere del paesaggio si compone di diversi elementi che si combinano fra loro in un continuo mutare di forme aspre e dolci, selvagge ed ospitali.
Percorriamo la parte sottostante di queste aspre formazioni laviche, singolari nella forma e nelle particolari fessure colonnari disposte a ventaglio, su un sentiero stretto dal quale si domina tutta la vallata sottostante sino a “Commida” e “Urtighu”. Ci lasciamo alle spalle gli spuntoni rocciosi di “Punta Cravedu” e  continuiamo sul  sentiero che ci porta a “Badde Urbara”.

Buona escursione a tutti                                                          I Direttori








 
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